Per la rubrica MLS Vintage, questa settimana parliamo di un centravanti difficile da descrivere perché nella sua carriera è successo di tutto tra gol fatti, sbagliati, rovesciate, record e guai con la giustizia. Parliamo di Roy Lassiter, il secondo americano a giocare in Italia dopo il mitico Alexi Lalas.

Nato nel 1969 a Washington DC, inizia a giocare a calcio fin da piccolo grazie al suo vicino di casa che era allenatore alla Carolina State University. Non era un calciatore bello a vedersi però sapeva mettere la palla in rete e questo bastava. Proprio grazie ai suoi gol venne convocato nelle nazionali giovanili. Ma quando tutto inizia ad andare nel verso giusto, alcuni infortuni lo tengono fuori. Non giocando e con problemi familiari, iniziano pure i guai. Venne arrestato per furto con scasso e dovette scontare 30 giorni in galera con 200 ore di servizi sociali. Uscito fuori decise di riprendere a giocare emigrando in Centroamerica al Turrialba.

Venne notato e messo sotto contratto dall’Alajuelense, squadra di prestigio del Costa Rica. Però quando tutto sembrava filare per il verso giusto arrivò il secondo arresto. Lassiter, infatti, andò in Costa Rica senza scontare del tutto la pena trovandosi di conseguenza ancora con problemi giudiziari. Dovendo tornare negli USA, firma un contratto con i Tampa Bay Mutiny dove iniziò a fare quello che sapeva fare meglio, cioè segnare. Con 27 reti diventa il miglior goleador in una sola stagione in MLS. (Negli anni sarà eguagliato da Wondolowski). La notizia fa il giro del mondo e grazie alla pausa invernale della MLS viene portato nella serie B Italiana per vestire la maglia del Genoa, diventando il secondo statunitense a giocare in Italia dopo Alexi Lalas. Giocò poco e male in Italia, segnando l’unico gol contro il Castel di Sangro in rovesciata. Rete peraltro cancellata dagli  annali perché la partita fu interrotta per neve e quindi cancellata.

Dopo l’esperienza italiana, torna in america tra Tampa, Miami e DC United. Fu vicino alla partecipazione al mondiale di Francia ’98 ma l’aver fatto parte di tutte le partite di qualificazione al mondiale non gli bastò.

Ad oggi si sa poco di lui, di cosa stia facendo. Con il fratello organizzò una quattro giorni di stage per giovani calciatori. Il tutto per una cifrà che si aggirava intorno ai 200 dollari.


 

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