“Mi è costato molto trovare la felicità ad Atlanta” Con il miglior Barco di sempre, Hotlanta è tornata a splendere

Se ti presenti ad una conferenza stampa indossando un paio di sneaker tempestate di diamanti, come ha fatto Ezequiel Barco in seguito alla vittoria per 3-2 di Atlanta contro DC United, vuol dire che 1) sei ricco, e va bene, questo è evidente, ma non è il punto fondamentale, e sopratutto 2) che sei in un momento in cui la fiducia nei tuoi mezzi e in quelli della tua squadra è tale da renderti più scintillante dei tuoi stessi diamanti. Non importa se si tratta dell’unico paio di scarpe che hai portato allo stadio, se la tua squadra perde male una partita non puoi presentarti in conferenza con delle scarpe che potrebbero essere vendute più facilmente da Tiffany che da Foot Locker. Ti fai prestare un altro paio di scarpe, ci vai scalzo, ti infili dei sacchetti di plastica intorno alle scarpe per non far vedere i diamanti. Non importa. Qualsiasi cosa, ma non vai con le scarpe tempestate di diamanti. E non è una considerazione del tipo “sarebbe una mancanza di rispetto verso i tifosi” flexare così pesantemente la tua ricchezza dopo un periodo di forma negativo. Se certi acquisti, certi capi d’abbigliamento sono intesi come dichiarazioni d’intenti, allora, molto semplicemente, se le cose vanno male non c’è alcuna dichiarazione d’intenti che si possa fare con delle sneaker da chissà quanti carati. E infatti, non è un caso che quelle scarpe Ezequiel Barco abbia deciso di indossarle adesso, in questo periodo, e non in un qualunque altro momento della sua avventura ad Atlanta United. “Mi è costato molto trovare la felicità ad Atlanta”, ha detto in quella stessa conferenza stampa Barco, interrogato sul perché, dopo due anni difficili che avevano decurtato il suo valore e silenziato l’interesse delle grandi squadre europee sulle sue prestazioni, in questa stagione 2021 sembra finalmente essere diventato il giocatore decisivo che il prezzo del suo cartellino suggerirebbe, “ho avuto molti problemi personali, ma ora li ho superati e mi sto godendo ogni giorno qui ad Atlanta”.

Nel momento in cui quella che potremmo definire la “seconda generazione” di prospetti sudamericani arrivati in MLS per trasferimenti record della lega e quindi anche con tante aspettative sulle spalle inizia a farsi strada, i progressi del più costoso dei rappresentanti della “prima generazione” ci vengono a ricordare che la crescita di un giocatore non è una linea retta, e che il nostro discorso intorno a loro dovrebbe essere leggermente diverso rispetto a quello che caratterizza tutti gli altri Designated Player più maturi. Non tutti sono Diego Rossi, arrivato in MLS ancora ventenne e da subito decisivo in una squadra che abita le parti alte della Western Conference, anzi, dobbiamo partire dal presupposto che la maggior parte di loro probabilmente non lo sarà. Stiamo comunque parlando di teenager o poco più che arrivano in un contesto del tutto differente, con pressioni che non esistono nel resto del mondo grazie alla particolare struttura salariale della lega e con un accesso dei media alla squadra che è unico della cultura sportiva americana e che varca anche i confini in altri luoghi considerati invalicabili dello spogliatoio. Le cose potrebbero non andare come previsto, e anzi, potrebbe anche accadere, come nel caso di Barco, che proprio quando tutto sembra pronto a concludersi nella maniera più deludente per tutte le parti in causa, intervenga una circostanza che cambi completamente le carte in tavola e quasi ci faccia dimenticare quanto avevamo atteso questo momento. Questo momento, nella carriera di Ezequiel Barco, può essere identificato precisamente con il licenziamento di Gabriel Heinze, o meglio – perché i problemi di Barco certo non potevano essere ristretti ai pochi mesi spesi sotto l’ex difensore di Manchester United e Real Madrid, tra le altre – con quello che è successo dopo. Al diciotto di luglio, data dell’addio di Heinze, Barco era in ritiro con la nazionale argentina per il torneo di calcio olimpico a Tokyo, e fino a quel momento aveva raccolto otto presenze in MLS nel 2021, raccogliendo un solo gol e nessun assist. Ritornato ad Atlanta ad agosto appena iniziato, vista l’eliminazione dell’Argentina dal girone con Spagna, Australia ed Egitto, l’ex Independiente si è ritrovato a lavorare prima con il tecnico ad interim Rob Valentino, già nello staff della franchigia come assistente dal 2019, e poi, da metà agosto in poi, con l’ex assistente dei Seattle Sounders Gonzalo Pineda, la scelta delle Five Stripes come nuova guida tecnica. Sotto questi due nomi la franchigia ha ripreso a viaggiare a ritmi da qualificazione ai playoff, tirando fuori una rimonta spettacolare, viaggiando al ritmo di sette vittorie nelle ultime otto partite. Lo stesso Barco ci tiene a ricordare l’importanza del lavoro di Valentino, oltre a sottolineare come Pineda abbia “cambiato il chip della squadra” sotto il punto di vista mentale. Tra i protagonisti di questa remuntada c’è proprio Barco. Se, come detto, l’argentino aveva totalizzato un solo gol nelle sue otto partite sotto Heinze, negli otto incontri giocati di ritorno da Tokyo l’ex Independiente ha trovato il suo migliore periodo di forma in Georgia, raccogliendo cinque gol e quattro assist. Tra questi, la spettacolosa punizione con cui ha aperto le marcature contro DC United, partita in cui ha realizzato anche un assist.

Che Ezequiel Barco abbia effettuato uno step in avanti sotto ogni punto di vista è evidente. Per dire, queste ultime otto partite sono da sole la miglior *stagione* di Barco con le Five Stripes, visto che mai aveva totalizzato più di quattro gol in una stagione, e questo giocando sempre un minimo di quindici partite. Quando c’è un cambiamento così significativo è difficile individuare un singolo elemento che abbia fatto la differenza, ma che qualcosa sia cambiato anche mentalmente nell’approccio di Barco è perfettamente visibile anche nel modo in cui si è preso il ruolo di tiratore da fermo della squadra, posizione che era rimasta priva di un occupante stabile dall’addio di Kevin Kratz, e lo stesso giocatore lo ha confermato alla stampa. Non si ferma lì ovviamente la questione, ma di tutti i passi in avanti effettuati da Barco nelle ultime settimane, questo è quello più strettamente legato a lui, al suo modo di giocare, al suo approccio alla stagione. Più in generale infatti, i miglioramenti di Barco sembrano potersi spiegare fondamentalmente con un complessivo miglioramento di ogni aspetto della squadra. Le difficoltà dell’era Barco in Atlanta sembrano infatti spesso intrecciarsi con quelle della squadra, a lungo infilatasi in una spirale di cattive decisioni che avevano distrutto il momentum acquisito con le prime due stagioni sotto la guida di Gerardo Martino. Se la prima stagione in MLS di Barco sembrava essere una di adattamento, conclusasi sì con la vittoria della MLS Cup ma anche con la consapevolezza di come Barco fosse un ingranaggio tutt’altro che insostituibile all’interno della franchigia e certo non uno dei più fondamentali, con l’arrivo di Frank De Boer e l’addio di Miguel Almiron Barco era atteso a quel passo in avanti che fino a due mesi fa non era mai arrivato. Mentre l’ex Independiente faticava, giocava sempre meno ed entrava in conflitto anche per questioni comportamentali con il tecnico neerlandese, l’intera squadra, con il suo nucleo sudamericano, non riusciva ad adattarsi ai metodi di De Boer, tensioni culminate – anche se l’esonero sarebbe arrivato solamente un anno dopo, visti comunque i tutt’altro che cattivi risultati della stagione 2019, pur essendo evidente una regressione – con il leggendario aneddoto dell’esultanza scombinata dell’intera squadra al gol di Lucas Moura a tempo quasi scaduto che eliminò l’Ajax caro al loro tecnico dalla corsa alla finale di Champions League. A Barco veniva chiesto un contributo maggiore ai risultati della squadra, ma mentre l’argentino falliva nella sua missione, l’intera squadra sembrava non riuscire a dare lo stesso contributo. La situazione è anche peggiorata sotto Heinze, che fin dalla prestagione ha scavato un solco con la squadra – e anche con lo staff medico, intervenuto più volte per vietare al tecnico di non far bere acqua ai propri giocatori. Non tutte le spiegazioni per il cattivo rendimento di Barco avevano come soluzione il gioco di squadra né le spiegazioni per il periodo negativo della squadra potevano avere come unico colpevole il loro Designated Player, ovviamente, ma risultava veramente difficile capire in che punto le due si slegassero, tanto da far pensare che l’unica chance per l’argentino di rivitalizzare la sua carriera fosse andarsene dalla Georgia e che ogni giorno passato diminuisse la percentuale dell’investimento originale che Atlanta avrebbe potuto far rientrare nelle sue casse con una cessione.

Sotto il punto di vista economico, la rinascita di Barco è arrivata nel momento perfetto per la franchigia della Georgia. L’accordo originale con l’Independiente prevedeva che una percentuale della cessione dell’argentino, più precisamente il trenta per cento sarebbe finita al club in cui era cresciuto e in cui ha iniziato l’avventura tra i professionisti. Questa percentuale però, da contratto, si sarebbe abbassata sempre di più con il passare del tempo. Nel 2020, quando si parlava di un passaggio di Barco al Siviglia, l’eventuale percentuale che sarebbe spettata all’Independiente era del dieci per cento, mentre da questo 2021 in poi qualunque cifra Atlanta dovesse ricevere per Barco entrerebbe esclusivamente nelle tasche della franchigia, con tutti i benefici che ne possono derivare in termini di plusvalenze e anche Allocation Money ricevuta dalla lega. Ma sarebbe assurdo limitare la questione Barco a materia prettamente economica, sopratutto in questo momento. Atlanta sta letteralmente volando. Dopo aver perso contro di loro il tecnico di DC United Hernan Losada ha detto che Atlanta United “probabilmente vincerà la MLS Cup”, mentre nella recente conferenza stampa pre-partita Jim Curtin, allenatore dei Philadelphia Union, si è preso del tempo per parlare dell’impatto del nuovo DP delle Five Stripes, il brasiliano Luiz Araujo, in MLS. Proprio i rinforzi offensivi sono un buon argomento da trattare per capire tanto la rinascita di Barco quanto quella di Atlanta, mai come in questo caso legate a doppio filo. Il 2020 dell’argentino, così come la prima parte del 2021, era stato interamente vissuto senza avere accanto un giocatore come Josef Martinez, e in generale in un attacco di Atlanta che, specialmente dopo le trade di Julian Gressel e Darlington Nagbe, sembrava privo degli uomini in grado di partecipare all’azione prima ancora che dei meccanismi – totalmente assenti sotto De Boer, mai perfezionati sotto Heinze – per trovare la via della rete. Negli ultimi mesi le cose sono cambiate: Josef è tornato a segnare come ai vecchi tempi, e si avvicina sempre più a quota cento in MLS, ma sopratutto ha dimostrato quanto sia cruciale per questa franchigia anche fuori dal campo, come portatore della fiaccola, come leader e come motivatore della squadra, Marcelino Moreno, arrivato come DP l’estate scorsa ma bought down via TAM già nella seguente off-season, è dal lato opposto rispetto a Barco e sa combinare perfettamente con entrambi i suoi compagni d’attacco, mentre Luiz Araujo deve ancora inserirsi completamente – capita spesso di vederlo partire dalla panchina – ma finora ha messo in mostra una serie di colpi assolutamente senza senso. Si tratta della dura legge della MLS, quella a cui la strutturazione del cap costringe le squadre: se vuoi ambire a vincere devi azzeccare i Designated Player, non necessariamente tutti, ma se ci riesci è meglio. Atlanta sotto questo punto di vista non ha grossi problemi in questo momento, ma non è l’unico reparto rivitalizzato da Rob Valentino prima e da Gonzalo Pineda poi. Fa particolarmente impressione la difesa. George Bello è nel mezzo della sua breakout season come terzino sinistro, Brooks Lennon si è adattato perfettamente negli anni a giocare sempre più arretrato sulla destra, pur comunque rimanendo molto offensivo, e Miles Robinson è possibilmente il miglior difensore centrale in MLS, nonché quasi sicuramente un titolare nel nuovo corso dello USMNT – l’ultima Gold Cup e le prime partite delle qualificazioni mondiali lo hanno dimostrato. Ma anche quando Robinson non gioca, con Pineda che ha sottolineato come sia necessario gestirlo e farlo riposare visti i tanti minuti raccolti in nazionale, la difesa non è meno solida. Contro DC United, vista l’assenza del prodotto da Syracuse, il reparto dei tre centrali era composto da Anton Walkes a sinistra, da Alan Franco, il difensore più costoso arrivato in MLS quest’anno al centro e dall’homegrown George Campbell a destra. Forse la più bella sorpresa di questo 2021, e non solo ad Atlanta, il classe 2001 non ha mai avuto un profilo importante, passando spesso sotto gli occhi degli osservatori, ma pian piano, dopo ottime prestazioni con la seconda squadra, è riuscito a prendersi uno spazio significativo al piano più alto, trovando anche la prima rete da professionista e candidandosi a ricevere almeno uno sguardo nel prossimo camp domestico di gennaio dello USMNT. Alto poco meno di centonovanta centimetri, con gambe lunghissime da saltatore in alto, Campbell mostra già un’esperienza invidiabile per un ragazzo con neanche cinque partite da titolare tra i professionisti, ed è stato definito dal suo tecnico come “un difensore centrale con un potenziale fantastico”. Con questa particolare formazione, Atlanta ha fermato Ola Kamara, ad oggi il capocannoniere della MLS, e di fatto lo ha annullato dalla partita. Il norvegese, che può vantare una media gol irraggiungibile per chiunque altro nella lega, non ha mai tirato in porta ed è stato il giocatore di movimento che nella partita ha toccato meno palloni. Qualunque cosa Losada abbia messo in piedi per far funzionare al meglio Kamara dopo alcune stagioni difficili anche in MLS, contro questa Atlanta non poteva funzionare. Ma torniamo a parlare di Barco, ché è lui il vero protagonista del pezzo. Se volete sapere qualcosa di più sullo stato di forma di Atlanta, su questo stesso sito abbiamo la soluzione perfetta per voi.

Un altro lato da cui guardare per provare a spiegare i miglioramenti estremamente significativi di Ezequiel Barco in questa sua quarta stagione con Atlanta United è quello tattico. All’Independiente Barco era un giocatore che aveva estrema libertà di movimento, che poteva prendere il pallone, tenerlo quanto gli pareva, dribblare spesso anche all’indietro partendo comunque da una posizione di trequartista. Ma questa situazione in MLS non si è mai presentata, e l’argentino si è scontrato in piena faccia con sistemi molto più rigidi. In molti altri contesti in MLS Barco avrebbe potuto trovare un contesto a lui più congeniale, ma in effetti avrebbe rimandato queste sue difficoltà a dopo il suo trasferimento in Europa, e d’altronde non c’è un altra franchigia in MLS a cui in quel momento storico sarebbe venuto anche solo in mente di provare ad acquistarlo. Sono le due medaglie dell’ambizione di Atlanta United: da una parte giocatori come Barco ne sono il simbolo, dall’altra si dimostra con la scelta di allenatori di un certo tipo, come Tata Martino e Frank De Boer, che hanno un’idea ben precisa di come la loro squadra dovrebbe giocare e che spesso non sono disposti a spostarsi di qualche centimetro dalle loro rotaie. L’argentino si è dovuto adattare e adesso sembra molto più a suo agio a dividere le responsabilità di creazione con altri compagni. Difficile se non impossibile vederlo partire a testa bassa senza consapevolezza di dove si trovi la porta e/o vederlo pestare i piedi a qualche altro giocatore creativo in qualche parte del campo.

Siamo nel momento potenzialmente più decisivo della stagione. La lunga regular season serve per redigere la griglia di partenza dei playoff, ma questa zona dell’anno, quella che raccoglie le ultime dodici partite prima della post-season è quella in cui le squadre capiscono veramente se possono vincere o meno la MLS Cup. Le sorprese sono difficili e rare, gli sconvolgimenti negli stati di forma sono fisiologicamente quasi impossibili. Non c’è un interruttore che si può premere a proprio piacimento. Tutto quello che è successo negli ultimi mesi, tutte le piccole modifiche approntate da ciascuna squadra devono aver messo in moto un processo che, arrivati a questo momento, possa moltiplicare le chance di vittoria della propria squadra. E oggi in MLS non c’è nessuna squadra in forma come Atlanta United. Quanto questo stato di forma possa durare, e se sia veramente traslabile anche ai playoff non possiamo saperlo – ancora – ma quello che sappiamo è che al centro di questa rinascita c’è Ezequiel Barco. Dopo aver sfiorato a lungo la definizione di oggetto misterioso, l’argentino ha finalmente trovato la continuità di cui tanto aveva bisogno. Non è lui l’unico elemento da cui dipenderanno le possibilità nella post-season della squadra di Gonzalo Pineda, ovviamente, ma risulta difficile pensare che Atlanta possa mantenere questa pericolosità e questa ferocia offensiva senza Barco a ondeggiare e a far venire la tremarella ai difensori partendo da quella fascia sinistra. E il ritrovato status di pericolo pubblico numero uno da parte è una conquista in cui Ezequiel Barco ha investito un gran numero di energie, che gli è costata molto nel corso degli anni e che ci dice della maturazione di questo calciatore, che arriverà con ogni probabilità in Europa molto più pronto di quanto non lo sarebbe stato se avesse messo a ferro e fuoco la MLS nel 2018 e fosse subito partito previo assegno record nella storia della lega. Ha già affrontato la pressione che arriva con l’essere il simbolo dell’ambizione della propria squadra, ha sofferto l’ambientamento in un nuovo contesto e ne è uscito se possibile più forte di prima. Ecco perché per lui non è un problema andarsene in giro con le scarpe tempestate di diamanti.

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