MLS 2019: le verità del diciottesimo turno

Analizzare, capire, interpretare e spiegare quanto succede sui campi della MLS non è sempre semplicissimo. Tra trasferte infinite, campi in sintetico, turnover massiccio e qualche punto lasciato per strada in maniera scientifica per recuperare le forze, non è mai facile dare un giudizio sulle sfide della MLS. Per questo abbiamo deciso di limitarci ad analizzare il presente, al massimo il recente passato, per tirare il punto della situazione a palloni fermi. Dopo ogni giornata stileremo le (nostre) tre verità del turno di MLS appena giocato. Potete commentarle sulla nostra pagina Facebook o iscrivendovi al nostro gruppo privato di FB.

1) DE BOER E VERMES: DUE CINQUINE IN PIENO VOLTO
Diciannove partite tra turno infrasettimanale e quello solito nel weekend, molte delle quali “falsate” dagli impegni dei giocatori più forti in Gold Cup o Copa America con le rispettive nazionali. Tanto turnover, tanti gol e spettacolo in occasione dell’Independence Day ma anche due partite che sono arrivate come uno schiaffo a mano aperta sui volti di Frank De Boer e Peter Vermes, coach rispettivamente di Atlanta United e Sporting KC.
I rossoneri campioni MLS in carica sono naufragati sul campo di Chicago Fire con un 5-1 finale che rende solo in parte l’idea della prestazione catastrofica della squadra. Dopo meno di un quarto d’ora di gioco Atlanta si è trovato sotto di tre gol (il primo tempo si è chiuso 5-0 per Chicago) e di un uomo per l’espulsione di Gonzalez Pirez. Un approccio alla sfida da mani nei capelli, troppo brutto per essere vero e questa è forse l’unica consolazione del tecnico olandese.
Decisamente più preoccupante la situazione di Sporting Kansas City, una delle squadre in teoria più complete e competitive dell’intera lega che dopo il buon cammino in CONCACAF Champions League ha perso la bussola. Dopo 18 partite la squadra di coach Vermes è ultima nella Western Conference, dietro anche a Colorado Rapids con una partita in meno. Nella sfida contro i LAFC di Vela e compagni la differenza è stata lampante con un 1-5 interno che grida ancora vendetta. Considerando Vermes uno dei migliori allenatori nella MLS, è una situazione difficile da comprendere.
2) IBRA, ANZI IRBAHIMOVIC IS BACK
Dopo qualche giro a vuoto in termini di gol, Zlatan Ibrahimovic è tornato a segnare il proprio nome sul tabellino con una doppietta decisiva contro Toronto FC (2-0). Qualcosa è cambiato, non solo il nome sulla sua schiena. “Irbahimovic” è apparso sopra il suo numero 9: visto che gli ha portato bene probabilmente il magazziniere dei Galaxy verrà graziato, ma per sicurezza osserviamo un minuto di silenzio…
3) BRUCE ARENA NON HA PERSO IL TOCCO MAGICO
Undici punti in cinque partite di MLS alla guida dei New England Revolution: Bruce Arena non ha perso la mano e il suo impatto a Foxborough è stato sicuramente incisivo per la parziale rinascita dei Revs. Tre vittorie e due pareggi per una squadra che nelle precedenti 14 partite aveva raccolto un solo punto in più (12). Il perché e come merita un approfondimento tutto suo.

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Max Cristina
Giornalista dal 2006, scrivo per SportMediaset, TgCom24 e collaboro con Goal Italia. Ideatore e fondatore di MLSsocceritalia.com, precedentemente redattore di Calciomercato.com

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