Tutti i limiti del sistema calcio USA: rifondare o riformare? | MLS Soccer Italia

Tutti i limiti del sistema calcio USA: rifondare o riformare?

Con l’esclusione degli USA dalla prossima coppa del mondo sul banco degli imputati è finito Sunil Gulati. A pagare, invece, come da prassi è stato l’allenatore per tutti. Forse si è pensato troppo a caldo alle possibili dimissioni però è innegabile che, il sistema USA ha mostrato i propri limiti. In tanti post si ricordano i record negativi mancati sotto la presidenza Gulati: 2 giochi olimpici, 1 under 17, lo scandalo FIFA, i “battibecchi” con la NASL ed infine il peggiore di tutti, la mancata qualificazione al mondiale.

A cosa è dovuto? Difficile dirlo, ma è possibile ipotizzare qualche spiegazione.

In primis bisogna chiedersi perché le giovanili americane hanno la meglio rispetto le pari età sia sudamericane che europee mentre quelle maggiori hanno difficoltà. L’ex CT Klinsmann se ne era accorto e stava cercando di correre ai ripari convocando “gli europei” e forse ha pagato con l’esonero (anche se non lo si ammetterà mai) più per questo motivo che per le sconfitte contro Messico e Costa Rica.

Con il sistema americano (MLS, USL e NCAA), non ci sarà mai uno statunitense che possa arrivare al livello di un Messi o un Cristiano Ronaldo. Gente come Pulisic è dovuta andare via, Giuseppe Rossi (che poi ha scelto la nazionale italiana), avrebbe raggiunto gli stessi livelli? Fate caso all’età degli statunitensi in MLS. Campionato ricco di stranieri, molti centroamericani cresciuti proprio in MLS. Ma perché tutto questo se poi hanno un under 17 forte?

La nazionale olimpica (under 23) è fatta di giocatori dalle dubbie qualità e che giocano poco in MLS. Molti altri calciatori sono universitari ed arrivano in MLS a 23 anni. Il caso Gressel è emblematico. Ragazzo bravo, ma già arrivato. Fino a quanto può crescere calcisticamente? Ha delle qualità, certo, ma ha già 23 anni. E’ stato, calcisticamente rovinato. Forse gli conveniva fare come altri americani, scegliere tra università o calcio. Mi riferisco ai vari Howard, Altidore o forse andare via dagli USA a 18 anni per cercare un futuro europeo.

Certo c’è pure chi riesce ad imporsi dopo l’università, ma il risultato con l’eliminazione da Russia 2018 è sotto gli occhi di tutti. Stesso discorso per la USL con ragazzi bravi ma che iniziano a giocare a 23 anni, dopo il college. Un pò troppo tardi. Non c’è storia tra un under 23 europea ed una statunitense.

Allora che fare? Bisogna ridurlo questo gap, bisogna capire cosa gli Stati Uniti voglio fare da grandi, perché è proprio il divario calcistico tra le diverse età dei calciatori statunitensi il problema. Forse si potrebbe ridurre il numero di stranieri nelle leghe però quello verrebbe automatico con lo sviluppo dei giovani statunitensi. Aumentare il salario in MLS? Beh possibile, ma di quanto? E in questo caso non si rischia di attrarre stranieri quando proprio mancano gli americani? Che senso ha fare contendersi i giovani calciatori con il Messico se poi non hanno sbocco?


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Sebastiano Trovato

Siciliano, laureato in Economia. Appassionato di nuoto e di calcio. Mi occupo di MLS da sempre e del futbol argentino dal punto di vista della storia del campionato, dei protagonisti e degli aspetti economici e di marketing del gioco.

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