MLS Expansion a 30 squadre: la classifica di chi resta in corsa

Un po’ a sorpresa la MLS ha annunciato l’intenzione di espandere la lega a 30 squadre, non più a 28 come aveva dichiarato nel 2016. Due posti in più che rimettono in corsa potenziali mercati che dopo l’annuncio dei vari ingressi, come Nashville e Austin, avevano perso le speranze conscie di essere dietro nei programmi e nel gradimento a realtà più pronte come Sacramento e St Louis. Se queste ultime dovessero prendersi, come pare, gli spot 28 e 29 della MLS, resterebbe un ultimo posto disponibile per cui provare la corsa. Prima di indicare lo stato dei vari progetti in ordine di fattibilità al momento in cui scriviamo (aprile 2019), facciamo un breve resoconto.

A oggi la MLS ha 24 squadre in campo che nel 2020 diventeranno 26 con l’ingresso di Miami e Nashville, passando a 27 nel 2021 con Austin FC di Precourt, l’ex proprietario di Columbus Crew. Ventisette dunque sono già decise, ma invece di annunciare l’ultima franchigia la MLS ha deciso di allargare la sala a 30 società, con le indiscrezioni che parlano della trasformazione del ballottaggio Sacramento-St Louis in un ingresso a braccetto.

Costo di ingresso: 200 milioni di dollari, cinquanta in più di quelli pagati negli ultimi tempi e una grossa differenza rispetto al 2007 quando Toronto FC, per fare un esempio, pagò soltanto 10 milioni di dollari per entrare nella lega (ne parliamo nel Podcast). I successi recenti delle Expansion come Atlanta e LAFC, anche a livello di pubblico come Cincinnati, stanno suggerendo la strada giusta da seguire.

1. SACRAMENTO
La città californiana è pronta da tre anni e ha tutte le carte in regola per entrare a far parte della MLS. Nonostante questo prima Cincinnati, poi Nashville e Austin, l’hanno superata. Il progetto di Sacramento resta comunque il più forte, già apprezzato da Don Garber di recente, e con l’ingresso del milionario Ron Burkle in società la candidatura è divenuta ancora più imponente. La città ha già dato l’ok per lo stadio di proprietà da costruire con un’ulteriore investimento di 33 milioni di dollari come incentivo alle migliorie per la zona della città prescelta. Insomma, presto la MLS avrà un altro derby in California.

2. ST LOUIS
Qualche mese fa questa candidatura era stata data per morta e sepolta, e invece. Un nuovo gruppo di investitori ha ridato luce ed entusiasmo al progetto che nel 2017 era crollato dopo i voti negativi per la costruzione di un nuovo stadio in città. Questi nuovi investitori, invece, stanno studiando un progetto di stadio che non prevede l’utilizzo di fondi pubblici, totalmente finanziato privatamente, cambiando repentinamente lo stato delle cose. La MLS ha da tempo individuato St Louis e la sua area come un mercato in cui espandersi, una zona degli Stati Uniti molto importante anche storicamente per il calcio. Indiscrezioni dicono che per non dover scegliere tra Sacramento e St Louis per il 28° posto dovendo escluderne una, la MLS ha preso l’importante decisione di passare a 30 squadre.

3. PHOENIX
L’allargamento rimette fortemente in gioco la candidatura di Phoenix e dei proprietari dei Phoenix Rising in USL. Il progetto per la candidatura MLS c’è da tempo e tra gli investitori ci sono diversi nomi di alto livello, tra cui Didier Drogba. Anche il progetto stadio procede spedito.

La storia calcistica in Arizona non è delle migliori, ma da quelle parti quando gioca la Nazionale americana o il Messico, il seguito è sempre stato importante, così come quello in USL. Il mercato è largo, sicuramente il più ampio tra le contendenti in corsa, ma c’è molta competizione con gli altri sport. Sicuramente è in corsa per un posto a medio termine, quindi per lo spot 30.

4. DETROIT
Una delle favorite per l’ingresso in MLS, col passare del tempo la candidatura ha perso investitori e forza. Superata da Nashville e Cincinnati nelle ultime scelte, Detroit ha perso il proprio momento quando ha dovuto cambiare i piani per lo stadio, nonostante l’interessamento di un gruppo forte come la famiglia Ford. La crescita di St Louis è un fattore negativo per il progetto di Detroit.

5. RALEIGH/NORTH CAROLINA
Questo progetto è portato avanti dal proprietario del North Carolina FC, squadra di USL e della NWSL (North Carolina Courage), Steve Malik. La forza della candidatura non è paragonabile alle altre dal punto di vista economico e la strada per un nuovo stadio è ancora da percorrere, ma Malik è un personaggio rispettato nel calcio americano e potrebbe fare la differenza.

6. CHARLOTTE
Con l’ingresso del milionario David Tepper nel gruppo di investitori interessati al progetto, la candidatura di Charlotte ha ripreso forma dopo aver fallito i primi step. Dopo l’acquisto dei Carolina Panthers in NFL, Tepper ha parlato della volontà di portare una squadra di MLS a giocare al Bank of America Stadium. Da solo non basta, ma se dovesse presentarsi alla porta un personaggio dal carisma e dalla disponibilità simile, anche Charlotte avrebbe una chance importante per lo spot numero 30. Un percorso simile a quello avuto da Nashville nel recente passato.

7. TAMPA BAY
Quando l’Inter Miami di Beckham inizierà a giocare nel 2020, Tampa resterà l’unico mercato ad aver perso negli anni una squadra in MLS. Dopo più di 15 anni dall’addio dei Mutiny, a Tampa non resta che la squadra in USL. La vendita dei Rowdies ai Tampa Bay Rays di baseball aumentano le chance della candidatura, ma a sotterrarle ci sono stati i recenti ingressi in MLS di squadre del Sud-Est come Orlando, Atlanta e presto Miami. La MLS vuole raggiungere altre zone degli Stati Uniti.

8. SAN DIEGO
San Diego è crollata davanti al proprio pubblico: con una votazione positiva dei residenti alla proposta di costruzione di un nuovo stadio pubblico, SD sarebbe stata la principale indiziata a entrare in MLS come 28a squadra al posto di Sacramento. Ma la popolazione residente ha votato “no”, facendo perdere il primo giro di selezioni e spaventando tutti i potenziali investitori. Resta in piedi la possibilità di appoggio alla San Diego University con il suo prossimo stadio da 35mila posti, ma la MLS ha sempre detto di preferire progetti e stadi specifici per il calcio.

9. INDIANAPOLIS
Nonostante l’ampliamento della torta, Indy sembra tagliata fuori. L’ingresso di Cincinnati e il salvataggio di Columbus chiudono un po’ il mercato nel Midwest per i posti 28 e 29. Se mai tornasse di moda sarebbe per la prossima espansione, quella a 30 squadre.

10. LAS VEGAS
Anche qui se ne parlerà nei prossimi anni, non certo per gli annunci più imminenti. L’ingresso di Austin nel 2021 ha chiuso per sempre le porte alla candidatura di San Antonio, facendo riemergere quella di Las Vegas che in USL ha chiuso la prima stagione in maniera positiva. L’arrivo in NHL dei Golden Knights e in NFL dei Raiders ha dimostrato la possibilità di avere squadre professionistiche nella città del gioco, chissà che ci sia tempo e spazio anche per la MLS in futuro.


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Max Cristina
Giornalista dal 2006, scrivo per SportMediaset, TgCom24 e collaboro con Goal Italia. Ideatore e fondatore di MLSsocceritalia.com, precedentemente redattore di Calciomercato.com

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