Tra i pali della MLS: la saga dei portieri dei Philadelphia Union | MLS Soccer Italia

Tra i pali della MLS: la saga dei portieri dei Philadelphia Union

I Philadelphia Union hanno una storia breve e tutt’altro che vincente. Hanno preso parte al loro primo campionato MLS nel 2010 e solo in due occasioni si sono qualificati ai playoff (2011 e 2016), perdendo inoltre due finali di Lamar Hunt US Open Cup.

Se si pensa agli Union di questa stagione, uno dei punti di forza è sicuramente l’estremo difensore, il giamaicano Andre Blake, ma non è sempre stato così. La franchigia negli anni ha visto alternarsi numerosi portieri tra i propri pali.

Nel 2010 il primo portiere degli Union fu Chris Seitz, proveniente dal Real Salt Lake dove era uno dei backup di Nick Rimando. Il backup di Seitz è Brad Knighton ex riserva di Matt Reis ai New England Revolution, scelto all’expansion Draft.

Al termine di una prima stagione avara di soddisfazioni la dirigenza decide di cambiare totalmente il pacchetto portieri. Al Superdraft viene scelto con la quinta scelta assoluta Zach MacMath dall’Università del Maryland, ma soprattutto viene ingaggiato uno dei migliori portieri della storia del calcio colombiano, Faryd Mondragon.

Con Mondragon tra i pali la difesa trova una certa stabilità (miglior difesa della Eastern Conference) e al termine della regular season arriva anche la qualificazione ai playoff, chiusa con una doppia sconfitta subita dagli Houston Dynamo. A fine stagione però Mondragon decide di rientrare in patria per chiudere la carriera nel Deportivo Calì.

L’addio del portiere colombiano spalanca la porta al giovane Zach MacMath, classe 1991, che gioca da titolare indiscusso le due stagioni successive, nelle quali però la franchigia non ottiene risultati importanti.

Nell’offseason 2014 inizia la spirale discendente che vede alternarsi tra i pali degli Union ben cinque portieri in due stagioni.

Con una decisione sorprendente, gli Union imbastiscono una trade con i DC United per salire dalla scelta numero 2 del Superdraft alla numero 1, per prendere il portiere giamaicano Andre Blake. La scelta è strana, non tanto per il valore di Blake, come visto nelle ultime stagioni, ma per il fatto che nessuna delle due squadre sembrava dovesse puntare su un portiere, in quanto a Washington il portiere titolare è Bill Hamid (vincitore proprio nel 2014 del premio MLS Goalkeeper of the Year) e i capitolini difficilmente avrebbero speso la prima scelta assoluta per un estremo difensore, visti i problemi in altri ruoli del roster, mentre in Pennsylvania si sarebbe potuto dare ancora fiducia a MacMath, vista la giovane età del ragazzo.

La stagione 2014, nonstante l’arrivo di Blake, inizia con ancora MacMath come portiere titolare degli Union, ma dopo l’estate, terminati i Mondiali in Brasile, la dirigenza di Philadelphia spiazza ancora tutti ingaggiando il portiere della sorprendente Algeria, Rhais M’Bolhi con contratto da Designated Player.

Le prestazioni del nuovo arrivato sono sotto le aspettative, ma viene lo stesso confermato anche per la stagione successiva. In offseason MacMath viene spedito ai Colorado Rapids, e quindi la nuova depth chart vede: M’Bolhi titolare, Andre Blake primo backup e John McCarthy terzo portiere.

Prima dell’inizio della stagione Blake si infortuna ad un ginocchio, e M’Bolhi dopo 9 giornate di prestazioni insoddisfacenti viene tagliato dalla società. Arriva quindi il momento di McCarthy, ragazzo di Philadelphia, che come in una favola esordisce con una vittoria mantenendo la porta inviolata. I problemi però non sono finiti e anche McCarthy non convince a pieno e con Blake ancora convalescente, viene ingaggiato dai Carolina RailHawks della Nasl Brian Sylvestre che mantiene la titolarità in campionato con McCarthy titolare in US Open Cup. L’odissea non è finita in quanto anche Sylvestre si infortuna, ma fortunatamente per gli Union Andre Blake ha risolto i suoi guai fisici e può finalmente esordire nella squadra che per lui ha speso la prima scelta assoluta al Draft.

L’impatto di Blake è notevole, soprattutto in una partita con i New England Revolution, terminata 1-1 grazie ad una prova superlativa del giamaicano.

Con Blake finalmente Philadelphia ha risolto i suoi problemi tra i pali e nella stagione 2016 arriva sia la qualificazione ai playoff per la squadra, che il premio di MLS Goalkeeper of the Year per il proprio numero uno.

L’ottima forma di Blake continua nel 2017, che lo vede conquistare il premio di miglior portiere della Gold Cup con la sua nazionale, terminata al secondo posto dietro gli Usa, e purtroppo per lui finita durante il primo tempo della finale per via di un infortunio alla mano.

Philadelphia ha finalmente trovato il portiere a lungo cercato, ma nelle prossime finestre di mercato dovrà fronteggiare le sirene europee che attireranno l’attenzione del proprio estremo difensore.

di Davide Antonioli


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