Tra i pali della MLS Cup: Clark vs Johnson

Sabato 11 Dicembre sarà decretata la squadra vincitrice della MLS Cup 2021 con i New York City FC di Ronny Deila, costola americana del Manchester City di Pep Guardiola, che affronteranno in trasferta i Portland Timbers di Giovanni Savarese.

PORTLAND TIMBERS: STEVE CLARK CERCA IL “BIS”

Per la squadra dell’Oregon si tratta della terza finale della storia, dopo la vittoriosa cavalcata del 2015 contro i Columbus Crew, il cui portiere era proprio Steve Clark, attuale numero uno (con il 12 sulle spalle) di Portland e la sconfitta del 2018 contro Atlanta United.

Il portiere classe 1986 cercherà di regalare un’altra vittoria alla sua nuova squadra, dopo quella del 2015 propiziata anche da un suo errore nei secondi iniziali della partita quando vestiva la maglia di Columbus.

CINQUE PORTIERI PER SAVARESE

La prima parte della stagione ha visto le porte girevoli nella squadra di Coach Savarese, che per una sfortunata serie di circostanze e infortuni, ha visto succedersi tra i pali ben cinque portieri.

Nelle prime cinque giornate sono stati schierati quattro portieri diversi! Clark ha esordito alla prima giornata, ma alla seconda è stato schierato Jeff Attinella (a causa di un infortunio del titolare).

Alla terza giornata ha giocato il giovanissimo Hunter Sulte, e dopo una seconda partita di Attinella, infortunatosi gravemente tanto da finire la stagione, è stato preso in prestito dall’El Paso Locomotive per alcune settimane Logan Ketterer.

Con l’inizio di giugno e il rientro di Clark, coach Savarese pensava di aver ritrovato un po’ di stabilità tra i pali, ma la gioia ha avuto breve durata in quanto alcune noie fisiche di Clark hanno costretto il coach a schierare il quinto portiere dell’anno: Aljaz Ivacic (terzo portiere designato a inizio stagione, ma infortunatosi in pre-sason). Dopo alcune settimane di alternanza tra i due estremi difensori, Clark ha risolto i suoi problemi e finalmente si è ripreso il suo starting spot.

LA STORIA DI CLARK: MIRACOLI E PAPERE

La stagione del numero uno nativo del Michigan, Steve Clark, è stata lo specchio della propria carriera, costellata da parate prodigiose e qualche errore evitabile. Non selezionato all’MLS Super Draft del 2008, dopo alcuni try-out non positivi, Clark si trasferisce in Europa, e più precisamente in Norvegia all’Hønefoss dove rimane fino al 2013, distinguendosi come uno dei migliori portieri del campionato e contribuendo alla promozione della sua squadra dalla seconda alla prima divisione Norvegese e guadagnandosi nel 2012 un posto nel best XI del massimo campionato scandinavo.

Nel 2014 Steve rientra negli Stati Uniti, accasandosi ai Columbus Crew, dove diventa subito il titolare, difendendo la porta dei Gialloneri per tre stagioni, compresa la già citata annata della MLS Cup persa nel 2015.  Al termine della stagione 2016, Clark viene svincolato dai Crew e passa la stagione 2017 diviso tra AC Horsens, nel massimo campionato Danese in cui colleziona 17 presenze, e DC United, dove ricopre il ruolo di vice Bill Hamid.

A metà 2018 arriva invece la chiamata di Portland, per ricoprire il ruolo di backup di Jeff Attinella, divenuto titolare dopo l’infortunio del Neozelandese Jake Gleeson, che aveva ereditato la maglia da starter nel 2016 dal portiere che aveva condotto i Timbers alla loro prima e finora unica MLS Cup: Adam Larsen Kwarasey. Clark sarà in panchina durante la finale persa del 2018.

Nel corso della stagione 2019 Attinella si infortuna gravemente e da lì Clark diventerà il portiere preferito nelle scelte di coach Savarese, fino ad arrivare alla finale da disputarsi sabato 11 Dicembre.

NYCFC: ROLLERCOASTER JOHNSON

Dalla parte opposta del campo, a difendere la porta dei Citizens della grande Mela, alla loro prima finale assoluta, troveremo Sean Johnson, titolare indiscusso della franchigia dal 2017, dopo le prime due stagioni dei Citizens targate Josh Saunders (ex Los Angeles Galaxy).

Al contrario di Clark, Johnson è stato titolare inamovibile per tutta la stagione che sta per concludersi. Il suo backup, Luis Barraza, ha giocato solo una manciata di partite, prevalentemente nel periodo estivo, con Johnson impegnato in Nazionale, in qualità di Backup di Matt Turner, durante la Gold Cup vinta con un roster composto quasi interamente da giocatori provenienti dalla MLS.

LA CARRIERA DI JOHNSON

La carriera professionistica di Sean Johnson inizia nel 2010, con la selezione al quarto giro dell’MLS Super Draft da parte dei Chicago Fire. La squadra dell’Illinois con una mossa sorprendente decide di tagliare a pochi giorni dal via della stagione il veterano e portiere titolare della stagione precedente, Jon Busch, affidando le chiavi della porta a Andrew Dykstra, giocatore al secondo anno, che doveva ancora debuttare in MLS, con Johnson nel ruolo di backup. Le gerarchie rimangono inalterate fino ad agosto 2010, quando Sean esordisce dal primo minuto, mantenendo poi i galloni dello starter fino al termine della stagione, con Dykstra che sarà rilasciato.

Nei sei anni successivi il nativo della Georgia manterrà costante il suo status all’interno della franchigia di Chicago, diventandone uno dei punti fermi, senza però raccogliere grandi risultati di squadra (una sola qualificazione ai playoff nel 2012).

Al termine della stagione 2016 i diritti sul cartellino di Johnson vengono acquistati da Atlanta United, la quale li gira subito ai New York City FC dove diventa uno dei pilastri dei Light-Blue, di cui oggi è anche capitano. I risultati di squadra sono sicuramente migliori rispetto a quelli ottenuti con i Fire, infatti NY si è sempre qualificata ai playoff negli anni di permanenza di Johnson, ma prima di questa stagione, la corsa si era sempre interrotta nei primi turni.

Visto qualche anno fa come il futuro della Nazionale insieme a Bill Hamid (la cui esplosione è stata frenata da innumerevoli infortuni), Johnson non ha totalmente mantenuto le attese in quanto come il suo dirimpettaio di sabato, anche Sean ha alternato grandi parate a errori evitabili, anche se nelle ultime stagioni il suo rendimento è stato più costante, tanto da valergli il rientro nel giro della Nazionale.

JOHNSON DA NAZIONALE

A proposito di Nazionale, dopo alcune presenze nelle giovanili, era il backup di Bill Hamid durante il torneo di qualificazione olimpica del 2012, nel quale un suo errore nei minuti di recupero del secondo tempo (era subentrato ad Hamid infortunato) è costato l’esclusione dalle Olimpiadi londinesi al Team USA, Johnson ha fatto parte del roster di quattro Gold Cup, di cui tre vinte, sempre da portiere di riserva: nel 2013 dietro Nick Rimando, nel 2017 alle spalle di Brad Guzan e quest’anno come backup di Matt Turner mentre nel 2019 nell’edizione persa in finale era il vice di Zack Steffen.

Nelle ultime tornate di qualificazioni Mondiali Gregg Berhalter ha riposto fiducia in lui, convocandolo come terzo portiere al posto dell’eroe della Nations League Ethan Horvath. In questa veste si giocherà, in caso di qualificazione dello USMNT, le sue chances di salire su un volo per Qatar 2022.

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