USA, le donne trionfano ma è bufera

Carly Lloyd, USA

La nazionale femminile USA di calcio è la migliore al mondo e non perde occasione per dimostrarlo nonostante tutte le polemiche che ruotano intorno al movimento. Dopo aver vinto il Mondiale in Canada nel 2015 nello splendido scenario del BC Place di Vancouver, casa dei Whitecaps in MLS, le ragazze di statunitensi hanno confermato il loro strapotere anche nel nuovo anno solare.

Carly Lloyd, USANell’ultima amichevole disputata nella notte del 7 aprile a East Hartford, Connecticut contro la Colombia le fuoriclasse di Jill Ellis si sono imposte con un netto 7-0. Risultato prevedibile visti i precedenti sempre vittoriosi, ma netto, che conferma uno stato di forma straordinario per le statunitensi che nel 2016 hanno vinto tutte e 10 le partite disputate, realizzando 39 gol e incassandone solo uno. Ma, come dicevamo, non è tutto oro ciò che luccica e all’interno della Federazione è in corso una bufera per “discriminazione salariale“.

Cinque superstar della nazionale, guidate dalle capitane Carli Lloyd (nella foto) e Becky Sauerbrunn, hanno fatto causa alla Federazione sottolineando la disparità di trattamento coi colleghi maschi, nonostante i numeri e i trionfi a livello globale pendano totalmente dalla parte delle ragazze: 3 coppe del mondo e 4 olimpiadi vinte.

Il sindacato che rappresenta le atlete è impegnato in un braccio di ferro con la federazione per far valere i termini del contratto collettivo, ma la risposta al momento è negativa e motivata dal fatto che le campionesse da contratto sono “lavoratrici salariate“, pagate cioè dalla US Soccer circa 72mila dollari per 20 partite, a differenza dei calciatori che vengono retribuiti solo se scendono in campo. La risposta delle calciatrici verte sui premi partita, ma la questione è appena iniziata.

Per le atlete che hanno reso grande il soccer americano nel mondo essere pagate quattro volte meno dei colleghi maschi è ingiusto essendo state “il motore del calcio negli USA. Se questo sport è decollato lo si deve a noi” hanno scritto in un comunicato le campionesse. Come dar loro torto.

E voi, da che parte state?


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Redazione
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