#SoccerItalians: intervista a Michele Drago

Michele Drago, 22 anni, attaccante con un trascorso nella Cremonese Berretti e diverse presenze in prima squadra e’ un giocatore di Kansas City University, e’ sbarcato negli States a Settembre 2015 grazie alle sue abilita’ calcistiche e l’aiuto di College Life Italia, un’agenzia che aiuta i calciatori italiani a stabilire contatti con i coach delle universita’ di Prima, Seconda e Terza Divisione Americana . Michele ci ha raccontato la sua esperienza Americana per la terza puntata di #SoccerItalians.

Come sei stato selezionato nel college americano? Hai una scolarship? Com’è andato il primo anno da giocatore in America?
Sono stato selezionato nel college americano grazie a video e curriculum che ho mandato a molti allenatori in America. Diverse università da tutta america dalla seconda alla prima divisione mi hanno offerto la scolarship, alla fine ho deciso di andare a Kansas City in Division 1 perché, oltre ad aver ricevuto una full tuition ( un rimborso totale delle spese universitarie dal valore di circa 40mila dollari ), avevo visto che il coach era molto interessato a me.

Com’è andato il primo anno da giocatore in America e come ti e’ sembrato il livello calcistico?
I primi mesi sono quelli più difficili, devi adattarti ad un nuovo stile di vita, a nuovi luoghi, ad una nuova lingua e soprattutto devi abituarti ad avere le persone a te care lontane moltissimi chilometri. Il mio primo anno calcistico in USA e’ stato condizionato da un infortunio alla spalla sinistra dopo meno di un mese dal mio arrivo in Missouri. Questo infortunio ha condizionato la mia stagione, ho giocato tutte le partite di conference ma in un ruolo, la fascia destra, che mi permetteva solo di fare “il compitino”. Le mie qualità di punta centrale non sono state sfruttate al massimo per la paura; la paura che giocando da attaccante avrei rischiato, per colpa dei troppi contrasti, di farmi male di nuovo. Mi sono operato a Gennaio in America dopo la stagione ed ho saltato tutta la Spring season. Il mio obiettivo è di rientrare ad Agosto in condizioni perfette per tornare a giocare nel mio ruolo. ll livello calcistico in Division 1 non è per niente basso, in serie A universitaria ci sono squadre davvero forti. Ho trovato molti giocatori che potrebbero giocare da professionisti in Italia e competere con loro ti fa crescere a livello calcistico.

Come sono le strutture americane comparate a quelle del calcio giovanile italiano? Cosa ti ha stupito di più?
Le strutture americane sono pazzesche, le università hanno centri sportivi che molte società di serie A in Italia sognano. La cosa che mi ha stupito di più e’ la loro organizzazione: in USA sono molto attenti al giocatore e offrono tutti i servizi possibili per farlo migliorare.

Qual è il tuo obiettivo come student-athlete?
Il mio obiettivo come student-athlete e’ quello di arrivare alle finali nazionali NCAA di prima divisione. Il mio più grande sogno a Kansas City e’ quello di regalare al mio coach, ai miei compagni e ai nostri tifosi la vittoria della WAC, ovvero la conference appartenente a Kansas City

Punti ad arrivare in MLS? Come consideri il livello della MLS? Consiglieresti ai giocatori italiani di venire in America per giocare a calcio?
Prima di pensare a giocare in MLS voglio concentrarmi sul presente, nella vita bisogna sempre costruire il futuro passo per passo, solo facendo così si può arrivare a competere nei massimi campionati. Il livello calcistico della MLS e’ medio-alto, non dico alto perché c’è bisogno di qualche anno per vedere squadre di MLS competere con squadre europee. In America il calcio sta crescendo moltissimo e sono sicuro che tra pochi anni l’MLS sarà uno dei campionati più competitivi al mondo. Consiglierei al 100% ai giocatori italiani di venire a giocare in USA perché è un esperienza fantastica, ti fa interagire con nuove culture ed inoltre si impara l’inglese, una lingua che arricchisce il nostro bagaglio culturale.

Andrea Previati per MLSsocceritalia.com


 

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