Jordan Morris aveva la febbre. Non solo, aveva la febbre e i difensori dei Colorado Rapids gli hanno riservato un trattamento tutt’altro che amichevole, tanto quanto a Lodeiro. Ma anche prima del ritorno della finale di Western Conference di MLS 2016 non stava bene, di rientro dall’infortunio, aveva la febbre. E’ stato in dubbio. Ma Jordan Morris non è un giocatore qualunque per i Seattle Sounders, è il Rookie of the Year 2016, è il ragazzo di Seattle, è un Rave Green nell’animo e l’appuntamento con la storia non lo avrebbe mai mancato, per nessuna ragione al mondo. Anzi, la storia l’ha fatta, ancora una volta segnando il gol dell’1-0 decisivo là dove nessuno quest’anno aveva mai vinto. Lui è Jordan Morris e negli USA sono convinti: il 2016 ha visto nascere una stella.

Il giorno prima del match l’attaccante è stato alle prese con problemi di stomaco e diverse linee di febbre, un dramma psicologico per Schmetzer che Morris ha spazzato via sul campo. Si vedeva che non era al meglio, soprattutto all’inizio, ma nella carriera di ogni leggenda c’è un punto importante che rimarrà nella storia e il suo, glielo auguriamo, sarà il minuto 56 della sfida in casa di Colorado Rapids. Gol, vittoria e prima storica finale di MLS Cup per i suoi. L’uomo del momento, anzi, dell’anno. Sì perché con tutte le vicissitudini capitate in questo 2016 alla squadra di Dempsey e compagni, lui è stato il punto fermo fin dall’inizio. Un record dopo l’altro si è rivelato una piacevole certezza capace di trascinare i Seattle Sounders all’atto finale della MLS. Lui questa città e questa gente ce l’ha nell’animo, tanto da ignorare gli apprezzamenti della Bundesliga per firmare il suo primo contratto da professionista con i suoi Sounders. Ha vinto il cuore, ma anche la testa e la voglia di arrivare.

La cessione di Martins in Cina gli ha aperto le porte della prima squadra e l’inizio di carriera in MLS è stato di quelli devastanti, da record: primo gol contro Philadelphia e quattro reti di fila per non far affondare la barca visto l’inizio disastroso sotto la gestione Schmid. In estate, però, la svolta. Prima l’addio dell’ex tecnico e la promozione di Schmetzer, poi lo stop forzato a Clint Dempsey per un problema cardiaco che ha messo sulle spalle di Morris il peso dell’attacco vista l’anemia da gol di Nelson Valdez. Nessun problema, l’arrivo di Lodeiro con i suoi assist ha portato gol e punti fino alla cavalcata playoff.

Ora c’è l’appuntamento con la storia, la finale di MLS Cup con il trofeo di Western Conference già in bacheca. Toronto in trasferta o Montreal in casa, lo scopriremo presto. La storia è lì, a novanta massimo centoventi minuti di distanza. Morris è pronto, Seattle altrettanto. Ma una certezza già c’è: guardando indietro tra qualche anno ci ricorderemo della sfida tra Colorado Rapids e Sounders e vedremo il gol di Morris. Aveva l’influenza, sì, ma nessuno come lui quest’anno ha influenzato un intero campionato.


 

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