Se esistesse la versione calcistica di “Una settimana da Dio” probabilmente avrebbe i contorni degli ultimi giorni di Caden Clark. Chi? Ecco, appunto. Prima del 10 ottobre 2020, quindi badate bene cinque giorni prima di queste righe, probabilmente il profilo di questo ragazzotto del Minnesota anche tra gli appassionati di calcio americano come noi era pressoché sconosciuto. Ora, sempre solo cinque giorni dopo il giorno della firma sul contratto che lo ha legato ai NY Red Bulls e al mondo delle “lattine” in generale, sull’asse Harrison-Lispia si parla già di nuovo talento del futuro a stelle e strisce.

Il perché è presto detto: non solo il centrocampista offensivo classe 2003 (DUEMILA E TRE) ha segnato all’esordio assoluto in MLS nello stesso giorno della firma (10 ottobre), ma pochi giorni dopo (il 14) ha realizzato il gol del pareggio in casa di Toronto FC: 98 minuti in campo, due reti che lo hanno reso il giocatore più giovane di sempre nella storia della MLS a trovare due volte la porta in campionato a 17 anni, 4 mesi e 18 giorni.

Su di lui, la “next big thing” del calcio americano, si stanno già sprecando paragoni ed etichette ingombranti, ma tra una voce di mercato e l’altra che lo vorrebbero già opzionato dal Lipsia per il 2022, facendo parte del mondo Red Bull, per congratularsi si è mosso anche il Barcellona. Sì, la squadra catalana su Twitter si è complimentata con Clark dopo il gol al debutto e il motivo è piuttosto semplice: il ragazzo è cresciuto nella Barça Residency Academy in Arizona. Per strapparlo alla concorrenza i NYRB hanno pagato 75mila dollari a Minnesota United, precedente proprietaria dei diritti sportivi del giovane talento.

Per le caratteristiche tecniche, i punti di forza e le qualità lasciamo spazio al campo e soprattutto al tempo senza lasciarci andare in facili entusiasmi e scomodi paragoni. Per il momento ci limitiamo a segnalarlo, magari enfatizzando il titolo come buon auspicio, e ci affidiamo alle parole del giornalista americano David Gass che, seguendo la USL con continuità e per lavoro, sicuramente lo ha potuto ammirare più di noi in azione con i NYRB II.

“Clark è un giocatore che copre molta distanza in campo, dà tutto sul terreno di gioco ma nonostante questo è molto pulito tecnicamente come ha dimostrato nel primo gol contro Atlanta – ha commentato durante Extratime -. Il tiro dalla distanza per lui è sempre un’opzione perché ha un controllo di palla notevole e in grado di liberarsi velocemente per calciare. Credo però possa rendere meglio in mezzo al campo anche se lui vorrebbe giocare più come numero 10”.


 

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