Mix Diskerud, il vichingo elegante

Dalla Norvegia agli Stati Uniti il passo non è breve. Lo hanno sperimentato per primi i vichinghi, che nel IX secolo sono salpati in cerca di nuove terre in cui svernare, approdando prima in Islanda, poi in Groenlandia e, dunque, nel Nuovo Mondo. Secondo alcuni autorevoli studiosi, gli Uomini del Nord sarebbero arrivati fino al punto in cui il fiume Hudson si riversa in mare, in quello che oggi è il porto di New York. Come si apprende dalle saghe, quei navigatori chiamarono il posto “Hop”, un termine che grossomodo vuol dire “laguna salata”. Una parola dal suono molto simile a quello di “Hope”, “speranza”. La stessa speranza con cui un altro discendente di Erik il Rosso e di Leif il Fortunato ha attraversato l’Oceano Atlantico per calpestare la terra o, meglio, l’erba di New York. Parliamo di Mikkel Diskerud, detto “Mix”, centrocampista norvegese, naturalizzato statunitense, del New York City Fc.

L’avventura calcistica di Mikkel parte dunque dai fiordi della Norvegia. Cresciuto nelle fila del Frigg, squadra di Oslo, il 15enne Mix viene notato dallo Stabæk durante un torneo. Dopo un paio di anni e parecchi gol nelle giovanili, debutta in prima squadra nella Coppa di Norvegia 2008, nella gara contro il Vestfossen. La prima maglia da titolare arriva in Coppa La Manga, in cui Diskerud segna due minuti dopo l’inizio del primo match. Fin dalle prime apparizioni fu subito chiara una delle qualità migliori del calciatore di Oslo: il saper entrare subito in partita, la capacità di essere subito decisivo. Una realtà che il mondo ha potuto apprezzare anche nel debutto di Mix nel massimo campionato norvegese: nella seconda gara dello Stabæk contro il Brann, entrò in campo a dieci minuti dalla fine riuscendo a realizzare la rete che permise alla sua squadra di pareggiare, fissando il match sull’1-1 finale. Il posto fisso in squadra era solo questione di tempo: dal 2010 Mikkel Diskerud divenne uno dei pilastri del centrocampo dello Stabæk.

I primi calci tirati a un pallone in quel di Oslo avevano mostrato un aspetto importante del talento di Diskerud, e cioè il dinamismo. Lo vedevi prendere palla dai difensori sulla linea mediana e un momento dopo te lo ritrovavi al limite dell’area avversaria, pronto a finalizzare l’azione che lui stesso aveva impostato. Era una qualità rara per il calcio scandinavo, specie se la si ricerca in un ragazzo. Le radici di questo dinamismo esagerato erano chiare ed evidente già nel nome o, meglio, nel soprannome. “Mix“, il nomignolo con cui Mikkel ama farsi chiamare e con il quale è conosciuto in tutto il mondo, altro non è che l’appellativo affibbiatogli dalla madre Susan Hagerty, originaria dell’Arizona. Il motivo? A quanto pare Mikkel, fin da piccolissimo, ha iniziato a camminare e a correre dentro casa con un’andatura simile a quella di un frullatore. Che in inglese si dice, appunto, “mix”.

mix diskerudGli occhi dell’Europa del calcio non tardarono a posarsi su Mix. Il 31 gennaio 2012 venne trasferito in prestito, con un’opzione per rendere definitivo il trasferimento, ai belgi del Gent. L’esordio in prima lega è datato 18 febbraio. Ma in Belgio Diskerud non riuscì a lasciare il segno, collezionando solo 7 presenze e zero gol. La voglia di Norvegia era ancora troppo forte e il 6 agosto del 2012 iniziò ad allenarsi col Rosenborg, senza ancora essere tesserato. Dopo soli tre giorni, l’annuncio: Mikkel Diskerud è diventato il nuovo numero 42 della squadra di Trondheim. In due stagioni con il Rosenborg, Mix colleziona 59 presenze e 5 gol, confermandosi uno dei talenti più promettenti del panorama europeo. Il 29 dicembre 2014, però, il Rosenborg comunicò di non essere riuscito a raggiungere un accordo per il rinnovo del calciatore, che si sarebbe svincolato così alla fine dell’anno.

Da qui sarebbe partita l’avventura di Mikkel Diskerud nella MLS. E proprio a New York, in quella baia dove i suoi antenati sarebbero approdati oltre un millennio prima. Il 13 gennaio 2015, il New York City Football Club annuncia infatti l’acquisto a parametro zero del giocatore. In America Mix è arrivato tra gli “osanna” di chi lo ha definito senza pensarci troppo un fenomeno e lo scetticismo di chi vorrebbe le “prove” sul campo di una sua definitiva consacrazione. Finora a New York il numero 10 celeste ha collezionato 30 presenze e 4 gol, oltre a un vasto assortimento di assist e passaggi illuminanti. Dal Vecchio al Nuovo Mondo, però, Mikkel sembra non aver perso nulla di quel dinamismo che lo ha reso famoso. Anche se, c’è da dirlo, con la maglia degli States non ha ancora brillato di luce propria.

Già nel febbraio 2009, quando giocava ancora nello Stabæk, i vertici del calcio norvegese interrogarono il giovane Diskerud sulle sue intenzioni in merito alla nazionale in cui giocare. La risposta fu asettica, imparziale, quasi ai limiti dell’indifferenza: “Non ho preferenze tra la selezione norvegese e quella statunitense”. Alle spalle Mikkel aveva comunque 4 presenze tra Under 18 e Under 19 norvegese. L’attaccamento alla maglia, insomma, non sarebbe stata considerata una caratteristica del “vichingo elegante”. O forse sì. Soltanto un mese dopo, Mix dichiarò di sentirsi americano e che avrebbe accettato ogni futura chiamata dalla Nazionale, ma rifiutò la chiamata d’Oltreoceano per un raduno della Under 20 che si sarebbe tenuto a maggio. In ogni caso, Diskerud si diresse in Egitto con la Nazionale statunitense Under20 a giugno per due amichevoli. E qui tornò a manifestarsi quella sua capacità di essere subito decisivo: segnò infatti contro i padroni di casa nella prima partita. Ma, alla fine della manifestazione, Diskerud non perse l’occasione di confermare la sua “indecisione sui due Mondi”: “Sono sia norvegese che americano. Mi piacerebbe giocare per entrambe le Nazionali, ma non posso. Ho detto che avrei scelto la prima selezione che mi avesse convocato, per lasciare la decisione al destino, credo”.

La convocazione negli Stati Uniti è data 17 novembre 2010, quando subentrò (senza incidere, stavolta) ad Alejandro Bedoya nella vittoria per 0-1 contro il Sudafrica. Il 27 giugno 2013 fu convocato dal commissario tecnico Jürgen Klinsmann per la Gold Cup. La sua bravura era ormai notoriamente riconosciuta quanto gli fu affidata la maglia numero 10 della Nazionale Usa per il Mondiale di calcio 2014. Attesa delusa, tuttavia, perché Mix non riuscì a disputare neanche una partita in Brasile. Oggi di anni Mikkel ne ha 26, di certo non tanti, ma neanche pochi per un calciatore. Le sue movenze, la sua visione di gioco, le capacità balistiche e il dinamismo sono innegabili, ma forse il vero grande salto di qualità manca ancora. Nell’attesa che avvenga, ci gustiamo le sue prestazioni per il New York City. E, per il momento, può andare bene anche così.


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Maurizio Perriello
Lucano, tolkieniano, appassionato di western, amante del calcio. Scrivo per Tgcom24, MLSsoccerItalia e riviste di settore. La MLS mi ha catturato anni fa: sono un nostalgico di giocatori come John Doyle e Ronald Cerritos.

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