Justin Meram: l'oro di Columbus viene dall'Iraq | MLS Soccer Italia

Justin Meram: l’oro di Columbus viene dall’Iraq

Il calcio è pieno di storie, le quali possono essere piacevoli, curiose, controverse e chi ne ha più ne metta. Ecco la storia di Justin Meram è forse Risultati immagini per justin meramla più controversa, e quanto di più bizzarro ci possa essere.

Chi conosce la MLS sa chi è Justin Meram. Gioca nei Columbus Crew, dove fa parte del roster dal 2011, il suo ruolo è l’esterno di centrocampo e in MLS risulta essere, numeri alla mano, uno dei migliori in quel ruolo. A Columbus si aspettavano un 2017 all’insegna della coppia Higuain-Kamara in quanto l’anno scorso i due hanno giocato pochissimo insieme a causa dell’infortunio del trequartista argentino. Invece nelle prime uscite il vero uomo immagine della franchigia dell’Ohio è stato proprio Justin Meram, trascinatore dei suoi anche a Montreal con una tripletta. Grazie al suo apporto i Columbus Crew sono attualmente secondi nella Eastern Conference con un bottino di 19 punti.

Ma la parte bizzarra della sua storia non è certamente questa. Per trovarla dobbiamo fare un salto indietro nel tempo di circa 50 anni. Siamo in Iraq, è il 1967, la situazione politica in Medio Oriente è tutt’altro che stabile e così in molti decidono di emigrare per cercare fortuna in Europa o negli USA. In particolare tra i tanti emigranti c’erano molti cattolici Caldei, una comunità della chiesa cattolica diffusa soprattutto in Iraq, che essendo una minoranza sgradita (in Iraq la religione di stato è l’Islam) erano costretti ad emigrare per poter vivere tranquillamente.

Tra questi emigranti c’è anche Hikmat Aziz Mera, il quale viveva nel Tel Keppe District di Mosul. Lui emigrerà, proprio nel 1967, negli USA in particolare a Detroit. Solo nel 1975 potrà riabbracciare sua moglie Lamia Mansour Harmis. I due si conoscevano già in Iraq e si sono riuniti negli USA per cercare una vita tranquilla senza poter immaginare cosa sarebbe successo tra USA ed Iraq ad inizio del XXI secolo con la caccia a Saddam Hussein. Insomma, ad inizio degli anni 2000 gli iracheni non erano ben visti negli USA anche se emigrati già da tempo.

Hikmat e Lamia avranno 4 figli, il più giovane nasce a Shelby, MI, il 4 Dicembre 1988 e viene chiamato Justin. Senza saperlo i due avevano dato alle luce il futuro oro di Columbus, era nato Justin Hikmat Aziz Meram.

Studente modello, Justin, mostra subito grande interesse per il calcio in quanto anche lui, come molti bambini, venne abbagliato dai grandi giocatori arrivati negli Stati Uniti nel 1994 per disputare il mondiale. Justin finisce gli studi a 19 anni, si diploma, e, nel 2007, viene ammesso al Yavapai College, in Arizona dove giocherà per i Yavapai Roughriders, squadra di soccer del college. Nel 2009 però torna a casa, torna in Michigan dove giocherà per i Michigan Wolverines squadra di soccer dell’University of Michigan.

Nel 2011 arriva la svolta della sua carriera infatti viene inserito nel SuperDraft della MLS potendo quindi così realizzare il suo sognoImmagine correlata di diventare calciatore professionista. Viene scelto al primo round come quindicesima scelta e a draftarlo sono i Columbus Crew. Inizialmente gioca per il club riserve ma a Maggio viene definitivamente promosso in prima squadra.

In Ohio diventerà subito elemento fondamentale nonché idolo dei tifosi e con l’approdo, nel 2014, di coach Gregg Berhalter diventerà titolare inamovibile sulla fascia mancina. Il 2014 è l’anno della sua definitiva consacrazione e non a caso arriva anche la chiamata della nazionale irachena che accetta senza esitare avendo sempre manifestato il desiderio di rappresentare la nazione d’origine dei suoi genitori che tanto hanno fatto per lui.

Con i Columbus Crew ha disputato 179 partite realizzando 32 gol e fornendo 30 assist, con la sua nazionale ha invece totalizzato 17 presenze realizzando 2 reti. Justin Meram l’oro di Columbus.


 

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Lorenzo Viganò
Seguo la MLS perché adoro la mentalità americana negli sport, in particolare, la spettacolarità che gli viene data grazie ai playoff. Reputo la MLS un campionato genuino, senza polemiche e che premia chi merita

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