Kallon nello staff di Houston Dynamo

Il suo destro al minuto 82 della semifinale di ritorno della Champions League 2002/03 è il più classico degli “sliding doors” calcistici. Stiamo parlando di Inter-Milan 1-1, e di Mohamed Kallon che vide deviata da Abbiati la conclusione che avrebbe riscritto la storia delle due milanesi. Non entrò quel pallone, ma a suo modo quella giocata è destinata a rimanere nella memoria collettiva.

Oggi, 15 anni dopo, ritroviamo l’attaccante della Sierra Leone a Houston, in Texas. Non come giocatore ovviamente, visto che la carriera l’ha interrotta nel 2016 con la sua squadra in patria e dopo aver girato mezzo mondo, ma nello staff tecnico degli Houston Dynamo, a contatto con i più giovani. Ecco perché assistendo alle partite della Generation adidas Cup lo si poteva intravedere.

Kallon collabora ormai dal 2015 con la academy della franchigia texana e per questa stagione è nello staff dell’under 17 per il torneo disputato a Dallas. Dopo una vita professionale da nomade assoluto, toccando Cina, India e altri paesi dopo aver vestito le maglie di Reggina, Inter e Monaco, è tornato a Houston, dove è nata sua moglie forte dei suoi patentini Uefa A e USSF B. Una congiunzione favorita anche dalla casualità: “Tom Harris (head coach di Houston Dynamo U17) stava collaborando con la nostra nazionale – spiega Kallon in riferimento alla Sierra Leone – e Kei Kamara ai tempi giocava per Houston. Ogni volta che tornavo in città per le vacanze mi allenavo con Dynamo”.

In Serie A l’attaccante africano ha segnato 39 gol con le maglie di Cagliari, Reggiana, Vicenza e Inter. Ma ironia della sorte, è per quel gol sbagliato che sarà ricordato molto a lungo.


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Max Cristina
Giornalista dal 2006, scrivo per SportMediaset, TgCom24 e collaboro con Goal Italia. Ideatore e fondatore di MLSsocceritalia.com, precedentemente redattore di Calciomercato.com

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