US Open Cup: la favola Christos FC, una squadra del pub al terzo turno

“Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo…”. Magari non tanto da cambiarlo, ma di sicuro i ragazzi del Christos FC che dal bar sono partiti hanno fatto parlare al mondo della loro storia. Si parla di una partita, di un successo, di un Christos FC-Richmond Kickers 1-0 che a suo modo è entrato nella storia. Il motivo è presto detto: gli “evidenziatori di Baltimora” (licenza poetica data dalla maglia), capaci di eliminare una squadra professionistica di USL, sono una squadra amatoriale, che si allena poco e male, con la sede e la Hall of Fame societaria… in un negozio di liquori della periferia di Baltimora. Storie da FA Cup inglese, o quasi.

Alzi la mano chi non si è emozionato in questa stagione per la fantastica cavalcata del Lincoln City in Inghilterra, o quella del Sutton del portiere XXXXL. Anche gli Stati Uniti hanno la loro storia folkloristica sul campo, con le dovute proporzioni ma, volendo, ancora più ricca di stranezze. Il Christos FC è una società fondata nel 1997 da immigrati greci ed è composta storicamente da ex giocatori professionisti residenti in zona o ragazzi del college nell’area di Baltimora e quest’anno la rosa è composta da 14 giocatori. Ogni due settimane nella Sunday’s League giocano praticamente gli stessi undici, e non perdono mai: “La gente pensa che noi siamo una squadra di birraioli che vogliono giocare a calcio, degli underdogs a tutti gli effetti. Noi non la pensiamo così, mai. Forse abbiamo perso 1 partita nelle ultime 90” ha commentato Peter Caringi III, il ragazzo simbolo della squadra. Fredericksburg FC (NPSL) e Richmond Kickers (USL) ne sanno qualcosa, quattro gol fatti e zero subiti. Ora per il terzo turno di US Open Cup tocca al Chicago United FC, squadra di Premier Development League, con vista sui DC United.

UNA SQUADRA DI AMICI – Come detto il Christos FC è una squadra composta da ragazzi della zona di Baltimora che gioca per passione e non per professione. Alcuni dei ragazzi sono cresciuti insieme e giocano al “soccer” da quando sono piccoli. Un affiatamento che in campo si percepisce anche come divertimento, “I nostri migliori amici sono tutti nella squadra” ha confermato Peter. Alcuni hanno tentato la carriera calcistica al college sfiorando anche la MLS, come lo stesso Caringi che fu draftato dai Montreal Impact prima di giocare in PDL con gli Oklahoma City Energy, ma dopo un paio di anni nel limbo hanno deciso di rinunciare alla carriera da calciatore professionistica, ma non al calcio, facendo ritorno nell’area di Baltimora. Il livello anche per questo è piuttosto alto come dimostrano i successi nel campionato amatoriale, la Sunday’s League appunto.

CALCIATORI PART-TIME – Questa “favola” a stelle e strisce ricorda molto quelle delle leghe inferiori inglesi e mentre Caringi III si è rimesso in luce segnando la 52a tripletta in 104 anni di storia di US Open Cup contro Fredericksburg, molti dei compagni devono dividersi tra gli impegni del campo e quelli lavorativi. Alcuni lavorano alla sera durante la settimana, altri nel weekend ed altri ancora full time, come il centrocampista Daniel Baxter, tecnico radiologo al trauma center dell’University of Maryland. Non tutti potranno prendere parte alla sfida contro Chicago anche per questo motivo, ma siamo sicuri che i datori di lavoro davanti all’appuntamento con la storia chiuderanno un occhio. Per loro è pronto un invito nella sede societaria o chissà, nella Hall of Fame. Che poi è lo stesso, basta che si brindi con una bella pinta di birra in mano.


 

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