Real Salt Lake: l’armata (quasi) imbattuta

In America, nello Stato dello Utah, si trova un’enorme massa d’acqua chiamata Grande Lago Salato. Come suggerisce il nome, l’indice di salinità delle acque è davvero, davvero alto, tanto che soltanto poche specie di animali e piante riescono a sopravvivervi. Immediatamente a sud-est del lago, in una valle circondata dalle Montagne Rocciose e a due passi dal deserto, sorge Salt Lake City, la capitale dello Utah che prende il nome proprio da quella grande distesa d’acqua. Una città molto grande, popolosa, con templi mormoni, monumenti e una squadra di calcio: il Real Salt Lake. Tutto si specchia in tutto, proprio come nell’acqua. Capita dunque che soltanto pochissimi avversari riescano a sopravvivere al Rio Tinto Stadium, lo stadio in cui i ragazzi guidati da mister Jeff Cassar non perdono dall’inizio della stagione di MLS. La corazzata capitanata da Kyle Beckerman è schizzata in testa alla classifica e si candida a pieno titolo per la vittoria finale del torneo.

Una sola la sconfitta subita in otto partite giocate, e per mano dei Los Angeles Galaxy (5-2 in casa dell’undici di Bruce Arena, il 24 aprile). I meriti sono equamente suddivisi tra i vari settori del campo, inclunick rimando 400 capssa la guida tecnica. Il successo della Red & Blue Army parte proprio dalla panchina, dove il coach Cassar si sbraccia, urla, incita i suoi e trasmette quella mentalità vincente che fa volare la squadra. Una verve palpabile fin dall’esordio come vice, nel 2007, e definitivamente esplosa nel 2014, quando divenne coach a tutti gli effetti. Cassar c’era anche quel 22 novembre 2009, quando i calciatori di Salt Lake City si aggiudicarono la MLS Cup battendo in finale proprio i Galaxy guidati da David Beckham. Il modulo prediletto è il 4-3-3, che può contare su interpreti di assoluto valore ed esperienza, a partire dal portiere paratutto Nick Rimando. Si può senza dubbio affermare che è lui l’arma più decisiva del RSL, un autentico supereroe tra i pali che proprio nella sfortunata sfida contro i Galaxy ha disputato la sua partita numero 400 nella regular season confermandosi come il giocatore, ancora in attività, con più presenze della MLS.

In questa speciale classifica, l’estremo difensore statunitense è seguito a ruota Kyle Beckerman, capitano e vera anima del centrocampo Red & Blue. Assist, lanci, cambi di gioco e intelligenza tattica fanno del 34enne nazionale americano, soprannominato “robot” dai tifosi per la sua precisione millimetrica, una pedina fondamentale dello scacchiere del RSL. Al suo fianco il “fido” Luke Mulholland, un inglese cresciuto Oltreoceano che sembra non conoscere il morso della fatica: corre, pressa, si invola sulla fascia, recupera palla, va al tiro. Tra Rimando e la linea mediana si sfila una vera e propria muraglia. La linea difensiva “tipo” è composta da autentici colossi che rappresentano un discreto mix tra forza fisica e saggezza tattica: Justen Glad, Aaron Maund e Jamison Olave, coadiuvati dai terzini Tony Beltran e Demar Phillips. In particolare Glad, il più giovane del reparto con i suoi 19 anni, appare al momento il difensore più in forma. Poi c’è Jordan Allen, un “gioiellino” di 21 anni che può essere impiegato sia in difesa che a centrocampo senza sfigurare.

A completare la spina dorsale che da anni permette alla squadra dello Utah di confermarsi ad alti livelli sono due giocatori “di fantasia”, decisivi sia come suggeritori sia come rifinitori: Javier Morales e Joao Plata. Il primo, argentino in tutto e per tutto, è il rigorista della squadra e probabilmente l’uomo dal talento più cristallino. Elegante nei movimenti, dotato di un’ottima visione di gioco e di piedi sopraffini, Morales è quello che si avvicina di più al trequartista vecchio stile che agisce a ridosso dell’area avversaria, pronto a pungere nel momento più inaspettato. Joao Plata, ecuadoriano, a dispetto dei suoi 24 anni è già un “veterano” della MLS, dove gioca dal 2011 (se si esclude una breve parentesi nel club ecuadoriano LDU Quito nel 2012, in prestito dal Toronto FC). I suoi dribbling, i tiri fulminanti e i gol (ben 4 in 6 partite, per un totale di 28 in MLS) hanno mandato in visibilio i tifosi, letteralmente per le imprese messe a segno dal loro numero 10.

Non sappiamo ancora come andrà a finire questa stagione, se il Real Salt Lake arriverà ai play off, in finale o se vincerà la MLS Cup. Ma una cosa è sicura: vedere giocare i ragazzi della Red & Blue Army è davvero uno spettacolo.


 

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Maurizio Perriello
Lucano, tolkieniano, appassionato di western, amante del calcio. Scrivo per Tgcom24, MLSsoccerItalia e riviste di settore. La MLS mi ha catturato anni fa: sono un nostalgico di giocatori come John Doyle e Ronald Cerritos.

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