Pirlo: “Pentito? Assolutamente no”

A New York è il giorno del derby. L’Empire State Building è pronto a colorarsi di una sola tonalità e tutta la Major League Soccer si appresta a vivere una Rivalry Week iniziata con l’1-0 di Philadelphia in extremis sui DC United. Tra NYCFC e NY Red Bulls c’è una sana rivalità, ma Andrea Pirlo – uno dei protagonisti lasciato a riposo a Toronto da Vieira per averlo al meglio in questa sfida – al solito #isnotimpressed: “In Europa è una cosa diversa, perché ci sono tifosi che vivono solo per questa partita: per la rivalità che esiste da anni in città. Qui è differente. – ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport – Questo derby c’è da appena una stagione e non ci può essere l’identica tensione. New York è piena di turisti e tanta gente è originaria di altri posti. Fra noi giocatori, però, la rivalità, quella sana, è molto sentita”.

Pirlo_Is_Not_ImpressedDopo un inizio difficile il NYCFC è risalito fino alla prima posizione a East, persa in favore di Philadelphia visto il match degli Union, ma ancora nel mirino: “Con un nuovo allenatore c’è voluto un periodo di adattamento per assimilare i metodi diversi, che molti calciatori americani non avevano mai sperimentato. Stiamo lavorando duro, tatticamente e tecnicamente, ma i risultati arrivano. Ora ho la possibilità di stare più vicino alla porta e creare più opportunità per le punte e quando non abbiamo la palla mi abbasso. Vieira? È all’inizio, ma ha stoffa e farà carriera”.

Difficile, infine, vedere il Maestro all’Europeo, ma il numero 21 non è così pessimista né per lui né per Giovinco: “La lista definitiva Conte non l’ha ancora data. E chi sta giocando in gare ufficiali non è al raduno. Io e Giovinco abbiamo parlato con Conte e preso insieme delle decisioni. Sono fuori? È possibile. Sappiamo che cosa ci siamo detti. Preferisco non aggiungere altro”.

Poi però Pirlo fa un assist alla MLS: “Quando uno prende la decisione di venire qui negli Usa, sa a cosa va incontro. Sono riflessioni che ho fatto e sapevo quali erano i rischi. Pentito? Assolutamente no. Anzi. È un piacere stare con ragazzi eccezionali come i miei attuali compagni, aiutarli a crescere in allenamento e dar loro consigli durante le partite. E poi ora arrivano pure i risultati. La MLS è un campionato meno visibile in televisione ed è normale che non abbia la stessa reputazione di un campionato europeo”. Poi un invito: “Porterei qui Matri”.


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Redazione
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