Crisi NASL e nuova USL, il futuro del calcio americano e il Miami di Nesta

“Ma con il fallimento della NASL, quale sarà il futuro di Miami FC?”. Questa la domanda che Angelo, uno dei tanti nostri lettori, ci ha posto su Facebook. Una domanda giusta nella nebbia che circonda la seconda lega (D2) del calcio americano e tutto il sistema, ma che allarghiamo in “Quale sarà il futuro del sistema calcio americano?”. I New York Cosmos hanno cessato l’attività e liberato i giocatori, così come l’Armada FC di Jacksonville. Dall’altra parte se Edmonton e Miami FC non si sono esposte e aspettano la decisione della federazione americana sul futuro delle varie leghe, i San Francisco Deltas – coloro che avrebbero dovuto esordire nella NASL nel 2017 – hanno annunciato i loro primi acquisti. Ma dove sta la verità?

Per fare chiarezza bisogna partire dai dati ufficiali: la NASL non è ancora fallita, respira a fatica ma non si può ufficialmente dichiararne il decesso. Per questo diverse società non si sono ancora esposte riguardo a una richiesta di affiliazione alla USL e per questo non possiamo rispondere con certezza alla domanda del caro Angelo sul futuro di Miami FC, Nesta e tutto lo staff. Questo perché la US Soccer ha rinviato nuovamente la decisione sul futuro di NASL e USL, con la declassazione a D3  (se dovesse evitare il fallimento) della prima in favore della promozione a D2 del calcio americano della seconda. E non farà prima della conclusione del 2016. Se di questi tempi l’anno scorso Miami FC stava annunciando i primi colpi e presentando le magliette, quest’anno tutto tace. E non solo in Florida. “Ne stiamo parlando” si sono limitati a dire tramite un portavoce.

La ragione di questo ritardo è in gran parte dovuto al caos che ha colpito la NASL negli ultimi mesi. I problemi economici di Rayo OKC e Fort Lauderdale Strikers prima, la dipartita di Tampa Bay e Ottawa Fury in direzione USL poi, fino alla crisi dei New York Cosmos che hanno chiuso i battenti gettando in mare agitatissimo tutta la lega, che però non molla. Con le squadre restanti (Indy, Carolina, Miami FC, Edmonton, Puerto Rico e San Francisco Deltas) lo status di D2 non può essere mantenuto e senza l’appeal e i soldi (troppi, evidentemente) immessi dai Cosmos, il fallimento della lega sarebbe l’atto successivo. Ma Peterson non molla e in un ambiente pessimista sul futuro, sono apparse le candidature di San Diego e i team NASL di Atlanta e Chicago.

A oggi, in ogni caso, non c’è certezza sul fatto che la NASL possa sopravvivere anche nel 2017, anzi. Indy Eleven, North Carolina FC (gli ex RailHawks) e Jacksonville si sono esposti con favore all’eventuale passaggio in USL, mentre per Edmonton, Miami, Puerto Rico e San Francisco Deltas non si sa il loro destino. Voci ben informate parlano di una penale piuttosto pesante da pagare in caso di addio alla lega e per questo i club starebbero aspettando l’ultima parola sul futuro del calcio americano perché in caso di fallimento avrebbero un bel risparmio.

“Del doman non v’è certezza”, ma la speranza che nei primi giorni del 2017 la federazione americana prenda una posizione ufficiale per ridisegnare i sottolivelli del calcio. Con la MLS che cresce ogni anno a dismisura, tutto questo non fortifica l’immagine a stelle e strisce.


 

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