New England Revolution si gode Buchanan: un talento da film

Se dici Brampton e dici Draft, il primo pensiero va ad Anthony Bennet. Nel 2013 i Cleveland Cavaliers, abbonati alla prima scelta in quegli anni, decidono di puntare sul canadese figlio di Edith, infermiera di origine giamaicana. Edith era stata un’atleta, un’ex velocista, madre single che ha deciso di tirare su i figli da sola, il più piccolo, Anthony, e i più grandi, Danielle e Sheldon. Carattere e atletismo. Ora, Bennet, prima scelta nel Draft NBA, primo canadese della storia a esserlo, indossa la canotta dei Clippers Agua Caliente, in G-League. Qualcosa, evidentemente, non è andato secondo i piani… Ora, però, se dici Brampton e dici (Super)Draft, il pensiero ti porta a Tajon Buchanan.

Nona scelta dei New England Revolution nel 2019, tra i migliori prospetti del calcio del Nord America, Tajon ha dovuto prendere decisioni difficili per veder realizzare il suo sogno. Nato, ovviamente, a Brampton, da bambino gioca sia a basket sia a calcio, puntando poi sul secondo perché capisce che è lì che può fare davvero la differenza. A 10 anni inizia così la sua avventura col pallone tra i piedi e non tra le mani, ed entra nei Mississauga Falcons, allenati da Cyrus Chrysanthou, coach e amico di famiglia. Che, nel 2015, decide di cambiare casa e andare in Colorado. La cosa colpisce il giovane Tajon, all’epoca liceale, che vorrebbe seguirlo. Coach Chrys non fa obiezioni. E la famiglia?

Tajon espone la sua idea, il suo sogno, la sua volontà alla madre che, dopo averci pensato a lungo dà il via libera, in quanto si fida ciecamente di Coach Chrysanthou. Il viaggio ha inizio, la valigia e il borsone sono pieni, la famiglia Chrysanthou più il baby Buchanan partono per Denver e qui, Tajon, insieme ad Anthony Chrysanthou, trova spazio nel Real Colorado. Strada in discesa? Macché… Le grandi storie hanno bisogno di ostacoli, ed ecco che si mette in mezzo la Fifa: il suo essere in un altro paese, aggregato a un’altra famiglia, non è visto di buon’occhio, quindi ok agli allenamenti, no alle partite.

Giocare senza partite? Vallo spiegare a un ragazzo che ha mollato la famiglia, la sua città, il suo paese, i suoi amici, la sua squadra, per inseguire un pallone da calciare a rete. Le chiamate a casa si moltiplicano, gli sfoghi con Chrysanthou sono all’ordine del giorno, la voglia di mollare, però, non si palesa mai. Tajon si rimbocca le maniche e, nel 2016, si iscrive a un clinic di Syracuse per mettersi in mostra. Attaccante, velocissimo, macchina da assist, colpisce tutti, compreso coach McIntyre, che gli propone di far parte della sua squadra. Tajon è felice, però… altro problema: i suoi crediti scolastici canadesi non sono stati ‘trasferiti’ nella sua nuova scuola. E quindi? Mollare? No, mai.

Eastern Conference

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Avete presente quando nei film sportivi, perché capita in tutti i film ambientati al college, il protagonista e aspirante atleta di basket/football è costretto a mettere insieme buoni voti per giocare e trova una dolce metà che lo aiuta a studiare, con la testa bassa sui libri, le lancette dell’orologio appeso al muro che volano e il professore che si compiace dei miglioramenti? Ecco: Tajon rinuncia a qualche allenamento, lasciando in un angolo il pallone tanto amato, abbassando gli occhi e mettendo insieme ore extra a scuola, recuperando quei crediti necessari per rientrare a Syracuse. Sognare con concretezza, ecco come si fa.

Il resto è storia: entra a Syracuse, brilla, New England lo sceglie e ora sfreccia sulla fascia, sia come terzino che come esterno alto, agli ordini di Bruce Arena, il Gargoyle, com’era soprannominato ai tempi di DC United. A marzo, con l’olimpica canadese, si è messo in mostra segnando due gol a Guadalajara, sotto gli occhi di qualche osservatore. Sì, perché il nome di Buchanam è finito sul taccuino degli scout dei club più importanti al mondo. Paragonato a Cuadrado, in Italia, dopo l’affare McKennie, è la Juventus quella che lo segue con maggior attenzione. Nel frattempo Tajon corre e sfreccia, saltando avversari come fatto con gli ostacoli che la vita, sportiva, gli ha riservato. Prima, se dicevi Brampton pensavi a Bennet. Ora, se dici Brampton, pensi solo ed esclusivamente a Tajon Buchanan.

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