Una delle città interessate alla prossima espansione della Major League Soccer (MLS) fino a 28 squadre annunciata da Don Garber è Detroit. Gilbert e Gores, ricchi proprietari di due team NBA (Pistons e Cavaliers) hanno stuzzicato le corde giuste e, dopo aver individuato un’area adatta al nuovo eventuale stadio, la città del Michigan dopo aver dichiarato fallimento nel 2013 è pronta a dare una forte spinta alla rinascita attraverso il calcio. Ma non tutti sono d’accordo, non i tifosi almeno che di avere la MLS nelle proprie strade non sembrano essere troppi felici.

A Detroit, infatti, gioca il Detroit City FC, squadra semi-professionistica che partecipa alla National Premier League Soccer. Secondo alcuni rappresentanti della Northern Guard, gruppo di tifosi che sostiene la squadra e si autofinanzia, l’arrivo della MLS in città spazzerebbe via tutto il lavoro fatto da loro per creare una comunità unita attorno alla squadra per lasciare spazio ai soldi, finti, della Major League. Un problema per chi, come loro, vedrebbe meglio un’integrazione tra i progetti ad oggi impensabile.

L’idea du Gilbert e Gores è quella infatti di creare da zero una società per la MLS e non di migliorare il Detroit City FC per portarlo a competere con le migliori franchigie nazionali. Una cosa inaccettabile per i tifosi più caldi che interpellati sull’argomento non hanno nascosto il loro disappunto. “Se questo progetto non riguarderà l’espansione della nostra squadra e gli attuali proprietari – ha dichiarato un esponente della NG – , non siamo interessati ad avere la MLS. Non supporteremo la nuova squadra e non andremo allo stadio. E’ un’opinione diffusa”. MLS sì dunque, ma solo se aiuterà a crescere l’attuale dimensione del Detroit City FC. Impossibile.

Attaccati come gruppo e accusati di non volere il bene di Detroit e della squadra, la stessa Northern Group ha diramato un comunicato in cui spiegava ulteriormente la propria posizione: “Non siamo contrari alla crescita del DCFC – si legge -, amiamo il nostro club e l’abbiamo fatto crescere con orgoglio. Siamo contrari al fatto che il DCFC possa finire nel dimenticatoio, superati da una lega in cui i tifosi non contano e i soldi vengono dati a giocatori strapagati provenienti dall’Europa. Noi preferiamo il calcio giocato con passione. Non siamo hipster né snob, vogliamo il bene del nostro club e ci spendiamo dei soldi. Noi vogliamo la nostra squadra e crescere con essa. Quello che conta per noi, a prescindere dalla lega in cui giocheremo, è che venga usato il materiale che c’è in casa, che già abbiamo e curiamo con amore. Non vogliamo interventi esterni alla nostra realtà”.

A prescindere da questa protesta però il progetto Detroit in MLS è avviato e un nuovo stadio dovrebbe essere costruito nella zona del carcere abbandonato di Wayne County. Un impianto da 22mila posti per i tifosi della città del Michigan, nuovi o vecchi che siano.


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