Pirlo: “La MLS farà nascere campioni”

Un anno di MLS è quasi alle spalle per Andrea Pirlo. Il “Maestro” come hanno imparato a chiamarlo dalle parti dello Yankee Stadium è ormai una presenza costante nei pensieri dei tifosi di Soccer americano, nel bene e nel male. C’è chi ne contesta la scarsa incisività nei risultati del New York City FC e chi, allo stesso tempo, sottolinea i limiti della rosa allenata da Vieira ed esalta le giocate dei Designated Player (DP) proprio come Pirlo e Villa. Lampard non pervenuto. La verità probabilmente sta nel mezzo.

Pirlo a MLSsocceritalia.com: “In MLS mi diverto molto. Qui nasceranno grandi campioni”

Pirlo new york cityNelle ventuno presenze disputate a cavallo delle due stagioni MLS il vero Pirlo, quello che ha fatto innamorare tutto il mondo del calcio e non solo i tifosi italiani o del Milan, non si è visto se non a sprazzi. Il ritmo indiavolato delle franchigie americane a discapito della tattica e della tecnica hanno penalizzato la genialità del Maestro che, complice anche la stagione con la Juventus e le poche vacanze, ha pagato dazio nei primi mesi americani. Quest’anno ai primi mugugni, alle prime accuse anonime di qualche collega di essere negli States come turista, e alla scelta tecnica di Vieira di escluderlo dalla trasferta di Philadelphia, sono arrivate risposte sul campo con delle prestazioni accettabili – come a Columbus – e decisive come contro i Whitecaps di Vancouver.

Non avrà l’incidenza di Seba Giovinco e probabilmente all’Europeo non pensa nemmeno più nonostante le defezioni a centrocampo per Conte, ma Andrea Pirlo sta vivendo un’esperienza unica e dopo il 3-2 pirotecnico contro Vancouver, MLSsocceritalia.com ha avuto l’opportunità di parlare con lui in collaborazione con AmericaOggi.

Quali sono le differenze tra il campionato americano e quello italiano?
Parliamo di due modi di giocare a calcio completamente diversi. In Italia viene curata molto di più la tecnica e la tattica, qui invece c’è un calcio molto fisico e veloce.

Quanto manca alla MLS per arrivare al livello della Serie A?
La differenza di livello è dovuta al fatto che in Italia si nasce giocando a calcio, in America invece si comincia un po’ più tardi, oppure si praticano più sport fino a decidere di dedicarsi a un’unica disciplina verso i 13-14 anni. Ci vorrà del tempo, ma di sicuro anche qui nasceranno grandi campioni

Sempre più giocatori italiani vorrebbero venire in MLS, è un’esperienza che consigli?
Assolutamente sì. L’esperienza che sto facendo è ottima e mi sto divertendo molto. Detto questo ci sono regole salariali da rispettare quindi non sarà possibile per tutti poter venire qui. Sicuramente giocare in MLS è molto positivo

Questo weekend inizia il nostro FantaMLS: ha qualche consiglio per i nostri lettori?
Sicuramente David Villa e Mendoza per l’attacco, poi RJ Allen per la difesa

(intervista di Andrea Previati)

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Redazione
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