Ne Revolution: storia di una crisi senza fine

Un punto in quattro partite (all’esordio in casa di Dallas) e due sconfitte nelle prime due sfide interne di MLS al Gillette Stadium, entrambe 0-2 contro Columbus e Cincinnati. Questo è il magrissimo bottino di un non altrettanto magro Brad Friedel alla guida dei New England Revolution in questo 2019, iniziato com’era finito il 2018: malissimo. Una crisi di gioco, di passione, affetto e spogliatoio che la sconfitta contro Cincy ha peggiorato clamorosamente.

In primis c’è da registrare un calo nell’attenzione generale dei tifosi Revs che per la sfida contro la nuova franchigia non si sono mossi in massa, anzi. Circa 10mila spettatori in un Gillette Stadium immensamente desolato, un colpo d’occhio che messo impietosamente a confronto con le immagini di Atlanta della scorsa stagione, proprio di Cincinnati all’Home Opener nel 2019 e storicamente di altre piazze come Seattle e Orlando, fa male a tutti. In primis ai Revs, ma di riflesso a tutta la MLS.

Non solo, il clima all’interno dello spogliatoio di New England è ribollente. Brad Friedel è a rischio esonero, ma la società sembra decisa a concedergli ancora fiducia conscia probabilmente del disastro fatto in sede di mercato. Il roster a disposizione dell’ex portiere è tutt’altro che competitivo, ma sembra essere venuta meno l’empatia tra lo staff tecnico e la squadra. Un segnale chiaro in tal senso si è visto al termine della partita quando lo stesso Friedel, senza fare i nomi, ha incolpato sei giocatori di scarso rendimento in campo e non solo. Che sia Fagundez, oppure Caicedo o Pinilla cambia poco. Resta una crisi che sta iniziando ad essere davvero senza fine: 3 vittorie nelle ultime 20 partite considerando anche la scorsa stagione.


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Max Cristina
Giornalista dal 2006, scrivo per SportMediaset, TgCom24 e collaboro con Goal Italia. Ideatore e fondatore di MLSsocceritalia.com, precedentemente redattore di Calciomercato.com
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