La sfida di Rocco Commisso alla federcalcio americana ha raggiunto una nuova vetta. Quella del denaro. I Cosmos hanno reso nota la corrispondenza fra il loro proprietario italoamericano ed il neo presidente Ussf, Carlos Cordeiro. Commisso ha offerto di investire mezzo miliardo di dollari nella rinascita della National American Soccer League (NASL), di cui metà di tasca propria, in cambio di aver garantita per un decennio l’esenzione dalla normativa prevista per i campionati professionistici.

Al momento la NASL ha cessato le operazioni dopo il rifiuto federale alla concessione dello status D2 (Division 2), ed è in piedi una causa legale intentata dalla stessa NASL alla federazione, accusata di violazione della legge sull’antitrust. Commisso ha sospeso il campionato conscio che “l’evoluzione di uno sport non può avvenire senza l’apporto dei diritti televisivi”, che lo status di campionato dilettantistico non consentirebbe.

NASL e Commisso (ma anche parte del calcio statunitense) sono convinti che la USSF sia asservita al predominio della Major Soccer League, e che la federazione sotto la presidenza di Gulati sia fortemente sospetta di aver oltrepassato i confini della legalità nel favorire Soccer United Marketing (SUM), il braccio di raccolta finanziaria della MLS e della Federcalcio.

La prima lettera di Commisso (inviata anche al presidente Fifa, Gianni Infantino, a quello Concacaf, Victor Montagliani, e ad alcuni senatori) è datata 13 aprile mentre la risposta di Cordeiro è giunta 6 giorni più tardi. In questa, il presidente si dichiara disponibile ad allacciare rapporti finalmente non contenziosi, ma si dichiara assorbito dalla candidatura ai Mondiali del 2026 al punto da non potere incontrare Commisso. Soprattutto, richiede una relazione dettagliata sul progetto.

È del 23 aprile la replica di Commisso, il quale esprime la sua delusione che “il maggior executive del calcio nel Paese non possa trovare poche ore per valutare l’opportunità senza precedenti contenuta dalla mia proposta”. Commisso ribadisce che il decennio richiesto porterebbe gradualmente “al rispetto degli standard imposti alle società professionistiche”. È questo uno dei punti del contenzioso, perché la NASL contesta l’applicazione di “due pesi e due misure” rispetto alla USL (United Soccer League), divenuto oggi il secondo campionato della piramide calcistica USA.

Commisso riaccenderebbe il motore della NASL con dieci squadre e stadi da non meno di 10 mila spettatori. Le contribuzioni, sebbene non spiegato, proverrebbero anche da altri due facoltosi proprietari di franchigie, Riccardo Silva (Miami) e Robert Palmer (Jacksonville Armada). Il campionato avrebbe l’intenzione di strutturarsi con il futuro meccanismo delle retrocessioni.


 

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