Mercato MLS, Jesus Ferreira a FC Dallas nel nome del padre | MLS Soccer Italia

Mercato MLS, Jesus Ferreira a FC Dallas nel nome del padre

Nato il 24 dicembre. Si chiama Jesus. E suo padre ha un nome biblico: David. No, le Sacre Scritture non c’entrano niente, qui il protagonista è ancora il pallone che, a modo suo, ha scritto una nuova pagina della sua storia. Il protagonista di questo ennesimo capitolo a stelle e strisce è Jesus Ferreira, 15enne attaccante appena messo sotto contratto da Dallas FC: nato (veramente) il 24 dicembre del 2000, il giovanissimo di Santa Marta, paese della Colombia bagnato dal Mar dei Caraibi, protetto dalla Sierra Nevada de Santa Marta e illuminato dalla classe e dai riccioli biondi del Pibe Valderrama, è il più giovane giocatore della storia della franchigia texana.

cxfas1hwqaahxrlNon solo, è anche l’unico ad aver fatto l’intera trafila nell’Academy rossoblù, tra le migliori del continente, tirando i primi calci americani nel 2009, quando papà David decise di lasciare l’Al-Shabbab negli Emirati Arabi per vestire la maglia di Dallas. Che affare, per tutti! Per il piccolo Jesus, che ad 8 anni cresceva sotto gli occhi dei migliori trainer degli States; per David, che a 30 anni si preparava a vivere una nuova e importante avventura nella sua carriera e per il club, ovviamente, date le prestazioni del centrocampista colombiano. Sì, perché quel talento sbocciato nell’America de Cali (club dove tuttora detta i tempi dalla linea mediana del campo, a 37 anni), passato dall’Atletico Paranaense prima di girovagare tra Arabia e USA, che ha fatto anche parte della nazionale dei Los Cafeteros, partecipando a 3 Copa America, vincendo quella casalinga del 2001 in patria, nel 2010 vinse il titolo di MVP della MLS, entrando nella storia di Dallas.

Jesus ha varcato le porte della storia con una semplice firma su un contratto, ma vuole fare di più. E le premesse ci sono tutte. Un predestinato acxfjv7iveaa8_aalla Jesus Shuttleworth (ricordate He Got Game?), lo dicono i numeri: 48 gol in 50 presenze con l’Under 16 nel 2013, quando diventa campione nazionale; 10 gol in 3 partite nell’ultima Adidas Generation Cup, disputata a Kansas City, facendone prima 2 ai Columbus Crew, 4 a Houston e altri 4 ai padroni di casa dello Sporting. I numeri, per un attaccante, non mentono mai. Negli States se ne sono accorti, visto che la federazione lo ha chiamato con l’Under 17, anticipando la Colombia.

15 anni, quasi 16, apparecchio ai denti e orecchini appariscenti, sangue latino ma già glaciale sotto porta: aspetto simpatico, ma con il pallone tra i piedi non conosce amici. Ha tradotto in fatti quello che un altro Jesus, apparso sui campi di bowling di Los Angeles e ne Il Grande Lebowski, minacciava di fare. “No se escherza con Jesus”. No, con il nostro Jesus non si scherza affatto.


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