I 10 momenti migliori della MLS 2019

Nonostante i timori che le partenze di grandi nomi come Villa, Giovinco e Almiron avevano lasciato, il 2019 è stato un grande anno per la MLS. Non solo per la crescita della lega anche in termini di squadre con l’ingresso di Cincinnati, ma anche per lo sviluppo di nuovi stadi, storie, rivalità e una qualità di gioco in costante crescita.

Abbiamo scelto, consapevoli di lasciare fuori diverse situazioni candidabili, 10 motivi per cui è valsa la pena guardare la Major League Soccer per tutto il 2019, anche grazie a Dazn. Quale momento migliore dell’ultimo giorno dell’anno?

10 – PIOGGIA DI DOLLARI: ALMIRON IN PREMIER ROMPE OGNI RECORD

Per chi vi scrive, il passaggio di Miguel Almiron al Newcastle in Premier League è stato al tempo stesso un colpo al cuore e un motivo di orgoglio. La star di Atlanta United ha lasciato la MLS per St James’ Park dove ha impiegato poche settimane a diventare l’idolo dei tifosi per le prestazioni in campo. La cifra sborsata dai Magpies, circa 21 milioni di sterline, è stata la più alta mai incassata in MLS e il record del club inglese. Non solo, è stato l’esempio che di talento ce n’è anche in MLS e negli altri campionati, con un po’ meno snobismo, se ne stanno rendendo conto.

9 – L’ESORDIO DI CINCINNATI

L’Expansion Team numero 24 della MLS è stata FC Cincinnati che è sbarcata sul pianeta MLS con l’entusiasmo di una squadra competitiva in USL e un pubblico caldissimo al Nippert Stadium. Il calore arancioblù dei tifosi è rimasto lo stesso mentre sul campo, e fuori, non è stata una stagione da ricordare, se non appunto perché storica. Dal “non abbiamo avuto tempo per studiare un nuovo design con adidas” riferito alle prime storiche magliette in MLS, de gustibus ma comunque con diversi mesi a disposizione per fare meglio, all’ingaggio di Adi, risalito alle cronache per l’arresto per guida in stato d’ebrezza. Da quelle parti dell’Ohio se non per il derby “Hell is Real” con Columbus, altra delusione, le soddisfazioni sono state poche. Forse il più giovane allenatore di sempre in MLS (Damet), anche se sono arrivati più allenatori che punti in stagione (si fa per dire). Noi ci siamo divertiti nel podcast, invece.

8 – CARO VECCHIO FRANKIE DE BOER

Frank De Boer ad Atlanta United, e via di sbeffeggiamenti lungo l’asse Milano-Georgia. Certo il buon Frankie ci ha messo del suo dopo i fallimenti all’Inter e al Crystal Palace, andandosi a scegliere una missione quasi impossibile: rivincere con Atlanta dopo il Tata Martino e una stagione da record. E infatti da quel punto di vista ha fallito. Però dopo un inizio sconcertante in Concacaf Champions League e in MLS, ha portato i FiveStripes nelle primissime posizioni con un gioco più tattico che spettacolare. Chissà, i frutti potremmo vederli nel 2020. Ma intanto, anche qui, ci siamo divertiti nel podcast e sui social.

7 – ALLA FINE VINCE SEATTLE

Prendete le carte, mischiatele, sceglietene una e… voilà: vince Seattle Sounders. In un campionato come la MLS che da sempre etichettiamo come imprevedibile, i Sounders sono la certezza. In un modo o nell’altro vincono sempre loro e nessuno, o quasi se non per scommessa, punta su di loro fino a ottobre.

6 – TUTTI SUL CARRO DI GIANLUCA BUSIO

Con falsa modestia parliamo di Gianluca Busio dal 2015 quando per lui la MLS era solo un miraggio visto in lontananza. Questo 2019 per lui, tra nazionale U20 e prestazioni con Sporting Kansas City, è stato un anno importante, e noi ne siamo felici a prescindere che poi l’annata di SKC non sia andata bene. Vedere la sua crescita in campo è stato entusiasmante quasi quanto vedere l’hype che si è venuto a creare intorno a lui in Italia a un certo punto, tanto da accostarlo oggi all’Inter e domani alla Fiorentina con troppa facilità e zero riscontri. Però per noi è un piccolo motivo di vanto e il classe 2002 ce lo aspettiamo tra i protagonisti della nuova stagione.

5 – RIMONTE DA PLAYOFF E DA (QUASI) TITOLO

La più eclatante tra le rimonte alla fine poteva essere anche quella più silenziosa e meno appariscente: quella di Toronto FC. La squadra canadese ha trionfato a sorpresa in Eastern Conference salvo poi perdere la MLS Cup contro Seattle, ma i ragazzi di coach Vanney non sono stati gli unici a far ricredere gli scettici. Durante l’anno ci siamo entusiasmati a fasi alterne per squadre come New England Revolution, San Jose Earthquakes e Colorado Rapids. Tanto inguardabili all’inizio quanto ingiocabili a tratti: anche se non è bastato per il jackpot, ci hanno fatto esaltare.

4 – NUOVI STADI, CHE BELLEZZA!

Il “Wonderwall” di Minnesota risuona che è una meraviglia all’Allianz Field, tanto da aver emozionato uno come Vito Mannone che di stadi importanti ne ha visitati parecchi. La verità è che da quelle parti stanno investendo sugli stadi, grossi il giusto e caldissimi. Un punto a cui guardiamo con invidia dalla nostra bella Italia, senza timore di essere smentiti.

3 – LA STAGIONE DA PORTIERE DELL’ANNO DI MANNONE E IL RECORD DI WONDO

Vito Mannone abbiamo avuto il piacere di intervistarlo: una stagione in MLS da “Portiere dell’anno”. Orgoglio italiano sul campo e fuori, quando si è concesso alla nostra intervista con massima disponibilità. Minnesota quest’anno è stata una squadra affidabile, soprattutto in fase difensiva, e il buon Vito una certezza. Sempre in Western poi abbiamo raccontato del record di Wondolowski, anche con una splendida copertina nella puntata del podcast in quella settimana. Bomber eterno.

2 – VELA-IBRAHIMOVIC: LOS ANGELES DELLA MLS
Gli “angeli” della MLS per questo 2019 sono sembrati più dei diavoli, ma hanno avuto la capacità di attirare l’attenzione su di sé per tutto il campionato tanto fuori dal campo (Ibra) quanto in campo (Vela). Dandosele e prendendosele a suon di gol e assist, provocazioni e risultati. Un piacere spesso per gli occhi e sempre per gli analisti che, settimana dopo settimana, hanno aggiornato i libri dei record con una frequenza impensabile. Ah, ha vinto Vela alla fine per numero di gol, assist e trofei (Supporters’ Shield). Ora potrà tornare a dedicarsi al baseball da MVP… o forse no.

1 – EL TRAFICO IN SEMIFINALE
Va detto, l’orario delle 4 del mattino abbondanti in Italia non ha aiutato, ma se c’è stata una partita per cui è valsa la pensa fare nottata (o svegliarsi all’alba) è stata El Trafico in semifinale di Western Conference. 5-3 per LAFC nella sfida finale tra Vela e Ibrahimovic, nel derby dei derby da quelle parti. Uno spettacolo fatto di gol, errori e un pubblico meraviglioso sugli spalti. Sì, è stata sicuramente la cosa più bella del 2019 in MLS.

 


 

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Max Cristina
Giornalista dal 2006, scrivo per SportMediaset, TgCom24 e collaboro con Goal Italia. Ideatore e fondatore di MLSsocceritalia.com, precedentemente redattore di Calciomercato.com

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