Più problemi che risultati: il caso Inter Miami e Matuidi

Sperato, studiato, atteso a lungo e poi finalmente realizzato. Il progetto di portare la MLS a Miami, molti anni dopo il fallimento dei Fusion, si è concretizzato nell’Inter Miami grazie a David Beckham e al suo gruppo di investitori. Una franchigia che proprio per lo Spice Boy, ma anche per il richiamo mondiale della città della Florida, ha fatto parlare di sé ben prima dell’annuncio del soccer in arrivo in città, prima per i problemi e poi per le soluzioni, fino alla fumata rosanero con tante, tantissime contraddizioni.

Vuoi per l’eccessivo hype creato intorno alla franchigia, comunque da creare da zero e senza poter spendere e spandere dollari qua e là sul mercato, vuoi appunto per l’attesa e i proclami di competitività ancora prima di far rotolare un pallone, l’esistenza a stelle e strisce dell’Inter Miami si sta rivelando a un anno dall’esordio in MLS come una calamita di problemi che in molti stanno travisando in escamotage. Diverse le operazioni al limite del regolamento, ma due i grossi problemi incontrati finora da Beckham e soci, tralasciando la questione stadio con la squadra momentaneamente – ma chissà per quanto – parcheggiata a Fort Lauderdale in quello che diventerà nel prossimo futuro il centro d’allenamento.

In primis è stato il nome, Inter Miami, a creare una discussione globale con l’altra Inter famosa, quella di Milano, che ha iniziato una battaglia legale per l’uso esclusivo del nome. Il Club Internacional de Futbol Miami sta bisticciando con i nerazzurri in una questione che ha riempito le pagine di giornali di mezza Europa. Quest’anno però l’attenzione è tutta su un’altra questione, decisamente più importante, spinosa e potenzialmente grave: il caso Matuidi e dei 4 DP’s.

IL CASO MATUIDI E DEI 4 DP

L’Inter Miami attualmente è sotto inchiesta da parte della MLS per quanto riguarda l’ingaggio di Blaise Matuidi dalla Juventus nell’estate del 2020 con un contratto da non Designated Player (quindi massimo 500mila euro circa di ingaggio, decisamente poco per un campione del mondo) con una parte in eccesso pagata con Allocation Money. L’investigazione non ha ancora portato risultati, ma in molti ritengono che la società della Florida abbia trovato un modo per garantire sottobanco, o comunque non con situazioni legate alla MLS, il centrocampista francese che, guarda caso, nel 2021 – come confermato dal ds Henderson – sarà Designated Player. Una situazione che in passato ha riguardato De Jong e Ibrahimovic con i LA Galaxy, ma non solo.

Il problema a una settimana dall’esordio in MLS, data entro cui le franchigie devono registrare il roster, è che l’Inter Miami al momento conta quattro Designated Players contro i tre permessi dal regolamento, ovvero: Gonzalo Higuain, Blaise Matuidi, Rodolfo Pizarro e Matias Pellegrini. Higuain e Pizarro, per via dello stipendio, non possono essere pagati con l’Allocation Money e in attesa di capire la situazione Matuidi, che sicuramente non verrà sacrificato, resta fuori dai giochi Matias Pellegrini.

Il 21enne argentino avrebbe l’età per rientrare in una nuova iniziativa della MLS verso gli Under 22 per incentivare le società ad investire su giovani talenti, ma – secondo quanto riportato sul sito MLS – non avrebbe l’ingaggio adatto, troppo elevato per delle restrizioni nell’iniziativa che al momento però non è ancora stata ufficializzata. Per lui, indiziato numero uno a essere il DP non registrato, si prospetta la cessione, definitiva o in prestito, come accadde ai LA Galaxy nel 2019 che per ingaggiare nuovamente Ibrahimovic dovette lasciare fuori dai giochi Giovani dos Santos, tagliandolo dal roster.

Anteprima

MLS 2021

DRV PNK StadiumInter Miami CF Stadium, Northwest 55th Street, Fort Lauderdale, Broward County, Florida, 33309, Stati Uniti d\'America

Internacional Miami CF
Los Angeles Galaxy
Anteprima

A prescindere da come andrà a finire, a pochi giorni dal kickoff è sempre Inter Miami a tenere banco. Speriamo solo per questa situazione e non per quello che eventualmente l’inchiesta sul caso-Matuidi porterà a galla.

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