Zlatan Ibrahimovic è un nuovo giocatore dei Los Angeles Galaxy e dopo anni di corteggiamento sbarca finalmente in Major League Soccer. Svincolatosi con due mesi d’anticipo dal Manchester United, Ibra firmerà il contratto con la franchigia californiana.

L’idea Ibracadabra veleggia da una costa all’altra degli Stati Uniti ormai da un lustro e, dopo essere stata ipotizzata già diverse volte, si è compiuta nel 2018. I Red Devils con un comunicato ufficiale hanno ufficializzato il divorzio dal fuoriclasse svedese che, a 36 anni compiuti, dovrebbe firmare un contratto di due anni, ma non come Designated Player.

I LA Galaxy infatti hanno già occupato tutti gli spot per questo tipo di contratti con Giovani dos Santos, suo fratello Jonathan e Romain Alessandrini. Ma c’è l’alternativa: pagare lo stipendio di Zlatan con il TAM (Targeted Allocated Money). Stando ai primi rumours una cifra vicina ai 1,5 milioni di dollari a stagione.

Sì, così poco. La notizia è da confermare, è solo un’indiscrezione raccolta dalla ESPN, ma è più che plausibile in MLS con un’ovvia apertura del “rubinetto” da altre parti, come accadde per Nigel De Jong al suo arrivo sempre a Carson. Diritti d’immagine, pubblicità e quant’altro tutto (o grandissima parte) in favore di Ibra ed è presto fatto. Considerando la popolarità dei Galaxy in tutto il mondo e il merchandising sempre attivo, con tutte le pubblicità del caso che l’arrivo dello svedese porterà da quelle parti, le cifre dello stipendio da calciatore saranno solo un dettaglio di un quadro ben più ampio e remunerativo. Per sé e per la sua azienda A-Z.


 

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Max Cristina
Giornalista dal 2006, scrivo per SportMediaset, TgCom24 e collaboro con Goal Italia. Ideatore e fondatore di MLSsocceritalia.com, precedentemente redattore di Calciomercato.com

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