C’è una strana tradizione, tutta americana, nella quale un ospite di rilievo, che sia cantante, direttore d’orchestra, astronauta o attore, lancia la prima palla in una partita di baseball. Sapete, il baseball? Quello sport con le basi da occupare, con gli spalti pieni di birra come l’Oktober Fest, e che impresso su pellicola viene veramente bene? Sì, quello con mazze e palle! Anche se, descritto così, suona proprio male…

Beh, comunque, c’è questa tradizione: il “primo lancio” della partita, quello che dà la fine del riscaldamento e l’inizio della partita, viene spesso eseguito da ospiti di importanza nazionale e internazionale. Per intenderci: è successo, a Chicago, al Wrigley Field, prima di una partita dei Cubs, a Riccardo Muti, direttore d’orchestra della Chicago Symphony Orchestra. Ovviamente, Perfect Pitch per il Maestro. Tutto diverso, invece, per Giovani dos Santos…

Alla prima dei LA Dodgers, contro i San Diego Padres, il numero 10 dei Galaxy si è presentato sulla piazzola del lanciatore. Se qualcuno si aspettava di vedere un lancio perfetto, si è sbagliato di grosso: teso come un violino, con sorrisi forzati, lontano anni luce dalla passionale tranquillità che sfoggiava Wild Thing (vedetevi Major League, un film che sfocerà in 90 minuti di applausi, grazie anche allo splendido Charlie Sheen), l’ex Barcellona, con il suo destro, non è riuscito a far arrivare la pallina al ricevitore, al catcher. Che attendeva lì, a qualche metro di distanza…

Così a suo agio con la palla tra i piedi, quando deve creare, dal nulla, una magia per i suoi Galaxy, così fuori luogo nelle vesti di pitcher, tanto da ricordare Howard Wolowitz. Il nerd di Big Bang Theory, l’ingegnere arrapato che non scherza sulle equazioni e sul sesso, si è presentato, nella terza puntata dell’ottava stagione, nelle vesti di astronauta, sul campo dei Los Angeles Angels: vista l’insufficiente capacità a lanciare, nonostante gli allenamenti con la moglie Bernadette e il fido Raj, ha utilizzato un prototipo del Mars Rovers. Idea da scienziato, che poteva aiutare l’insofferente dos Santos. O forse no…


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