DC United: Rooney c’è, i tifosi boicottano l’Audi Field

L’arrivo di Wayne Rooney ai DC United ha riportato un po’ di luci della ribalta sulla franchigia della capitale statunitense. In attesa dell’Audi Field, che verrà inaugurato proprio con la presentazione dell’inglese nella notte italiana tra il 14 e il 15 febbraio, la società sta vivendo però un momento complicato della sua storia e il rapporto coi tifosi storici, anche a causa della gestione dello spostamento nel nuovo impianto, è al minimo da molto tempo a questa parte.

Insomma, Rooney o non Rooney, ai DC United il clima è più che teso e ce lo ha raccontato Matteo, tifoso di origini italiane – che abbiamo avuto il piacere di avere con noi alla MLS Night di Milano dello scorso autunno – che vive negli Stati Uniti e da anni segue dallo stadio le vicende del DCU. Ecco come ci ha descritto la situazione, partendo da brevi cenni storici sui gruppi ultras a seguito della squadra.

“Io sono arrivato negli USA dopo due anni dalla partenza della MLS nel 1996, e all’ epoca c’erano già sia la Barra Brava che gli Screaming Eagles, i due gruppi portanti del tifo DCU. Credo la Barra sia il primissimo gruppo – seguito poi a breve distanza dagli Screaming Eagles.

Fatto sta che quando arrivo io gli Eagles sono il gruppo che va per la maggiore, mentre la Barra è più o meno il gruppo degli ispanici che vengono da centro e sud America. Dopo un paio d’anni, arriva la prima spaccatura, un gruppetto esiguo di persone si stacca dalla Barra e fonda La Norte, andando a posizionarsi altrove nello stadio.

Per diverso tempo la situazione rimane questa, poi verso i primi anni 2000 la Barra ha un’esplosione pazzesca, centinaia di nuove leve, tutti giovanissimi, tutti americani statunitensi. La Barra si ritrova ad essere il gruppo portante del tifo a RFK mentre gli Eagles cominciano il loro lento declino, da cui non si riprenderanno più.

Come tutte le cose trendy però, la festa dopo un po’ finisce; ci sono grandi litigi su come usare i proventi del gruppo – che sembrano finire per lo più nelle tasche di una ristretta cerchia di persone invece di essere utilizzati per il tifo organizzato, e nel 2008 si ha la seconda e ben più grave spaccatura; dalla Barra fuoriesce un gruppo di persone numericamente non molto significativo ma qualitativamente importantissimo, perché sono quelli che si occupano delle scenografie del gruppo.

Questo gruppo di persone viene a formare i District Ultras. La loro forza è – oltre alle belle coreografie – l’incessante tifo per 90′ vada come vada sul campo. A loro dopo un po’ si unisce La Norte, e si viene a formare una specie di gruppo unico, anche se tecnicamente sono sempre due distinti. Piano piano il gruppo si ingrossa con fuoriusciti dalla Barra, stanchi di teenagers che pensano solo a bere troppo e sentirsi male, e da fuoriusciti dagli Screaming Eagles, diventati sempre più “Silent Eagles”. Il gruppo DU/LN rimane sempre numericamente molto inferiore rispetto agli altri due, ma qualitativamente si fuma sia gli Eagles che la Barra, col tifo incessante e le belle coreografie.

I rapporti sono molto buoni con gli Eagles, e pessimi con la Barra, mentre tra di loro questi ultimi due si sopportano facendo buon viso a cattivo gioco. I rapporti tra DU e il Front Office del DC United invece vanno sempre più deteriorandosi nel tempo, uno dei ragazzi del gruppo viene bannato dal club (e da tutta la MLS) per un anno, e i DU per mesi lasciano il settore vuoto nel primo tempo con gli striscioni rovesciati per poi tornare a fare un tifo scatenato nel secondo tempo. Piano piano, si guastano anche i rapporti tra Front Office e Barra, credo per una questione di biglietti.

Arriviamo poi a fine 2017, si gioca l’ultima partita a RFK e a fine partita in varie zone dello stadio – specie nel settore DU ma non solo, succede di tutto; fumogeni accesi a ripetizione, seggiolini divelti come ricordo da portare via (i pochi che ci riescono). La stagione finisce li’ e tutto si assopisce. Durante l’ off season, i gruppi Barra e DU contattano il Front Office per capire dove sarà il settore dei tifosi nell’Audi Field, ma vengono costantemente ignorati. D’altra parte il Front Office del DCU è in stato confusionale, le informazioni che vengono date su Audi Field sono imprecise ed incomplete, roba da dilettanti allo sbaraglio. Il Front Office proclama che la Supporters Section sarà venduta soltanto in abbonamento; travolto dalle proteste dei tifosi che non potrebbero così portare l’ occasionale amico / figlio / moglie etc., il Front Office fa retromarcia; si venderanno anche i single match tickets. Ma mancano le modalità. Barra e DU continuano a chiedere lumi ma il silenzio del Front Office è assordante.

Poi la botta: a inizio febbraio o giu’ di li’, esce un comunicato congiunto del DC United e degli Screaming Eagles, che annunciano una “strategic partnership”. Tutti i biglietti della supporter section (per i non abbonati) dovranno essere acquistati tramite gli Eagles. Quindi, niente più biglietti per la Barra, né per i District Ultras. C’è un’ esplosione di rabbia contro il Front Office, ma soprattutto contro gli Eagles, visti come traditori. Tanti membri degli stessi Eagles stracciano la tessera o chiedono la restituzione della quota annuale.

Seguono mesi di incomprensioni e qualche riunione tra gruppi (il Front Office ha scaricato la patata bollente e non si fa vedere), che però non portano a nulla. I DU annunciano il boicottaggio di tutte le partite in casa, comprese quelle giocate negli stadi provvisori fino ad adesso. Chiaramente ognuno è libero di decidere se vuole andare o no, ma niente striscioni del gruppo e possibilmente niente sciarpe e magliette dello stesso. I DU si mobilitano per qualche trasferta, Columbus e Philly in primis, poi ce ne sarà qualche altra tra quelle accessibili. La Barra ci prova un po’ piu’ a lungo, poi – da quel che so – faranno lo stesso.

Ad Audi Field rimarranno quindi gli Eagles, col loro tifo di 10 minuti a partita, e la gente tranquilla. Mentre quasi ovunque nella MLS si incentivano i gruppi organizzati, per l’atmosfera accattivante che riescono a produrre, a Washington si percorre esattamente la strada opposta, con l’atrofizzazione del tifo organizzato e dei gruppi che per anni sono stati esempio per tutte le tifoserie organizzate della MLS.

Per il 2018 ormai va cosi’, l’ anno prossimo speriamo che questa società venda ad un nuovo aquirente e che magari piano piano le cose si riaggiustino”.


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Max Cristina
Giornalista dal 2006, scrivo per SportMediaset, TgCom24 e collaboro con Goal Italia. Ideatore e fondatore di MLSsocceritalia.com, precedentemente redattore di Calciomercato.com

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