#SoccerItalians: intervista a Claudia Cagnina

L’American Dream apportato al calcio per i puristi europei potrebbe essere una questione poco seria. Eppure gli Stati Uniti da qualche anno si sono messi a far sul serio anche nel soccer e per i ragazzi italiani, nati a pane e calcio, il trasferimento in un college USA per provare a sfondare è un qualcosa di sempre più intrigante.  Ma il soccer dall’altra parte dell’Oceano è questione seria anche per le ragazze, lo dimostrano i successi mondiali con la nazionale e anche le ragazze mentre studiano possono sognare in grande. Di queste storie in giro per gli Stati Uniti ce ne sono diverse e MLSsoccerItalia.com ha deciso di dare spazio ai ragazzi per raccontare la loro esperienza e spiegare a tanti coetanei che la via Oltreoceano è qualcosa di più di una semplice esperienza. C’è da lavorare sodo e il livello non è così basso come si possa credere. Nasce #SoccerItalians.

Oggi è il turno di Claudia Cagnina, nata negli Stati Uniti, ma di origine taliana. I nonni Prestigiacomo e Cagnina sono nati a Roma e si sono trasferiti a New York, mentre zii e cugini vivono ancora nella capitale dove lei trascorre gran parte delle sue vacanze estive e dove sin da bambina, ha respirato la grande passione per il calcio. Una passione che l’ha portata a 13 anni a far parte del Brentwood SC Pride, società calcistica di Long island con la quale è stata anche numero 1 in nazione e NY State Champion nella stagione 2014/15. I grandi successi e le ottime doti le hanno perClaudia Cagnina St John's Universitymesso di far parte di uno degli atenei più prestigiosi di New York: la St John’s University. Con il numero 11 sulla maglia Claudia gioca come centrocampista avanzato, ma ha anche imparato ad adattarsi come ala destra e centrocampista centrale e al suo primo anno nel College può già vantare un titolo: Regular Big East Season Champion.

La tua prima esperienza al college e’ subito vincente con la vittoria nella Regular Season della Big East. Che cosa pensi della stagione calcistica appena passata? Come trovi il livello calcistico?
“Sicuramente e’ stata una stagione fantastica. Vincere il Campionato Big East e’ stata un’emozione indimenticabile, inoltre e’ ancora piu’ bello vincere subito al mio primo anno di College. Purtroppo non abbiamo finito bene come avevamo iniziato perdendo nella semifinale del Big East Tournament e perdendo al primo turno del NCAA Tournament contro Boston College all’overtime, ma complessivamente la nostra stagione e’ stata di grande successo e abbiamo centrato, se non superato, tutti gli obiettivi prefissati a inizio stagione. Il livello del calcio e’ davvero molto alto, il passo e’ molto veloce e il contatto fisico e la forza fisica sono una componente essenziale del gioco, e questo rende il gioco divertente e di grande intrattenimento. Personalmente penso che il piu grande cambiamento dal soccer High School al Soccer College è proprio la parte fisica… non ho mai dovuto lottare cosi duro per vincere un contrasto prima d’ora!”

I tuoi parenti sono di Roma, tu hai un nome e un cognome Italiano, e spesso sei stata in Italia. Quanto ha influenzato il tuo amore per il calcio il tuo background italiano?
“Si assolutamente, la mia famgilia italiana e le loro tradizioni mi hanno influenzata nella passione per il calcio e per la Roma. Tanto che sin da bambina ho sempre volute giocare a calcio. In particolare i miei nonni, i miei genitori, i miei cugini e il resto della mia famiglia italiana mi hanno introdotta nella cultura calcistica visto che sentivo solo parlare di calcio e soprattutto in tv veniva trasmessa sempre e solo la Serie A.”

Sei una tifosa della Roma, chi e’ il tuo idolo? Chi e’ il giocatore a cui ti ispiri? Sei mai stata allo stadio Olimpico e sei mai stata a vedere la Roma dal vivo?
“Ah A.S Roma. Il mio cuore e’ giallorosso. Per me e’ stata una decisione difficile perche’ mio nonno e’ un laziale sfegatato mentre mia nonna e’ romanista, ma fin da subito ho provato un senso di appartenenza per i colori della Roma. Il mio idolo e’ il “gladiatore”, Francesco Totti. Mi ha ispirato davvero molto. Il modo in cui gioca a calcio dal mio punto di vista e’ magico, spesso mi capita di passare del tempo davanti al mio computer a guardare i video dei suoi gol e dei suoi tocchi perfetti. Lui e’ il capitano eterno, non penso che nessun altro giocatore possa essere alla sua altezza. La Roma sono andata a vederla due volte in America, dove tra l’altro ho avuto l’onore di conoscere Totti”

Come mai il calcio Italiano femminile e’ cosi lontano da quello Americano? Cosa servirebbe per migliorarlo?
“Principalmente la differenza’ e’ che in America il calcio maschile e quello femminile ricevono simili attenzioni e finanziamenti, a dispetto dell’Italia dove il calcio maschile ha il dominio assoluto. A mio avviso servirebbe dare attenzioni al calcio femminile e soprattutto servirebbe cambiare l’opinione che pervade la mente delle ragazze italiane, ovvero che il calcio e’ uno sport rude, violento e fisico adatto solamente ai ragazzi e soprattutto che le atlete che lo praticano sono poco femminili. Posso confermare in prima persona che il calcio invece regala davvero tante emozioni e aiuta anche a mantenere una forma fisica perfetta!”

Qual e’ il tuo sogno come giocatrice? Pensi mai di poter andare a giocare un giorno in Italia?
“Il mio sogno come giocatrice sarebbe quello di raggiungere il calcio professionistico. Voglio dire, non e’ forse il sogno di tutti gli sportivi quello di diventare professionista? In realta’ il sogno e’ quasi a portata di mano, ora sta a me dare il massimo nei prossimi tre anni di College e perche’ no sarebbe fantastico diventare una calciatrice in una squadra italiana per poter vivere in questo paese meraviglioso. Insomma ora non voglio fare piani, quel che succedera’ succedera’…”


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Redazione
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