"Senza Division 2 la NASL cesserà le operazioni" | MLS Soccer Italia

“Senza Division 2 la NASL cesserà le operazioni”

La North American Soccer League (NASL) cesserà le sue operazioni se il Tribunale di Brooklyn, chiamato a decidere il 31 ottobre, non dovesse restituirle lo status di Division 2. La notizia è stata annunciata ieri dal vertice della NASL. Nel corso di un incontro con la stampa, Jeffrey Kessler (l’avvocato che rapresenterà la lega), Rishi Sehgal (Interim Commissioner) e Rocco Commisso (Chairman nonché proprietario del New York Cosmos), hanno escluso la sopravvivenza nell’ipotesi in cui venga confermata la decisione della federazione calcio (USSF).

Lo scorso settembre, proprio la USSF ha infatti “retrocesso” la NASL negandole lo status di Division 2, e garantendole solo quello di Division 3. “Sarà impossibile ingaggiare giocatori di prestigio e convogliare sponsor senza il marchio di campionato Fifa” ha confermato Sehgal. Il 19 settembre, la NASL ha citato a giudizio la federazione accusandola di voler proteggere lo status di Division 1 posseduto dalla MLS, impedendo che in futuro la sua dominanza possa essere insidiata dalla stessa NASL. L’accusa è infatti di violazione delle leggi anti-trust.

Kessler ha anche spiegato che il primo obiettivo è quello di ottenere un’ingiunzione giudiziale che capovolga la delibera della Federazione, e che quindi restituisca temporaneamente alla NASL il titolo di Division 2. “Questo ci consentirebbe di programmare la prossima stagione”. Il secondo passo è più ambizioso: ottenere dal Tribunale una sentenza con cui si nega alla USSF il potere di determinare lo status dei campionati. “Hanno dei poteri che non posseggono neppure NFL e MLB, nè altre federazioni calcistiche” ha chiosato Kessler.

Giunta alla 17ª stagione, la NASL ha sofferto negli ultimi anni non solo le difficoltà finanziarie di alcune società (Cosmos in testa, salvati a dicembre da Commisso), ma anche la crescita della USL, lega che a tutti gli effetti svolge il ruolo di serbatoio della MLS, dalla quale è spesso sostenuta. NASL e USL, è stato spiegato, possiedono ambizioni e moduli diversi, per cui una fusione è improponibile, mentre per accedere alla MLS occorre, tra gli altri requisiti, il versamento di una tassa d’adesione di 100 milioni. “Bisogna essere ricchi, non c’è posto per promozioni tipo Benevento o Chievo” ha ironizzato Commisso.

Mentre la USSF ha chiesto alla USL un piano a lungo termine, posticipando l’attribuzione del suo status, ha respinto quello della NASL. “Ci hanno fatto aspettare sei ore prima di riceverci – ha ricordato Commisso – e quando siamo entrati, era chiaro che non fossero interessati ad ascoltarci. Eppure – ha continuato il proprietario dei Cosmos – avevo spiegato a Gulati (presidente della federazione, ndr) che avrei salvato i Cosmos a condizione che alla NASL fosse confermato lo status di D2”. Commisso ha anche ricordato che lo stesso Gulati è docente di Columbia University, dove il proprietario dei Cosmos è anche tra i primari sostenitori del programma calcistico nel ruolo di Alumni. Commisso, emigrante calabrese, grazie ad una borsa di studio ha conseguito due lauree a Columbia che gli hanno consentito una brillante carriera imprenditoriale del mondo della comunicazione.

“Un’associazione privata come la USSF – ha aggiunto Kessler – non può decidere il ranking dei campionati. Questo è monopolio MLS”. La MLS – ha aggiunto Commisso – non deve necessariamente essere l’unica ad offrire calcio in questo Paese. Siamo pronti a crescere, abbiamo investito 50 milioni negli ultimi mesi, gestiamo migliaia di posti di lavoro, ma senza Division 2 non abbiamo futuro”.

di Paolo Tartamella per America Oggi


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