LA Galaxy con 4 DP: la MLS che farà?

I Los Angeles Galaxy al momento hanno quattro Designated Player (DP) nel loro roster: Ibrahimovic, Alessandrini e i fratelli Giovani e Jonathan Dos Santos. Tutto bello, splendente se non fosse che in MLS ogni club ne può (o potrebbe) avere solo tre. L’1 marzo è il giorno in cui le società devono comunicare quali saranno i loro giocatori in roster, il tempo stringe per la società più titolata della lega.

Facciamo chiarezza e un punto della situazione. In MLS i Designated Player sono quei giocatori che guadagnano più di 504,375$ all’anno nel proprio contratto; i DP che guadagnano più di questa cifra ma meno di 1,5 milioni di dollari all’anno possono rimanere in rosa pagando la differenza usando il TAM (Targeted Allocation Money), budget a disposizione per ogni club; chi guadagna oltre l’1,5 milioni a stagione è un DP a tutti gli effetti e non ha modo di essere pagato in altre maniere secondo le regole attuali della MLS. Tutti e quattro i giocatori dei Galaxy in questione superano abbondantemente il milione e mezzo a stagione. Quindi o da qui al 1 marzo qualcosa cambierà per uno di loro a livello contrattuale, oppure qualcuno dovrà restare fuorirosa.

L’indiziato sembra essere Giovani dos Santos, ma se c’è una cosa che gli appassionati storici di MLS sanno è che quando ci sono i LA Galaxy di mezzo sarebbe meglio non aspettarsi colpi di scena. Quali? Anche il cambiamento in corsa di una regola, come accaduto in passato basti pensare alla nascita proprio dei DPs per permettere l’ingaggio di Beckham aggirando il salary cap. La MLS di oggi però è ben diversa da quella di quegli anni, ma mai dire mai.

Secondo quanto filtra dalla California, Ibrahimovic e Alessandrini rientrano nei piani di Barros Schelotto e non partiranno, anche se il francese aveva diversi club interessati a lui (tra cui il Parma). Anche Jonathan dos Santos è un giocatore chiave, mentre con l’ex Barcellona si può studiare qualcosa. Come si può rientrare nelle regole però ha provato a spiegarlo Paul Tenorio, giornalista americano. Le vie sono sostanzialmente tre:

  • Ricontrattare l’accordo con Giovani dos Santos scendendo – e di parecchio – dagli attuali 6 milioni di dollari l’anno a meno di 1,5 milioni per pagare la differenza utilizzando il TAM;
  • Pagarlo fuori dai libri contabili con qualche accordo fantasioso o pubblicitario;
  • Obbligare la MLS a cambiare la regola sui DP tenendone un quarto in rosa.

Ovviamente la via più legale e pulita possibile sarebbe la prima, ma è anche per evidenti motivi la meno probabile anche perché l’associazione calciatori della MLS sarebbe pronta a intervenire per garantire il giocatore messicano, monitorando poi anche eventuali pagamenti sottobanco.

Ai Galaxy al momento non resta che una via: vendere Dos Santos, oppure rompere le regole della MLS. Se la lega dovesse però concedere questa cosa ai Galaxy, ossia avere quattro DP cambiando le carte in gioco a pochi giorni dall’inizio del campionato, si scatenerebbe una rivoluzione. Anche perché il cambio del regolamento penalizzerebbe tutte quelle squadre che nella offseason non hanno voluto o potuto trattare contratti del genere per via del regolamento. Una pressione che la MLS, rispetto al passato dove faceva comodo usare la visibilità dei Galaxy per far parlare di sé, non può sostenere.

In molti infatti sostengono che almeno tre dei cinque titoli MLS conquistati dai LA Galaxy andrebbero segnati con un asterisco, visto l’aiuto ricevuto dalla lega più o meno involontariamente. Di sicuro il trattamento riservato ai Galaxy è da sempre visto con un certo astio dagli altri club e dalle altre tifoserie. Oggi però la MLS si è sviluppata, è solida e riconosciuta in crescita da tutto il mondo del pallone, le cose non sono mai girate così bene di fatto. Per questo non si possono permettere favoritismi di alcun genere.

Un grosso problema per i LA Galaxy.


 

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Max Cristina
Giornalista dal 2006, scrivo per SportMediaset, TgCom24 e collaboro con Goal Italia. Ideatore e fondatore di MLSsocceritalia.com, precedentemente redattore di Calciomercato.com

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