Guillermo Schelotto, l’eroe di Columbus

Se vi capita di passare dalle zone di Columbus, Ohio, e chiedete a qualsiasi appassionato di soccer e tifoso dei Columbus Crew quale sia il suo calciatore preferito di sempre, beh la risposta non potrà che essere Guillermo Barros Schelotto.

Chiamato “El Mellizo” ( il gemello) per il fratello gemello calciatore, Gustavo Barros Schelotto, mosse i primi passi nel mondo del calcio giocando per la squadra della sua città: il Gimnasia La Plata. La consacrazione però arrivò con la maglia del Boca Juniors dopo aver rischiato di vestire la maglia del River Plate. Il trasferimento venne bloccato da Enzo Francescoli, mentre Maradona diete il benestare al passaggio agli Xeneizes.

Schelotto con il Boca diventa una bandiera. Vince tutto e con la maglia giallo-blu conquista sei titoli nazionali, quattro coppe Libertadores, due coppe Sudamericane, due Recopa Sudamericane e due coppe Intercontinentali ( tra le quali quella del 2003 conquistata contro il Milan).

LO SBARCO NEGLI USA – Ma perché i tifosi dei Columbus Crew amano così tanto Schelotto? Tutto ha inizio il 19 aprile 2007 quando Guillermo, dopo aver rescisso il suo contratto con il Boca, firma un contratto di due anni con la franchigia dell’Ohio. Dopo essere stato icona e simbolo del Boca Juniors grazie al carisma, alla dedizione al lavoro e alla “garra” argentina riesce a guadagnarsi il soprannome di King of Columbus.

Il 5 maggio 2007 inizia l’avventura a stelle e strisce di “El Mellizzo”, subentrando al 75′ minuto della vittoria dei Columbus per 1-0 sui Kansas City Wizard ma dopo la conquista della Lamar Hunt Pioneer Cup contro i Dallas FC è il 2008 l’anno della definitiva consacrazione, in ambito MLS, per Schelotto.

L’era Schelotto è caratterizzata da sette reti, diciannove assist e prestazioni di altissimo livello che gli valgono il titolo individuale di MVP, la conquista della Supporters’ Shield (bissata la stagione seguente) ma ancora più importante, la vittoria finale del campionato. Primo, e per ora unico, trofeo per la franchigia dell’Ohio.

La finale, vinta per 3-1 sui New York Red Bulls, vede Schelotto protagonista con tre assist e la nomina di Man of the Match. Inoltre viene nominato come sportivo dell’anno per la versione latina di Sport Illustrated e la sua squadra viene invitata alla casa bianca dal presidente Obama per festeggiare la vittoria del titolo. Il 2 dicembre diventa il primo Designated Player per i Crew. L’anno successivo i Columbus provarono a replicare la stupenda stagione ma terminando la corsa al primo turno contro i futuri campioni del Real Salt Lake e Schelotto, diventato free-agent nel 2010 rientra in Argentina a chiudere la carriera.

Oggi Guillermo siede sulla panchina del Boca Juniors dopo la turbolenta esperienza di Palermo con Zamparini e da qualche tempo si vocifera la possibilità di organizzare una sorta di “Clasico” dedicato a lui, un’amichevole tra le sue due squadre più significative: il Boca Juniors e i Columbus Crew. Un modo come un altro per “El Mellizzo” di ritrovare la sua “famiglia americana”.


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Simone Baldo
Simone Baldo, classe 1991. Laureato all’Università degli Studi di Milano-Bicocca in Comunicazione Interculturale. Ho iniziato a scrivere per Sprint&Sport

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