Ultras MLS: "Sons of Ben", i padri dei Philadelphia Union | MLS Soccer Italia

Ultras MLS: “Sons of Ben”, i padri dei Philadelphia Union

I “Sons of Ben”, letteralmente i figli di Benjamin Franklin, nel 2017 celebreranno i primi dieci anni di vita. I membri della tifoseria organizzata dei Philadelphia Union, franchigia di Eastern Conference in MLS, hanno però una particolarità: sono nati due anni prima che la loro squadra facesse il debutto ufficiale nella lega. “Se non fosse stato per i Sons of Ben, il Philadelphia Union non esisterebbe – ha raccontato il vicepresidente del gruppo, Tim Sosar, a Io Gioco Pulito -. Siamo nati nel 2007 con lo scopo di dimostrare alla MLS che nell’area metropolitana di Philadelphia c’era voglia di calcio, ma soprattutto il desiderio di una squadra che ci rappresentasse”.

Migliaia di iscritti in pochi mesi, tanto da attirare l’attenzione tanto di MLS quanto di investitori, esattamente come sta accadendo in dodici diverse città. Negli Stati Uniti funziona così per convincere Don Garber a dare una chance alla propria città di entrare in MLS. Fare vedere che la domanda di calcio c’è a differenza dell’offerta, servendo un importante business a chi fosse pronto a investirci, così com’è stato a Philadelphia o più di recente ad Atlanta e Minneapolis.

A Philadelphia, racconta la storia, sono state redatte la Dichiarazione d’Indipendenza e la Costituzione americana, ma il Philadelphia Union così come i suoi tifosi hanno un’identità che va oltre i confini cittadini. “Come i Philadelphia 76ers – continua Sosar -, l’Union ha puntato molto sulla storia cittadina e sul suo ruolo nel processo di formazione degli Stati Uniti”. Il nome stesso del club, “Union”, rimanda all’unione delle Tredici Colonie e i colori sono quelli dell’Esercito Continentale che si oppose all’inglese durante la Rivoluzione americana. Il motto della franchigia “Join or Die” deriva dalle celebri caricature politiche di Benjamin Franklin in cui appariva la scritta accompagnata da un serpente morto tagliato in tredici pezzi, con l’animale presente nell’attuale logo societario con tredici stelle.

I Sons of Ben, così come molte altre tifoserie in MLS, allo stadio si piazzano in una standing area costruita appositamente e progettata da loro stessi, con tanto di postazioni per i lanciacori. Qui si possono accendere i fumogeni senza incorrere in sanzioni: “Ci sono regole come il divieto di usare torce che dovrebbero scoraggiare gli ultras – racconta Sosar -. Le autorità però capiscono che c’è spazio per un po’ di questi comportamenti, così si cercano dei compromessi. Il club ha collaborato con noi dei Sons of Ben e i vigili del fuoco per farci ottenere il permesso di usare i fumogeni allo stadio. La maggioranza dei tifosi rispetta le regole perché è tutto trasparente. Rispetto ad altri paesi, credo che i tifosi americani siano un po’ più rispettosi verso i giocatori e i tifosi avversari”.

Il calcio negli Stati Uniti è in grande crescita, soprattutto nelle nuove generazioni avvicinate al soccer piuttosto che al football già dai propri genitori. Due sport destinati a coesistere sempre di più: “In America incoraggiamo i bambini a diversificare gli interessi e gli americani non capiscano quanto il calcio per gli europei sia una scelta di vita, da tifosi o giocatori. Le nuove generazioni che cresceranno con una squadra di MLS in città e una nazionale femminile di livello mondiale, potrebbero cambiare le cose, ma siamo agli inizi”.

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Redazione

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