Decisivo in due partite su tre, sulla bocca di tutti nel bene e nel male dal momento del suo arrivo in California. Zlatan Ibrahimovic si è abbattuto come un uragano sulla MLS e su Los Angeles, decidendo a suo modo il derby contro LAFC e facendo parlare di sé dentro e fuori dal campo. Un personaggio imponente, per certi versi più grande della lega stessa che, se non saprà sfruttare al meglio le potenzialità di Ibracadabra, potrebbe presto pentirsi della scelta.

Sì perché Zlatan a Los Angeles è bellissimo, meraviglioso, spettacolare e un’ottima vetrina mondiale per la MLS. Ma al tempo stesso è anche tremendamente pericoloso e queste prime settimane di rapporto, tre apparizioni soltanto, lo hanno già fatto chiaramente intravedere. E la “Ibra-cam” studiata in Chicago Fire-LA Galaxy 0-1, gol di Ibra, è un esperimento che spaventa – anzi, deve spaventare – gli appassionati di Major League Soccer.

Ibrahimovic per il soccer nordamericano è praticamente una droga leggera. Una sostanza, un giocatore in grado di inebriare, esaltare, divertire e disinibire un poco se “consumato” nelle giuste dosi e condizioni, una tantum. Al contrario, se abusato, ha la potenzialità di rovinare per sempre la salute e la crescita della MLS che esiste da prima dello svedese, con tantissimi sforzi e sacrifici in termini di credibilità, e continuerà ad esistere dopo.

Ecco perché Zlatan deve essere assunto alle giuste condizioni con le giuste dosi e dovrebbe essere al servizio della lega, e non il contrario. Ci perdoni il fuoriclasse, indiscutibile professionista e pronto a fare la differenza sul campo, ma non avremmo intenzione di assistere al One Man Show autorizzato dalla lega americana. La “Ibra-cam”? Davvero, stiamo scherzando?

Farà gol Ibra, tanti perché a 36 anni resta un fuoriclasse incastonato in un corpo da Formula 1. Lo ha dimostrato con 3 gol nelle prime 3 partite, di cui due spettacolari e decisivi. Farà parlare di sé in conferenza, perché qui a LA come abbiamo già avuto di modo di scrivere potrà liberare lo Zlatan migliore di sempre, pungente, irrisorio, personaggio da Hollywood. Ma dovrà prima di tutto fare il calciatore, e come tale andrà trattato. Come Villa, come Giovinco, come Almiron e gli altri giocatori di talento di un campionato che negli ultimi anni ha fatto molto per emergere alle cronache mondiali, guadagnando terreno in termini di credibilità pur sapendo di essere ancora alle fasi iniziali di un processo lunghissimo.

Ecco Ibra, ecco MLS. Esaltateci sul campo, insegnate la bellezza di questo sport ai tifosi americani più scettici. Ma da calciatori, punto. Di “Ibra-cam” francamente non ne sentiamo il bisogno. Non trasformiamo il campionato in un circo, o nel giardino dello svedese. L’effetto boomerang è proprio dietro l’angolo.


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Max Cristina
Giornalista dal 2006, scrivo per SportMediaset, TgCom24 e collaboro con Goal Italia. Ideatore e fondatore di MLSsocceritalia.com, precedentemente redattore di Calciomercato.com

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