Agente Giovinco: "Vince la MLS Cup e resta a Toronto" | MLS Soccer Italia

Agente Giovinco: “Vince la MLS Cup e resta a Toronto”

Novantasei partite in MLS, 60 gol fatti e 41 assist. Sebastian Giovinco ha lasciato il segno nella Major League Soccer dal suo arrivo dalla Juventus nel 2015. Ora la Formica Atomica è pronta a prendersi quello che nel 2016 gli è sfuggito dalle mani, quella MLS Cup persa in casa contro i Seattle Sounders e che sabato 9 dicembre sarà ancora in palio per la più classica delle rivincite. L’artefice di questo binomio vincente è senza dubbio il suo agente che tre stagioni fa studiò un progetto che si è rivelato vincente fin da subito.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Andrea D’Amico, agente di Giovinco, a poche ore dalla finale di MLS Cup 2017, parlando del presente e del futuro della Formica Atomica in MLS. (HERE SOME QUOTES IN ENGLISH)

L’operazione Giovinco-Toronto FC è stata una genialata. Com’è nata l’idea? E’ stato più bravo lei a convincerlo o intelligente lui a capire che la MLS poteva essere un’opportunità?
Volevo trovare la soluzione migliore per tutti e dopo aver capito che le richieste europee non rispondevano alle qualità di Giovinco, visto che sia in Italia che in Europa si puntava al risparmio nonostante quanto fatto da Sebastian in campo, ho studiato molto e forte del passaggio di Donadel a Montreal dell’anno prima, ho pensato che potesse essere un progetto vincente.

Per quanto ci riguarda la MLS è cambiata dopo questo trasferimento: parliamo di “era Giovinco”. E’ d’accordo?
Mi sono presentato a Toronto con un progetto che secondo me sarebbe stato vincente. Ho convinto la società e la MLS che portando un giocatore giovane, affermato e vincente come Sebastian, avremmo dato un messaggio importante a tutti e anche la riconoscibilità della MLS nel mondo sarebbe cambiata. E con il suo arrivo, infatti, si è cominciato a parlare molto di più della lega in giro per il mondo, come forse solo con Beckham si era riusciti a fare. Prima si pensava alla MLS come a un campionato di giocatori a fine carriera, adesso attira anche i giovani.

Nella scelta di Toronto ha influito la comunità italo-canadese?
Certamente il fatto che ci siano migliaia di italiani o italo-canadesi è stato un fattore. Ho voluto portare un giocatore divertente, il primo italiano, perché da quelle parti lo sport è comunque un divertimento e la gente che va allo stadio si vuole divertire prima di tutto. Sono veramente contento di aver regalato ai tifosi un giocatore come Giovinco e che i risultati siano arrivati subito con l’accesso ai playoff al primo anno e le due finali di MLS Cup nei successivi due.

Eppure la MLS viene ancora snobbata nei corridoi del calcio italiano: il ct Ventura è un esempio?
Io credo che un ct della nazionale abbia il dovere di seguire i migliori calciatori italiani, ovunque essi giocano. Pensare al calcio italiano come il miglior del mondo è ormai anacronistico e anzi, dal punto di vista del business, il nostro calcio dovrebbe solo imparare. Qui gli stadi sono sempre pieni, e se l’acquisto di una franchigia è passata da 15 a 200 milioni di dollari qualcosa vorrà dire.

Che rapporto ha con la MLS? Si affidano a lei se hanno voglia o bisogno di pescare in Italia?
Sì c’è uno scambio importante e che mi rende orgoglioso. A Toronto, ma anche a Montreal con la famiglia Saputo lavorano bene e sono contento che stiano lavorando col Bologna. Credo che il nostro calcio dovrebbe avere una governance come in MLS dove i presidenti vogliono vincere, ma remano comunque tutti dalla stessa parte per il bene comune. Il nostro calcio ha bisogno di professionisti seri che sappiamo governare la quarta azienda d’Italia e che non guardino agli interessi delle singole società prima che del collettivo. La situazione in Federcalcio, Lega A e quant’altro è incredibile.

Quali sono invece i limiti della MLS che rendono difficili delle operazioni di mercato?
Sicuramente il Salary Cap è un limite. Il fatto di poter avere solo tre giocatori con il contratto da DP e un TAM, è troppo poco. Per migliorare e crescere la MLS potrebbe avere tre via.
1. Aumentare il Salary Cap e capire che i diritti tv sono ciò che mantiene la giostra. Quando capiranno che le tv sono disposte a pagare molto per trasmettere l’eccellenza potrebbe arrivare il salto di qualità. Se la MLS diventasse una sorta di NBA calcistica, anche i migliori prenderebbero in considerazione il trasferimento a LA, NY e simili;
2. Investire nel coaching professionistico per migliorare i giocatori meno importanti e limare le differenze con i DP;
3. Una grossa mano la potrebbe dare Hollywood. Con film importanti sul calcio, come fatto in passato su baseball, basket etc, potrebbe attirare i giovani e contribuire allo sviluppo di massa dello sport più praticato al mondo.

Ma veniamo a Toronto: come sta Giovinco?
Sta molto bene, lo incontrerò a Toronto prima della finale. TFC si merita di giocare questa partita e vincerla. Sono stato a vedere la finale di Eastern contro Columbus e l’ho visto sereno, in forma e tranquillo.

Che tipo di finale si aspetta contro Seattle Sounders?
In questo tipo di partite decidono gli episodi, ma l’anno scorso poteva finire 3-0 per Toronto FC prima dei rigori. Furono decisivi alcuni dettagli. C’era un campo impossibile da giocare, pieno di sabbia e molliccio viste le serpentine per riscaldarlo. La partita fu condizionata molto da questo e dal freddo. Quest’anno il manto erboso è stato rifatto, ma in finale conta l’approccio. Speriamo che vinca la squadra migliore… ossia Toronto.

A tal proposito: in Canada sono preoccupati di un possibile addio di Giovinco a fine stagione una volta vinto il trofeo o per la delusione della seconda sconfitta. E’ una possibilità?
Possiamo rassicurare i tifosi di Toronto. Seba Giovinco sta molto bene al TFC, ama la città e i tifosi. Si è integrato perfettamente e a come stanno le cose attualmente la possibilità di andarsene non esiste. Non vuole lasciare Toronto.

C’è qualcuno che è pronto a raggiungerlo in MLS?
Tanti giocatori mi hanno chiesto informazioni riguardo al campionato nordamericano. L’interesse c’è e cresce ogni anno. Ma non è il momento di fare dei nomi. Tra un mesetto usciranno e potremo fare qualcosa.


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Max Cristina

Giornalista dal 2006, scrivo per SportMediaset, TgCom24 e collaboro con Goal Italia. Ideatore e fondatore di MLSsocceritalia.com, precedentemente redattore di Calciomercato.com

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