Atlanta-De Boer, è finita!

Finisce a Orlando l’avventura di Frank de Boer sulla panchina di Atlanta United e con ogni probabilità in MLS. Decisivi gli 0 punti conquistati nel MLS is Back Tournament con tanto di ben 0 gol segnati dai Five Stripes, ma il divorzio è maturato molto prima. Ci siamo presi qualche ora per fare questo post, tanto la notizia ha avuto ampio risalto sui media nazionali visto i trascorsi – altrettanto disastrosi – all’Inter del tecnico olandese.

Bene, ovviamente i risultati in Florida hanno accelerato la decisione della società della Georgia dello stesso De Boer, ma cosa lascia l’ex Ajax ad Atlanta e alla MLS in generale?

A livello personale torna in Europa con due trofei in più, una US Open Cup e una Campeones Cup, ma anche con l’amarezza di non essere riuscito a incidere in una situazione che a livello teorico sarebbe stata perfetta per lui, una squadra giovane e di talento da far crescere dal punto di vista tattico in un campionato dove, chi può vantare quell’organizzazione in più, può tranquillamente fare il salto di qualità (Tata Martino docet).

Il confronto con il predecessore però è impietoso. Dopo le prime difficoltà nei metodi di allenamento e di una rigidità troppo dura fin da subito, Atlanta nella scorsa stagione ha saputo riprendersi pur restando costantemente sotto agli standard previsti. Un amore mai sbocciato tra i tanti giocatori sudamericani e l’allenatore nordeuropeo, per i motivi più svariati che in questo inizio turbolento di 2020 hanno portato al crack definitivo.

Anche la piazza – ci hanno detto da Atlanta diversi tifosi – non ha mai apprezzato particolarmente il gioco di De Boer, per alcuni troppo difensivo, per altri incomprensibile, ma su questo bisognerebbe aprire un discorso di ore. Resta il fatto che De Boer ha fallito ad Atlanta, dopo Inter e Crystal Palace. Ha fatto bene solo nella sua Amsterdam, crescendo i giovani del vivaio e forse quella resta la sua dimensione.

Per i Five Stripes ora serve una nuova guida, magari sudamericana per provare a raddrizzare la stagione. Perché parliamoci chiaro, a oggi quella di Atlanta è ancora una delle rose più attrezzate per vincere. Se non la più attrezzata del tutto.


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