Come è andato il primo anno della MLS Next Pro?

Il weekend prossimo vedrà la fine della prima stagione regolare nella storia della MLS Next Pro. Con ancora una giornata da giocare, la situazione è già completamente decisa nella Western Conference, dove Tacoma Defiance, Saint Louis 2, North Texas e Dynamo 2 si sono qualificate ai playoff, mentre è molto più combattuta ad Est, dove solamente i Columbus Crew hanno ottenuto il passaggio alla fase successiva con larghissimo anticipo. Arrivati al termine dunque della prima annata di questa nuova lega di sviluppo, è dunque giunto il momento di porsi alcune domande e provare a capire che direzione abbia preso questa nuova iniziativa della lega nordamericana.

 

Come è andata la prima stagione della MLS Next Pro?

 

Dipende da che lato vogliamo vedere la questione. Dal punto di vista sportivo, pur essendo un campionato ancora al suo stato primordiale, si potrebbe dire che il bicchiere è mezzo pieno. Già un buon numero di giocatori hanno saputo sfruttare l’occasione per venire promossi al piano superiore e hanno firmato contratti con le rispettive franchigie MLS. Non solo ragazzi dei settori giovanili, ma sono anche stati valorizzati calciatori provenienti da campionati come la CPL o dal college soccer, e lo stesso si può dire degli allenatori – sarebbe sorprendente se un tecnico come Pa Modou Kah non fosse il principale candidato per una panchina MLS da qui ad una stagione. Se c’è un punto critico è che la MLS Next Pro ancora non viene vista da tutti come di un livello abbastanza alto per la crescita di un giovane, e questo ha portato non pochissimi ragazzi a scegliere di firmare il loro primo contratto da professionista con una squadra USL. Questo però era uno sviluppo atteso dalla MLS, e viene visto come il male minore di un progetto che, nella sua crescita a lungo termine, dovrebbe diventare più attrattivo, di più alto livello e magari capace di attrarre giocatori a fare il percorso inverso. Fuori dal campo però, e soprattutto dal punto di vista della produzione delle partite, la MLS Next Pro, più che un bicchiere mezzo vuoto lo ha proprio rovesciato per terra. Le partite trasmesse da una sola telecamera per di più guidata dall’intelligenza artificiale spesso erano difficili da guardare, anche perché si sono perse più di un gol per strada. Era legittimo attendersi delle difficoltà in questa prima stagione, ma il confezionamento del prodotto è stato l’opposto di esaltante.

 

C’è veramente qualcuno che può vincere nei playoff al di fuori di Saint Louis?

 

L’expansion team della MLS 2023 ha usato la stagione inaugurale della sua seconda squadra in primo luogo per fare i casting per eventuali aggiunte al roster, e poi per ospitare, una volta finita la stagione europea, i primi loro acquisti per la MLS le cui avventure in Europa erano terminate. Questo vuol dire che da metà stagione circa in poi Saint Louis ha potuto schierare all’interno di quella che è una competizione se non giovanile quantomeno di sviluppo a lungo termine una formazione formata da un ex Borussia Dortmund come Roman Burki, un terzino reduce da una stagione da titolare in Bundesliga come Joakim Nilsson e due DP come Eduard Lowen e Klauss, e mi sto limitando a citare i nomi che potreste conoscere. Inutile dire che, considerato anche la possibilità che ottengano il seed #1 della Western Conference, siano loro i principali favoriti per il primo titolo nella storia della MLS Next Pro. Una loro eliminazione farebbe decisamente rumore.

 

Quale sarà il futuro della lega?

 

Il futuro della MLS Next Pro, come è stato per la MLS in questi anni, viene costruito intorno al processo di espansione. Nel 2023 sette nuove squadre, tutte affiliate a franchigie MLS, arriveranno nella lega. Tra queste spicca il caso dell’affiliata di Nashville, che avrà sede e giocherà a Huntsville in Alabama e avrà, con ogni probabilità, un branding originale e indipendente. Con queste nuove squadre, dunque, le uniche a rimanere fuori dal progetto MLS Next Pro sono DC United e Montreal. La prima deve gestire la situazione Loudoun United. Quella che è al momento la seconda squadra dei capitolini gioca infatti in USL Championship, e secondo un accordo ratificato con la contea di Loudoun non può scendere al di sotto del secondo livello del calcio statunitense, rendendo così impossibile il passaggio in MLS Next Pro. Qualche mese fa The Athletic ha riportato la notizia di una possibile espansione di DC United a Baltimore, così da poter controllare maggiormente l’area ricca di talento del Maryland, ma non è chiaro se la franchigia intenda proseguire operando tre squadre o se stia cercando di svincolarsi dalla situazione Loudoun o se, al contrario, preferisca rimanere nella USL Championship. Montreal invece era, fin dallo scorso anno, l’unica franchigia a non aver annunciato piani per il suo sbarco in MLS Next Pro e continua a non averne, preferendo per il momento continuare a schierare le proprie riserve nella semi-professionistica Premier League de Soccer du Quebec. L’altra parte dell’espansione però è strettamente legata all’ingresso di società indipendenti come i Rochester New York, destinati a rimanere gli unici extra-MLS anche nel 2023.

 

Recentemente un gruppo di ufficiali della MLS tra cui il presidente della MLS Next Pro Charles Altchek, hanno visitato Cleveland in vista di una potenziale espansione in MLS Next Pro, mentre più fonti hanno confermato che i Jacksonville Armada sarebbero pronti a ritornare nel calcio professionistico proprio inserendosi all’interno della famiglia MLS. Otto mesi fa il sito Territorio MLS aveva annunciato il passaggio nel 2023 dalla USL League 2 dei North Carolina Fusion, uno dei trecento club i cui settori giovanili fanno parte della MLS Next e, incidentalmente, la squadra da cui è partito Gianluca Busio. Su quel fronte però non ci sono stati aggiornamenti chiari ed ufficiali, e solo recentemente si è parlato di un possibile coinvolgimento di Eddie Pope, ex difensore dello USMNT, in un’espansione della lega a High Point, sempre in North Carolina ma dal lato opposto di Greensboro rispetto alla sede dei Fusion – la televisione locale Fox 8 parla del 2024 come di data d’ingresso per la nuova squadra. Non è ancora chiaro se le due notizie siano collegate, se vadano separate, se almeno una di esse sia collegata all’arrivo della seconda squadra di Charlotte FC o se siano tre possibili espansioni slegate tra di loro – difficile, visto che parliamo di uno stato non proprio gigantesco e iper-calciofilo come il North Carolina. Per quel che riguarda l’aspetto televisivo, che come abbiamo detto ha rappresentato un pasticciaccio brutto da dimenticare al più presto, sappiamo fin dall’annuncio dell’accordo tra MLS e Apple TV che “partite selezionate” della lega di sviluppo così come del campionato giovanile verranno trasmesse sul nuovo servizio streaming che la lega sta costruendo, e il livello di produzione dovrebbe essere, se non come quello della MLS stessa, quantomeno alla pari con l’ottimo prodotto che la lega mette in piedi per la Generation Adidas Cup, i playoff della MLS Next Cup e la recente prima edizione dell’All Star Game della MLS Next.

 

Quali giocatori si sono imposti in questa prima stagione?

 

Ne elenchiamo dieci, cercando di bilanciare quanto più possibile non solo le squadre, ma anche le posizioni in campo:

 

Chris Brady – Portiere – 2004 – Chicago Fire

 

 

In tutta la sua storia, la MLS ha avuto un portiere MVP, Tony Meola, che vinse il premio quando Chris Brady doveva ancora nascere. Nella prima stagione della MLS Next Pro il titolo di MVP potrebbe tranquillamente andare proprio nelle mani del portiere di Chicago. Nessun giocatore ha avuto un impatto così eccezionale sui destini della propria squadra. I numeri, come quelli mostrati nel tweet in precedenza, sono impressionanti e parlano da soli. In aggiunta, Brady è anche il migliore portiere in Next Pro per goals added, con 8.87 g+. Il ragazzo è già pronto per la MLS, peccato solo che abbia in squadra un altro portiere classe 2004 con lo stesso potenziale. Se Slonina rimanesse al Chelsea o andasse in prestito da qualche altra parte, si aprirebbero per lui le porte della prima squadra. Se invece tornasse a Chicago anche nel 2023, potrebbe essere Brady a cercare una nuova casa.

 

Mohamed Farsi – Terzino Destro – 1999 – Columbus Crew

 

 

Uno dei tanti giocatori arrivati in MLS Next Pro dalla Canadian Premier League e che, avendo impressionato al piano inferiore, si sono conquistati un contratto con la prima squadra. Già lo scorso anno con Cavalry Farsi era stato uno dei migliori giovani del campionato, ma quest’anno ha dominato le fasce destre dimostrandosi come uno dei terzini di spinta più interessanti della lega di sviluppo.

 

Adam Pearlman – Difensore Centrale – 2005 – Toronto FC

 

 

Secondo il consistency triangle di Paul Harvey, Adam Pearlman è, tra i giocatori Under 17, quello con le prestazioni migliori e con più continuità in tutta la prima stagione della MLS Next Pro. Difensore centrale del florido settore giovanile di Toronto, eleggibile per la nazionale canadese e per quella sudafricana, se riuscisse già l’anno prossimo ad imporsi fin da subito come titolare di TFCII potrebbe presto essere un candidato per maggiori minuti in prima squadra – soprattutto se i dolori di Toronto dovessero continuare come fanno ormai da due anni a questa parte.

 

Jesus Bueno – Centrocampista – 1999 – Philadelphia Union

 

 

Sembra che il sistema di scouting di Ernst Tanner abbia fatto centro ancora una volta. Potrebbe essere presto per dirlo, visto che Jesus Bueno ancora non è stato testato contro opposizione di livello MLS, ma quando arriverà la giusta e sacrosanta offerta europea per il Brujo Martinez – con ogni probabilità a gennaio – il suo sostituto alla base del rombo di centrocampo di Phil Curtin potrebbe essere un suo connazionale, arrivato la scorsa estate dal Deportivo Lara. Legittimo avere dubbi su un giocatore con così poca esperienza ad alti livelli, ma direi che in questi anni Tanner si è guadagnato quanto meno un po’ di fiducia.

 

Max Schneider – Centrocampista – 2000 – St Louis

 

 

La connection tedesca all’interno di Saint Louis SC è ben nota, essendo il General Manager l’ex portiere giramondo e dirigente del Fortuna Dusseldorf Lutz Pfannenstiel. Schneider però non è arrivato negli Stati Uniti direttamente in Missouri, visto che il prodotto dell’academy del Bayer Leverkusen, giocatore estremamente fisico e mezzala d’inserimento con ottime capacità realizzative, ha prima avuto un ottimo biennio con il Thundering Herd della Marshall University, dove ha raccolto cinquantadue presenze ed un titolo nazionale nel 2020.

 

Sergio Oregel Jr – Centrocampista – 2005 – Chicago Fire

 

 

L’academy dei Chicago Fire è storicamente considerata uno degli sleeping giants del paese. O meglio, i Fire hanno dimostrato di essere poco in grado di sfruttare il talento che cresce nella loro pipeline – Djordje Mihajlovic è il caso più evidente. Qualcosa però negli ultimi anni sembra essere cambiato – recentemente sono addirittura stati in grado di reclutare uno dei migliori prospetti di LAFC all’interno del loro sistema, il ’08 DeCarlo Guerra – e dopo Slonina sembra esserci un manipolo di giovani pronti al grande salto. Tra i più giovani c’è il classe 2005 Sergio Oregel Jr, ultimo homegrown in ordine temporale dei Fire, che in diciassette presenze in Next Pro si è dimostrato un giocatore creativo ed intelligente, collezionando sei assist.

 

Bernard Kamungo – Esterno Destro – 2002 – North Texas SC

 

 

La storia di Bernard Kamungo è ormai stata raccontata da più parti: nato in un campo rifugiati in Tanzania e arrivato a Abilene, Texas, a quattordici anni, Kamungo è entrato a far parte dell’organizzazione di FC Dallas dopo aver passato un provino aperto a tutti a cui era stato iscritto dal fratello, che lo aveva dovuto convincere a partecipare e che decise anche di coprire la tassa d’iscrizione di 100$. Dopo aver messo a ferro e fuoco sia la USL League One che la MLS Next Pro, Kamungo ha recentemente firmato il suo contratto con FC Dallas.

 

Jack Lynn – Punta – 2000 – Orlando City

 

 

Nativo della Soccer City USA, Saint Louis, il prodotto del vivaio della Scott Gallagher SC – stessa accademia di Josh Sargent – è approdato ad Orlando con la diciottesima scelta assoluta dell’ultimo SuperDraft e ha dimostrato subito quanto la MLS Next Pro possa essere importante per i ragazzi in uscita dal college per abituarsi al livello del professionismo e magari avere più tempo per crescere ed essere valorizzati dall’organizzazione che li ha scelti. I quindici gol in diciassette presenze alla sua prima da professionista potrebbero presto valergli un’opportunità più consistente con la prima squadra.

 

Jacen Russell-Rowe – Punta – 2002 – Columbus Crew

 

 

Quello che, con una giornata ancora da giocare, è il capocannoniere della MLS Next Pro è stato anche il primo giocatore della lega a firmare un contratto da professionista grazie alle sue prestazioni al piano di sotto. La stagione di Jacen Russell-Rowe è stata talmente eccezionale che neanche l’aver saltato numerose convocazioni a causa del suo impegno con la prima squadra lo ha tenuto lontano dalla vetta. Curiosamente il prodotto dell’Academy di Toronto FC ha avuto subito modo di rifarsi contro la squadra che non ha creduto in lui: al suo esordio in MLS proprio dopo la firma del contratto è partito titolare contro i canadesi e ha realizzato i suoi primi – e per ora unici – assist in MLS.

 

Gibran Rayo – Punta – 2001 – Rochester New York

 

 

Jamie Vardy è stato chiaro sul tema fin dal primo giorno in cui è stato annunciato come co-proprietario di Rochester: avrebbe voluto valorizzare giocatori che, come lui, erano stati scartati dai piani più alti, voleva rappresentare una seconda chance per tutti quei calciatori che ne avessero bisogno. Dopo il primo anno della franchigia possiamo dire che nessuno ha sfruttato quell’occasione come Gibran Rayo. L’ex FC Dallas è nella top 5 della lega per Goals Added con un dato di 3.16 g+, ed è un attaccante ben strutturato con ottimi movimenti in area e un eccellente fiuto del gol. Sarà lui la prima plusvalenza dei nuovi Rochester – non più – Rhinos?

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