Nella consueta passeggiata giornaliera per le sempre trafficate strade dei social, tra un post di Emily Ratajkovski a uno dei miei amati Seattle Sounders, mi sono imbattuto in un video pubblicato da US Soccer, il profilo della nazionale Stars and Stripes. Si dava spazio, come spesso accade nel Soccer, a un giovane talento, una delle promesse americane per il futuro che ben si sta comportando nel presente. Pronto a scorrere verso il basso, snobbando velocemente la proposta americana, qualcosa mi ferma. “Like father, like son”, con il fermo immagine di George Weah, King George. Beh, questo ha cambiato decisamente tutto!

Quello nel video con lui è Timothy, il Millenial figlio dell’ex attaccante del Milan. Nato il 22 febbraio del 2000, a New York, mentre il padre si era da poco trasferito nella Londra tinta di Blues, lasciando la sua Milano dopo 4 anni e mezzo di onoratissimo servizio. Il piccolo Tim, quindi, ha un po’ di sangue rossonero nelle vene, visto che la parte divertente del “lavoro” George l’ha fatta a Milano… Doppia nazionalità, francese e americana, è cresciuto calcisticamente proprio nella Grande Mela, prima al Rosedale Soccer Club poi, dopo il trasferimento in Florida, ha indossato la maglia dei West Pines, salvo poi, tornando a New York, entrare nell’U.S. Soccer Development Academy club BW Gottschee per tre anni, arrivando, infine, ai Red Bulls.

Velocità, talento, fiuto del gol, ha lasciato l’America per l’Europa a 14 anni, quando ha deciso di vestire la maglia del Paris Saint-Germain. Il club parigino, che un anno fa gli ha fatto firmare il primo contratto da professionista, l’ha spuntata sul Chelsea, molto interessato al baby prodigio. E il Milan, altro grande amore di papà? “Mutoooo” direbbero i Millenial che bazzicano sui social: i rossoneri si sono dovuti accontentare di George Jr, classe ’87 che non è riuscito a sfondare.

Per il momento Timothy Weah si destreggia, oltre che col PSG (3 gol in Youth League, 1 gol ogni 61 minuti), con gli USA Under 17. L’aspirante calciatore, e rapper (sì, come il padre ama la musica), è andato a segno contro la Giamaica nella competizione Concacaf di categoria, dove gli Stati Uniti stanno brillando. Il figlio di King George sta provando a seguire le orme del padre, il Re Leone d’Africa. Mufasa diceva a Simba: “Vedi Simba? Un giorno tutto questo sarà tuo”, indicando il suo regno, vastissimo, infinito davanti agli occhi del cuccioli. Eguagliare il Pallone d’Oro George sarà difficile, ma prendersi anche solo un pezzo del piccolo regno del suo ‘vecchio’ padre non è sarebbe male…


Facebook Comments

Questo sito Web utilizza cookies per offrirti la migliore esperienza. Accetta facendo clic sul pulsante "Accetta".

Cookie settings

Below you can choose which kind of cookies you allow on this website. Click on the "Save cookie settings" button to apply your choice.

FunzionaliOur website uses functional cookies. These cookies are necessary to let our website work.

AnaliticiOur website uses analytical cookies to make it possible to analyze our website and optimize for the purpose of a.o. the usability.

Social mediaOur website places social media cookies to show you 3rd party content like YouTube and FaceBook. These cookies may track your personal data.

AdvertisingOur website places advertising cookies to show you 3rd party advertisements based on your interests. These cookies may track your personal data.

AltroOur website places 3rd party cookies from other 3rd party services which aren't Analytical, Social media or Advertising.