Una vittoria facile per 2-0 sulla Nuova Zelanda, ha dato l’inizio all’avventura della nazionale femminile degli Stati Uniti a Rio 2016, alla sesta Olimpicade consecutiva, un record condiviso con Svezia e Brasile. Le campionesse in carica del torneo Olimpico hanno affrontato senza timore la squadra oceanica, allungando a dodici la propria striscia di vittorie consecutive portando a 24 quella ai Giochi Olimpici. Un altro record.

Co-MWLsXgAEuUs-I quattro volte campioni Olimpici, hanno iniziato con Hope Solo in porta, Becky Sauberbernn e Julie Johnston come coppia centrale mentre Kelley O’Hara e Meghan Klingenberg hanno completato le fasce laterali. A centrocampo, Jill Ellis ha messo la giovane Allie Long, Carli Lloyd, anche se piu avanzata, Morgan O’Brian e Tobin Heath. Alex Morgan e la giovane promessa Mallory Pugh hanno formato il tandem d’attacco.

Sono bastati pochi minuti alla USWNT per sbloccare il match. Un’azione personale di Heath che ha messo una palla deliziosa in area di rigore dove la capitana Lloyd è stata pronta a colpire di testa, portando la sua nazionale in vantaggio, e registrando il suo 89esimo gol internazionale. Nonostante questo inizio sprint da parte degli americani, la Nuova Zelanda ha avuto le sue occasioni mostrando buone doti tecniche e tattiche, anche senza palla. La squadra rappresentativa dell’OFC ha messo in difficoltà i suoi avversari con la loro impostazione tattica, limitando le azioni da gol da parte degli USA. Pugh e Morgan sono stati continuamente chiusi dalla difesa neozelandese, col primo tempo chiuso sull’1-0.

Il secondo tempo è stato una replica del primo, con la squadra di Ellis che ha raddoppiato immediatamente il vantaggio al 46′ con l’attaccante dell’Orlando Pride, Alex Co-JtbbWgAAvr6yMorgan. Dopo un rimpallo fra la difesa neozelandese e l’attacco americano, O’Brian ha preso la palla e con un tocco delizioso ha spiazzato la difesa avversaria, mettendo Morgan davanti al portiere. Con un tiro sul primo palo la bella attaccante ha messo in cassaforte la vittoria per la USWNT. La Nuova Zelanda ha provato a trovare il varco giusto per rientrare in partita, ma una rocciosa Julie Johnston non le ha mai dato una chance. Da sottolineare la prestazione della stessa Johnston, che con ogni probabilità è stata il miglior difensore in quest’ultimi due anni, dopo il suo eccellente mondiale la scorsa estate.

Nota di colore: con l’abbassarsi dell’agonismo in gara, è stato facile udire i continui fischi del pubblico brasiliano al portiere americano, Hope Solo, per un suo tweet polemico dove ha messo in luce la sua preoccupazione sul caso Zika.

Nello stesso girone, il Gruppo F, netta vittoria della Francia sulla Colombia per 4-0.


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