“Chi è il tuo eroe?”

Smoking bianco, papillon nero e uno dei discorsi agli Oscar più belli di sempre. A quella domanda, fattagli da una persona molto importante, un Matthew McConaughey quindicenne rispose: “Sai chi è? Sono io, tra 10 anni”. E 10 anni dopo? Stessa risposta, da un Matthew 25enne: “Sempre io, tra 10 anni”. Ogni istante, ogni attimo, ogni momento, il suo eroe è sempre 10 più in là. E non lo sarà mai, ma gli va bene così, perché avrà sempre qualcuno da rincorrere.

“Chi è il tuo eroe?”

Tuta nera, cappellino di lana, un accenno di barba e il simbolo dell’Austin FC dalle parti del cuore. Sotto il cielo, sempre scorbutico, di Londra, ecco Matthew McConaughey pronto ad assistere a Chelsea-Lille di Champions League. E a vedere da vicino il suo “eroe” calcistico, Christian Pulisic, il simbolo dell’ambizioso calcio americano, voglioso di affacciarsi con tutta la sua freschezza nel calcio mondiale. Ecco le parole dell’attore premio Oscar, nonché co-proprietario dell’Austin FC, futura squadra MLS, prima del match: “E’ bello vedere Pulisic là fuori, sperando che continui così, sperando che gli americani possano raggiungere il suo livello. La mia speranza è che tra otto o dieci anni si vedrà brillare quella generazione che sta mostrando la propria qualità in giro per il mondo. Non raggiungerà mai il football americano o il basket, ma può superare hockey e baseball”. Se il suo eroe, nella vita, è se stesso tra 10 anni, il suo eroe nel calcio ha le sembianze del talento del Chelsea.

“Chi è il tuo eroe?”

Un inizio non semplice per il fantasista nato a Hershey, con pochi minuti e tanta panchina. Poi, dopo 3 esclusioni consecutive, senza mai vedere il campo, eccola la qualità del numero 22 dei Blues: 5 gol (con una tripletta) in Premier League, 1 gol e 2 assist in Champions League e un perfetto inserimento nei meccanismi offensivi di Frank Lampard. Pagato 64 milioni di euro, doveva essere l’erede di Hazard, e forse proprio questo ha frenato la sua esplosione; cambiata mentalità, cambiato il focus, cambiato eroe, ha cambiato la sua stagione. Nessuna eredità da raccogliere, ma solo la voglia di essere se stesso. Il suo eroe. E quello del calcio americano.

“Chi è il tuo eroe?”


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