Giovinco, Almiron, il “Tata”: fine dell’illusione americana?

Come quando devi fare l’ultimo passo e lei decide di lasciarti. Come quando sei a un passo dalla laurea ma vai a sbattere contro l’ultimo esame. Come quando riesci a colpire Thanos, ma lui ti dice: “Dovevi puntare alla testa”. Schiocco di dita. Buio.

La MLS c’era quasi: aveva preso il miglior giocatore del Sudamerica, il Pity Martinez; aveva blindato l’MVP dell’ultima stagione, nonostante le avances europee; era riuscito a trattenere Zlatan Ibrahimovic, facendogli scartare l’ipotesi Milan. Eppure…. manca qualcosa: la consacrazione. Facile stupire e attrarre, difficile confermarsi e mantenere.

Via un maestro della panchina; il Tata Martino; via il miglior giocatore che si sia mai visto, Sebastian Giovinco; via la vera stella della Lega, Miguel Almiron. Sembra la fine di un’era, quella delle belle speranze: strappi Ant Man all’Europa e lo rendi la tua stella, riesci a convincere un signore della panchina che ora saluta, coltivi Almiron nonostante gli avidi occhi europei lo osservassero da tempo. E ora, tutto si è dissolto: Ant Man vs Zlatan poteva essere il film dell’anno, Miggie Almiron poteva diventare il simbolo di un campionato intero, pronto a far sentire la sua voce all’intero mondo del calcio.

E invece, niente. “Non ci resta che piangere”, come Altidore su Twitter. Lui, sì, il gigante americano, che ha perso il suo piccolo amico. Schiocco di dita. Buio.

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