Brian Schmetzer, un normale figlio di Seattle | MLS Soccer Italia

Brian Schmetzer, un normale figlio di Seattle

26 luglio 2016, tutto è partito da qui. Da quando sulla panchina dei Sounders si è seduto un figlio di Seattle, Brian Schmetzer. Nominato ad interim, in pochi ci credevano. E invece… Dempsey e compagni arrivavano da 12 sconfitte nelle prime 21 di campionato, con i playoff lontani e i sogni di gloria già infranti. E invece…

Niente di speciale, solo un normalizzatore. Eccolo Mr. Schmetzer: pochi capelli, occhiali di ordinanza, con quell’aspetto da impiegato più che da allenatore. Non una figura sanguigna come Jorge Sampaoli, neanche quella da santone alla Bruce Arena, ma un normalizzatore, che doveva traghettare la sgangherata nave verde in acque sicure. Un anonimo Tom di Indovina Chi, solamente con i capelli più chiari.

Figlio di Seattle, figlio di Walter, non solo padre ma anche allenatore. Un vincente, da piccolo: 7 vittorie in 10 campionati giovanili. Poi il calcio, quello vero: prima Seattle in NASL, poi il finale di stagione dell’84 con i Tulsa Roughnecks (nell’anno in cui sfiorò il titolo Roberto Bettega con i Toronto Blizzards, perdendo in finale i Chicago Sting. Bettega alla Giovinco…). Ci sono anche i San Diego Sockers nella Major League Indoor Soccer League, dove vince 3 campionati.

Sangue tedesco nelle vene, con il padre Walter Schmetzer che giocava nella terza serie tedesca prima di trasferirsi negli States. Da allenatore è rimasto sempre all’ombra dello Space Needle, della A-League e di Sigi Schmid. Poi la luce della “titolarità” della panchina verde smeraldo dei Sounders, abbinata alla classe di Nico Lodeiro. Sì, perché il giorno dopo la nomina di Brian, arriva quella dell’uruguayano.

Uno fa la fortuna dell’altro: Schmetzer costruisce la squadra intorno all’ex Boca Juniors. Tutti sanno cosa fare, con il 10 libero di inventare calcio e innescare Morris. Ne esce un mix perfetto: 2 sole sconfitte in 14 partite in Regular Season; un posto ai playoff e, poi, il titolo. Ha normalizzato Seattle con il suo sangue tedesco e la disciplina del calcio indoor; l’ha resa speciale con il primo titolo della sua storia.


 

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