Brian Schmetzer è il miglior coach in MLS

Il titolo è forte, forse azzardato, ma per Brian Schmetzer parlano i numeri. Se stai leggendo queste righe, probabilmente conosci già la storia del tecnico dei Seattle Sounders. In caso contrario, facciamo un veloce recap.

Schmetzer è nato a Seattle e con la squadra della sua città è entrato – e sta continuando a restarci – nella leggenda. Un americano cresciuto giocando a calcio nel Lake City Hawks quando lo sport più popolare al mondo, tranne che negli Stati Uniti, era ancora di più lo sport più in voga al mondo tranne che negli Stati Uniti. Il calcio, Schmetzer ce l’ha davvero nel sangue e non ci stiamo lasciando andare a facili ironie chimiche. Da ragazzo ha giocato per i Sounders in NASL vestendo quella maglia per circa 15 anni e in sei campionati diversi, compresi quelli indoor.

Da allenatore è diventato il tecnico dei Seattle Sounders in USL vincendo un paio di titoli, salvo lasciare il posto a Sigi Schmid quando i Sounders sono passati in MLS. Un arrivederci, una storia dalla trita e ritrita citazione “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Sì perché Schmetzer non ha mai abbandonato Seattle, non ha mai fatto un giro immenso ma è sempre stato lì, a guardare, a soffrire da assistente quando le cose non andavano bene per i suoi Sounders come nel 2016 quando prese il posto di Sigi Schmid con un ruolo da head coach inizialmente inteso – male – ad interim. Il resto è storia con i Sounders a luglio fuori dai playoff che a dicembre, in casa di Toronto e di Giovinco, alzarono la MLS Cup. Con quella del 2019 saranno tre finali di MLS Cup in quattro stagioni, diventando il quarto allenatore a riuscirci nella (breve) storia della MLS. Detto tutto, fine del recap. Troppo smielata come storia? E’ soltanto la verità.

Se l’impresa del 2016 resterà unica, quella di questo 2019 comunque andrà a finire è stata una stagione pazzesca della serie “Sounders, la squadra dalle mille vite”. Lo abbiamo ripetuto più volte sul sito e nel podcast, in pochi avrebbero annunciato una finale Seattle-Toronto per svariati motivi. Quello più grosso, ingombrante e palese nella Western Conference era l’assoluto dominio di LAFC durante la regular season, da record in tanti, troppi aspetti per poter lasciar pensare a svolte clamorose. Ma… it’s MLS baby e soprattutto, il fattore Schmetzer ha colpito ancora, tanto quanto quello di Vanney nella Eastern. Ah, l’importanza in panchina.

E nel postpartita Schmetzer, vincente dall’animo pacato, ha alzato la voce e gonfiato il petto sul campo di LAFC e di Bob Bradley, vincente dall’animo un po’ meno pacato: “Mi sento migliore di Bob” ha dichiarato. Sul campo e fuori: “Siamo stati eliminati l’anno scorso sul nostro campo da Portland (un derby ndr) e so cosa si prova, ma una squadra deve festeggiare. So cosa prova Bradley in questo momento, ma siamo venuti qui per vincere e lo abbiamo fatto, quindi meritiamo di festeggiare”.

E ha vinto lui, sul campo. Giocando una partita perfetta al Banc of California Stadium, l’ultima di molte. Una partita da miglior coach della MLS, al pari di Vanney se vogliamo considerare i risultati degli ultimi quattro anno, ma un pochino meglio perché il crollo nel 2018 non c’è stato. Schmetzer sa di essere sottovalutato, ma sa soprattutto come si vince e le cinque vittorie in cinque finali di Conference, di cui tre in trasferta, sono lì a parlare per lui. In pochi lo citano quando si parla di grandi tecnici in MLS, lo facciamo noi.

Un allenatore che sa cosa deve fare sul campo e soprattutto conosce i propri limiti. Ed è stata quella la sua forza: circondarsi di uomini di fiducia e di talento che possano dargli una mano con i nuovi strumenti a disposizione dello staff tecnico, per un lavoro di squadra di successo in campo e in panchina.


 

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Max Cristina
Giornalista dal 2006, scrivo per SportMediaset, TgCom24 e collaboro con Goal Italia. Ideatore e fondatore di MLSsocceritalia.com, precedentemente redattore di Calciomercato.com

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