Gianluca Busio: il futuro del calcio USA

Si chiama Gianluca Busio, ruolo attaccante e dall’agosto 2017 fa parte del roster di Sporting Kansas City come Homegrown Player. Il nome tradisce le chiare origini italiane, ma la notizia è che oltre a essere considerato un potenziale crack del calcio a stelle e strisce, a 15 anni e 89 giorni al momento della firma con SKC è diventato il secondo giocatore più giovane della storia ad aver firmato con la MLS. Il primo? Beh, che domande: Freddy Adu, ma non facciamo paragoni. Gianluca non sarà un altro Adu.

Italiano dicevamo. Sì perché il padre di Gianluca è di Brescia, mentre la madre lavora alla University of North Carolina Greensboro, luogo dove Busio è nato e cresciuto ormai 16 anni fa. L’attaccante di SKC parla italiano, ma dietro a un’immagine piuttosto spavalda si nasconde un ragazzo molto timido a primo impatto. Parlano per lui le prestazioni in campo nelle Academy che lo hanno portato a essere sempre selezionato per le nazionali giovanili statunitensi, non ultima la chiamata anzitempo della U17.

La sua arma principale è la velocità – come ci ha raccontato il tecnico di Rockhurst Giorgio Antongirolami che ce lo segnalò nell’estate 2016 -, e può giocare su tutti i fronti dell’attacco. Sta lavorando molto ed è migliorato nell’uno contro uno e nell’ultimo passaggio, ma in questa fase di crescita il grosso del lavoro è concentrato sulla consistenza fisica del ragazzo, ancora un po’ esile per i grandi palcoscenici. A 16 anni è normale.

Calcia bene con entrambe i piedi ed è considerato tra i 3 migliori giocatori della sua età negli Stati Uniti e fu scoperto da Jon Parry, in realtà Perrigno cambiato in Parry dai nonni quando immigrarono dall’Italia, il direttore del settore giovanile di SKC.

“Fin da quando ero bambino sognavo di diventare un calciatore professionista – ha commentato Busio il giorno della firma del primo contratto da Homegrown Player – e qua a SKC mi hanno sempre fatto sentire in famiglia”. Le prestazioni con l’U-14 del club di MLS, e con le nazionali, hanno attirato subito gli scout di mezzo mondo, anche dall’Europa, pur non nascondendo eccessivamente la volontà, chissà, di trasferirsi nella “sua” Italia per completare la crescita tecnica e tattica. Ha un contratto fino al 2020, con opzione per i due successivi.

Di passaporto italiano grazie al padre, dopo le chiamate di Fulham e diversi club di MLS, in passato è arrivata anche quella dell’Inter. I genitori però non hanno voluto fare un salto così grande. Per ora.


 

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Max Cristina
Giornalista dal 2006, scrivo per SportMediaset, TgCom24 e collaboro con Goal Italia. Ideatore e fondatore di MLSsocceritalia.com, precedentemente redattore di Calciomercato.com

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