MLS, Philadelphia Union: Medunjanin, nel nome del padre | MLS Soccer Italia

MLS, Philadelphia Union: Medunjanin, nel nome del padre

La forza delle scelte. Con un pallone incollato al piede e un dolore inciso nel cuore. A 7 anni ritrovarsi a essere l’uomo di casa non deve essere facile: 1992, Sarajevo, borsa in mano e una corsa sfrenata per lasciarsi la guerra alle spalle, senza voltarsi. Haris, insieme alla madre e alla sorella, trova la pace in Olanda. Ma perde il padre, ucciso in guerra poco dopo aver permesso alla propria famiglia di lasciare quell’inferno.

E per questo che Medunjanin in una intervista nel 2009, fa il suo “ritorno” a casa. Come? Esprimendo il suo desiderio di vestire la maglia della Bosnia-Erzegovina, insieme ai suoi amici, ai suoi connazionali, ai suoi compagni di dolore, quelli che come lui hanno perso qualcuno tra le macerie slave. E fa niente se hai vestito la maglia dell’Olanda, crescendo calcisticamente nei Paesi Bassi; fa niente se hai girovagato in Europa, passando per Spagna e Israele, senza mai tornarci in Bosnia; fa niente se con la maglia arancione hai vinto due Europei Under 21, battendo nel 2007 in finale la Serbia. Il richiamo di papà è forte, il richiamo di quella maglia appena nata ma che la storia ha sporcato di sangue è unico.

24enne gioca per il suo paese, con orgoglio. E dal centro del campo, con il suo mancino incanta tutti, disegnando dei veri e propri capolavori. Ora gli anni sono passati, sono 32, il fisico ne risente, ma il talento e quella voglia di continuare a girovagare no: borsa in spalla e biglietto aereo per Philadelphia, Pennsylvania. La MLS lo aspetta. E Haris è pronto, con il pallone incollato al piede e quel dolore inciso nel cuore.


 

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