Vendita giocatori dalla MLS all’estero: tutto ciò che c’è da sapere

Partiamo da un presupposto: nel 2018 la Major League Soccer nordamericana è ancora una lega che compra piuttosto che una che vende. La grande crescita negli ultimi anni, tecnica e di seguito, non ha ancora portato le società ad avere una posizione importante sul mercato anche se, soprattutto con le politiche degli ultimi tempi volte a valorizzare giovani talenti piuttosto che dare spazio a dinosauri del pallone, il vento potrebbe cambiare molto presto. Basti pensare ad Atlanta con Almiron, Villalba e adesso Barco, ma non solo. Le società però devono imparare a vendere e in MLS non è così semplice, come sta dimostrando il pasticcio Larin a Orlando, prima ingaggiato senza permesso – e senza spendere – dal Besiktas, e ora in guerra con la franchigia della Florida e possibilmente destinato in Grecia.

Il mercato in MLS però non è come siamo abituati a viverlo in Europa. La struttura particolare della lega e il coinvolgimento reciproco della stessa con i proprietari delle squadre, rende la cessione dei giocatori un po’ più complicata. Nemmeno di poco, va detto, ma proviamo a fare chiarezza per cercare di capire come e quanto i rumours di mercato eventualmente reso effettivo va ad incidere sulle casse societarie. Si parla di percentuali, perché a ogni cessione la MLS detiene una parte dei ricavi in base alla situazione in rosa del giocatore stesso.

Tradotto: cambia molto se si vende un Designated Player, un Homegrown Player, un Generation adidas o Superdraft, oppure un giocatore qualsiasi in rosa senza status particolari. Di tutti questi trasferimenti il club, per qualsiasi cifra incassata, potrà trasformare in General Allocation Money solo massimo 650mila dollari, usando il resto per compensare gli stipendi da DP oppure fare interventi di investimento sulla società o nella lega, come il settore giovanile o le strutture di allenamento.

NB: tutto quello che seguirà riguarda i trasferimenti ALL’ESTERO. Il mercato interno è regolamentato in maniera diversa via trade.

VENDERE UN DESIGNATED PLAYER
Se un Designated Player è ceduto a titolo definitivo o in prestito, il club riceve tutto l’ammontare concordato fino a quando la spesa per portarlo in rosa sarà stata recuperata. Una volta recuperati i soldi spesi il trasferimento è trattato come qualsiasi altro, con il club che riceve i 2/3 della cifra pattuita con l’acquirente.

Esempio: Almiron (assumiamo pagato 10 milioni di dollari al Lanus) venduto in Europa per 25 milioni di dollari.

Di questi 24 milioni pattuiti, Atlanta ne incassa subito 10 a copertura della spesa per portarlo in MLS.
Dei restanti 15 milioni (24-10), i due terzi vanno ad Atlanta (10 milioni) e la parte restante finirà nelle casse della lega (5 milioni). In totale Atlanta dei 25 milioni pattuiti ne riceverà 20 (10 + 10), di cui 650mila dollari potranno finire nella General Allocation Money.

VENDERE UN HOMEGROWN PLAYER
Cedendo un giocatore Homegrown Player, la società può incassare i 3/4 della cifra pattuita a prescindere dal numero di anni in cui il giocatore è rimasto nel roster.

Esempio: Carleton (Atl) venduto per 10 milioni di dollari

Nei mesi scorsi si era parlato di un interessamento del Borussia Dortmund per il giocatore di ATL. Ecco, se si fosse trovato l’accordo per 10 milioni di dollari, 7,5 sarebbero andati ad Atlanta e 2,5 alla MLS.

VENDERE UN GENERATION ADIDAS o SUPERDRAFT PLAYER
Qui andiamo nel complicato. La percentuale della cifra di trasferimento che una società incassa dalla cessione di questo tipo di giocatori dipende dagli anni di effettivo servizio in squadra.

Facciamo l’esempio con Joao Moutinho, Generation adidas appena chiamato come Pick 1 al SuperDraft 2018.

– Se viene ceduto dopo 1 anno: un terzo della cifra sarà incassata dalla società e il resto alla MLS
– Se viene ceduto dopo 2 anni: la cifra incassata sarà divisa a metà
– Se viene ceduto dopo 3+ anni: due terzi alla società e il resto alla MLS

VENDERE QUALSIASI ALTRO GIOCATORE
Per qualsiasi altro giocatore del roster di una squadra, dalla cessione il club ricaverà i 2/3 della cifra con la restante parte che finirà nelle casse della MLS.


 

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Max Cristina
Giornalista dal 2006, scrivo per SportMediaset, TgCom24 e collaboro con Goal Italia. Ideatore e fondatore di MLSsocceritalia.com, precedentemente redattore di Calciomercato.com
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