Elezioni USSF, Hope Solo è carica: "Riprendiamoci il calcio" | MLS Soccer Italia

Elezioni USSF, Hope Solo è carica: “Riprendiamoci il calcio”

“Riprendiamoci il nostro sport”. Con questa frase si conclude la lettera pubblicata sul suo sito web da Hope Solo, ex portiere della nazionale, uno degli otto candidati alla presidenza della federazione (USSF), ma soprattutto tra le voci più schiette del panorama calcistico del Paese.

Solo ha annunciato la consegna al comitato olimpico statunitense di un rapporto con cui mette sotto accusa la USSF sulla base del cosiddetto Stevens Act, Section 220527, il paragrafo della legge promulgata nel 1978 che garantisce a qualsiasi iscritto ad una delle federazioni di muovere una formale accusa davanti al Comitato Olimpico.

“Come giocatrice, da più di vent’anni – scrive Hope Solo – assisto alla politica federale del ‘profitto posto dinanzi alla crescita’ e durante la campagna presidenziale ho trascorso un numero sconfinato di ore a parlare con persone, a tutti i livelli di questo sport, che ripetono la stessa cosa: la Federazione ci ha traditi”. La giocatrice tocca un punto delicato del potere posseduto dalla USSF, chiamata in causa sul tema anche dalla recente vertenza legale per antitrust mossa dai New York Cosmos: “Durante la campagna elettorale sono venuta gravemenente a conoscenza del conflitto d’interessi e di altre trasgressioni di governo della USSF, e non vediamo tutti l’ora di assistere alle elezioni”. La federazione, aggiunge Solo, “chiude gli occhi dinanzi ai sui fondamentali obblighi di sviluppo del calcio in America e viola apertamente la Ted Stevens Olympic and Amateur Sports Act. Per cui, oggi chiedo allo United States Olympic Committee di tenerla responsabile di ciò”.

La relazione presentata, disponibile sul sito della giocatrice, giunge a pochi giorni dalle elezioni per il presidente (Orlando, 10 febbraio) che sostituirà Sunil Gulati, la cui gestione è finita sotto il microscopio alla luce della mancata partecipazione ai Mondiali della nazionale, e per le reiterate accuse di disattenzione ai problemi del calcio e della cultura calcistica. Nella lettera la giocatrice continua: “A causa di potere, prestigio, status e soldi in arrivo dall’alleanza con Major League Soccer e Soccer United Marketing (SUM, l’agenzia cha cura il marketing del calcio, ndr), la priorità della USSF è quella di proteggere e fortificare la MLS a spese dell’attività giovanile e femminile”.

“La federazione sembra credere che il successo – continua l’accusa – derivi non dal mondo calcistico dei giovani, degli amatori, del movimento femminile e del settore professionistico esterno alla MLS, piuttosto da come la MLS operi e dal profitto generato dalla partnership con SUM”. Infine, uno dei problemi più scottanti dell’accesso ai campi di calcio, quello del gioco a pagamento: “La USSF ha reso il calcio inaccessibile a tanti (…) giocatori e allenatori. Con questo sistema, non avrei potuto inseguire i miei sogni”. Inoltre la critica alla candidatura di Kathy Carter, oggi a capo del SUM, e di chi l’ha voluta, ovvero a suo giudizio “i vertici federali e MLS”. Carter è infatti considerata il candidato di un estabilishment che in molti vorrebbero azzerare.

Hope Solo (padre italiano) è stata il portiere di maggior successo e talento della Nazionale (202 presenze), e probabilmente la migliore nel suo ruolo nella storia del calcio americano. Ha vinto due ori olimpici, un argento ed una Coppa del Mondo. È stata al centro della controversia legale (non ancora risolta) sull’equità di retribuzione fra giocatori e giocatrici del settore nazionale, e fra i più accesi critici nei confronti della FIFA che fece disputare i Mondiali canadesi su sintetico.

Prossima ai 37 anni, alle spalle ha anche due sospensioni. Le seconda (sei mesi) successiva all’eliminazione della nazionale Olimpica per mano della Svezia, dovuta all’espressione rivolta alle avversarie, definite “un branco di codarde”. La prima (30 giorni) risale al 2015 a causa di una rissa in cui fu coinvolto il marito, l’ex giocatore di NFL, Jerramy Stevens, accaduta durante il camp della Nazionale. Nel 2014 fu arrestata per violenza domestica dopo un alterco con la sorellastra.


 

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