L’attesa è finita, ad Atlanta è tutto pronto per l’All Star Game della MLS che vedrà in campo la Juventus di Massimiliano Allegri come partner di lusso delle stelle della Major League Soccer. La location è da urlo, quel Mercedes Benz Stadium di Atlanta che altro non è che uno degli impianti più recenti e belli degli Stati Uniti; l’eccitazione è palpabile, non solo perché ATL è la tifoseria più numerosa della MLS in grado di rompere ogni tipo di record di presenze in soli due anni di vita, ma proprio perché in campo ci sarà la Juventus, sogno e amore di migliaia di italo-americani che popoleranno lo stadio rossonero.

Che non possa essere una partita normale lo dice la parola stessa “All Star Game“. La MLS organizza un evento, una festa per il pubblico, una vetrina internazionale che quest’anno attirerà diversi tifosi anche in Italia (oltre a noi affezionati, ovviamente) con la sfida visibile in chiaro su Nove e su Eurosport. Cosa dovrà aspettarsi Massimiliano Allegri è semplice: una festa e tanta voglia dei talenti della MLS meno conosciuti di mettersi in mostra e divertire il pubblico. Il fatto che molti giochino proprio ad Atlanta sarà un ulteriore surplus di entusiasmo.

Sarebbe troppo riduttivo però limitare il contesto all’evento per i fans. In campo ci andrà una squadra ricca di talento e pronta a vendere cara la pelle, con tutti i limiti del caso di una rosa che per la prima volta giocherà insieme proprio nella serata della sfida, composta un po’ dai tifosi, un po’ dalle scelte del Tata Martino – coach per l’occasione – e in minima parte dalle scelte – due – del Commissioner Don Garber. Insomma: senso logico nella rosa, poco; qualità, tanta. Da Miguel Almiron – numero 10 di Atlanta – in giù, vi segnaliamo tre elementi da seguire anche se non soprattutto dopo l’All Star Game. Chissà, un giorno potreste ritrovarli in Italia e uno se l’è accaparrato il Bayern Monaco.

MIGUEL ALMIRON – ATLANTA UNITED
Il trequartista paraguayano ha scelto la MLS e il Tata Martino per completare la sua crescita nella strada inevitabile verso l’Europa. E’ una spanna sopra agli altri per tecnica, velocità e visione di gioco. Il classe 1994 in passato fu proposto all’Inter da Javier Zanetti, ma ha scelto Atlanta e un passo per volta. Il suo approdo in MLS ha portato un nuovo modo di interpretare il calcio offensivo e i numeri parlano chiaro: in due stagioni ha segnato 17 gol in 53 partite, fornendo ben 25 assist. Mancino fatato è micidiale in contropiede e in coppia con Martinez.

Le voci di mercato non mancano di certo, anche in quest’estate è stato accostato al West Ham e alla Fiorentina. C’è stato un contatto anche con il Milan, ma il problema per le italiane è il costo del cartellino. Nella prossima stagione è destinato a partire, ma Atlanta e MLS non lo lasceranno andare via per meno di 25-30 milioni di euro a salire.

ALPHONSO DAVIES – VANCOUVER WHITECAPS/BAYERN MONACO
Del Millennial dei Whitecaps abbiamo già parlato in abbondanza, ma del suo talento se n’è accorto anche il Bayern Monaco che non ci ha pensato due volte a investire circa 20 milioni di euro. Il canadese resterà a Vancouver fino a fine stagione, ma alla terza stagione in prima squadra ha cominciato a trovare la via del gol e degli assist. Sa come essere decisivo tra spunti in velocità e dribbling, e in questa stagione ha realizzato 5 gol con 10 assist in 21 partite giocate. Un talento puro che il Bayern dovrà valorizzare.

MICHAEL MURILLO – NY RED BULLS
Il difensore panamense dei NY Red Bulls è un profilo interessante, da tenere d’occhio visti gli ampi margini di miglioramento. Classe 1996 è un po’ l’azzardo di questa rubrica anche se gli estimatori in Europa non mancano. Terzino affidabile, ma molto offensivo è stato protagonista al Mondiale con Panama. Il PSV ci ha fatto un pensierino nel caso dovesse sostituire Arias.

EZEQUIEL BARCO – ATLANTA UNITED
E’ il giocatore più pagato di sempre in MLS, ma fino a questo momento non è stato tanto decisivo quanto Almiron con Atlanta. Le qualità le ha messe in mostra vincendo la Copa Sudamericana con l’Independiente, ma in MLS per il momento è più chiacchierato per quanto combinato fuori dal campo rispetto alle prestazioni sul terreno di gioco. Il talento non manca, è capace di giocare con entrambi i piedi e trovare assist decisivi, ma gli manca ancora uno step per il salto di qualità che lo porterà in Europa.


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