Fiorentina a stelle e strisce: Joshua Perez, il giglio della California | MLS Soccer Italia

Fiorentina a stelle e strisce: Joshua Perez, il giglio della California

“Pass through the hill”, passaggio tra le colline. Così venne definita da Gaspar de Portolà la sua spedizione il 30 luglio del 1769 per andare verso il nord della California. La Habra, è lei il passaggio tra le colline: città della contea di Orange County in California. Qui, il 21 gennaio del 1998 è sbocciato un fiore: Joshua Perez, giovane talento della Fiorentina che ha esordito in Serie A a San Siro contro l’Inter. E La Habra sarà il suo “passaggio” per il grande calcio. Nome patinato da serie tv per teenager (la cornice c’è, quell’OC abitata da Summer, Marissa, Seth e Ryan) e cognome grezzo da calcio di strada. Fondi le due cose ed esce il talento cristallino del nipote di Hugo Perez (ex calciatore USA), che ha i piedi e il fisico da latino sviluppato tra i campi sintetici del calcio americano.

proxy-1“Transfermarkt, digiti Joshua Perez e ti esce tutta la sua storia…” Sbagliato. Per il database che raccoglie dati su dati di tutti i calciatori, la storia di questo 18enne è tutta a tinte viola. Solo Fiorentina. Invece, dietro la faccia di quel ragazzino c’è una bellissima storia. Da sempre amante del pallone, fa vedere le sue qualità nel Chivas USA, franchigia che… non esiste più! Nel 2014 ha chiuso i battenti. Basta, stop! Però, per anni, ha visto il talento smisurato di questo piccolo mancino crescere e impressionare tutti. Ed ecco che i due colossi sportivi a stelle e strisce si fanno avanti: prima la nazionale USA, che lo convoca in tutte le selezioni giovanili; poi, ovviamente, la Nike, che lo “blocca” da giovanissimo, prendendolo per mano e accompagnandolo per mano nella sua carriera.

Tre anni fa Joshua trova un accordo verbale con UCLA. UCLA vuol dire Los Angeles“Bene, ma voglio di più”. Questo il pensiero chiaro nella testa dell’allora 15enne. Per quanto l’America possa essere vasta e piena di opportunità, il calcio è ancora un mondo troppo piccolo per il suo smisurato potenziale. Quel “di più” si chiama Europa. In tanti lo vogliono: PSV Eindhoven e Milan (ci sono anche le foto sul web di Perez con la tuta d’allenamento rossonera) su tutte: ma alla fine la spunta la Fiorentina.

Bloccato, non tesserato. Nel 2013 il calciatore è ancora minorenne e per le norme FIFA sugli extracomunitari la viola può solo farlo allenare. Allenamenti e partite con le selezioni a stelle e strisce, che lo continuano a chiamare, in quanto tra i calciatori migliori della sua generazioni. Dall’Under 14 all’Under 20 in un batter d’occhio (è stato allenato anche dallo zio Hugo): a febbraio, poi, ecco il transfer e il primo contratto con la Fiorentina. 11 presenze e 5 gol nella prima metà del 2016 con la Primavera, 4 in 7 sempre con la squadra principe del settore giovanile gigliato. Poi Paulo Sousa lo convoca per l’Empoli e lo fa debuttare a San Siro. Veloce, tecnico, scattante, sveglio. La Fiorentina sarà un altro “Pass through the hill”, un passaggio per arrivare in cima. Un’altra La Habra.


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